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Zarate nella Lazio di Inzaghi

I primi amori sono così, te li porterai dietro per tutta la vita. Rimani sempre informato su cosa gli succede. E quando arrivano notizie importati, la tua vita ne rimane ancora sconvolta. Ritorni in un vortice di sensazioni, di pensieri, di sentimenti. E la notizia bomba è arrivata: Mauro Zarate vorrebbe tornare alla Lazio. Mauro Zarate. Proprio lui. Difficile dimenticarlo. Impossibile che una notizia del genere possa lasciare indifferenti i tifosi laziali. Perchè il ricordo di Zarate scalda ancora i cuori di molti, moltissimi: Maurito è stato uno dei primissimi raggi di luce, dopo anni di grigiore. E l’amore va così, a distanza di anni non riesci proprio a dimenticartene, a restare impassibili di fronte a un suo ritorno. Persino alla sua possibilità, alla sua sola ipotesi.

Come giocherebbe Zarate

ABBRACCIAMI finché non torna. ABBRACCIAMI finché non torna Maurito.ABBRACCIAMI finché non torna Mauro Zarate.Fammi…

Pubblicato da Top&Flop Lazio su Venerdì 23 febbraio 2018

La maglia sembra già pronta, adesso si tratterebbe solo di capire che ruolo potrebbe avere (escludiamo momentaneamente l’ipotesi di vice-Strakosha, perchè troppo immediata e scontata). Perchè nell’abbondanza che finalmente regna nel reparto offensivo laziale, un posticino anche per Zarate si potrebbe ritagliare:

  • Seconda punta nel 3-5-2: al fianco di Immobile, per garantire una coppia d’attacco fatta di velocità ed esplosività. Un po’ come era stato l’anno scorso con Keita. (Keitinha, dove sei? Perchè non chiami? Siamo ancora in pensiero.) Così occuperebbe il posto che si disputano Luis Alberto e Felipe Anderson, ma con ruoli diversi: Zarate non ha la stessa capacità dell’ultimo passaggio dei due trequartisti, lo sappiamo. Però può inventarsi cose così:
  • Esterno alto nel 4-3-3: diciamocelo, non era un ruolo che piaceva a Zarate. Perchè lo costringeva anche a tornare in difesa, a dare una mano al terzino in copertura. Ed effettivamente era anche meno nel vivo del gioco. Però. Però metti caso che riceve palla, e si accentra. E tira. Dalla SUA mattonella, quella che conosciamo tutti.
    Un terzetto di ali formato da Zarate, Nani e Felipe Anderson. È un qualcosa che gli esperti di calcio definiscono ‘tanta roba‘.
  • Vice-Immobile: forse la soluzione più ottimale. Al momento la prima riserva di Immobile è Felipe Caicedo, che però ha caratteristiche fisiche diverse dall’attaccante azzurro. Meno rapido, gioca meno in profondità e più di fisico, occupando l’area di rigore e agendo da boa. Non è soprannominato “L’Uomo Grosso” senza motivo, d’altronde. E infatti quando gioca Caicedo al posto di Immobile, il gioco della Lazio subisce delle variazioni. Non si ricerca più la profondità in maniera ossessiva, si ragiona più con la manovra, utilizzando le sponde di Caicedo, o cercandolo con i cross. Vogliamo giocare sulla verticalità anche senza Ciruzzo? Semplicissimo. Zarate ha caratteristiche molto simili allo scugnizzo napoletano, e quando parte in velocità…beh, può essere altrettanto letale.

Il problema sarebbe però nella condizione fisica e mentale di Zarate. Sono anni che non ha minimamente mantenuto le aspettative che si erano create su di lui, dopo quell’anno pazzesco all’esordio con la Lazio. Come una stella che brilla radiosamente, a giorno, illuminando da sola tutto l’Universo. Per poi spegnersi un istante dopo, consumatasi tutta in quell’unico momento di luce.

L’amore ai tempi di Zarate

https://www.instagram.com/p/BcMzcgagFkf/?taken-by=sbiadited

Ma chi se la scorda, quella luce. Come brillava, come entusiasmava. Come riempiva il cuore solamente guardarla. Poco importa si sia spenta poco dopo, senza durare a lungo. Sting cantava che ‘di notte, una candela è più luminosa del Sole‘. E Zarate non è stato una semplice candela, è stato una supernova.

La logica continua a dire che non c’è molto spazio per Zarate in questa Lazio. Per come sta giocando la Lazio, per che giocatore è adeso Maurito, per come si è lasciato con la dirigenza Ma che cosa ne vuole sapere la logica, la razionalità pura, dei sentimenti? Cosa ne può sapere dell’entusiasmo che ha scatenato quel ragazzo di vent’anni e poco più in un intero popolo? Lo diceva Blaise Pascal, nella sua contrapposizione tra esprit geometriqué ed esprit de finesse. Lo spirito logico non arriva a comprendere pienamente l’esistenza dell’uomo, c’è bisogno del cuore.

https://www.instagram.com/p/BcMzaAyAXHo/?taken-by=sbiadited

Che poi per Pascal non sia inteso come centro dei sentimenti e dell’irrazionalità, ma lo strumento dell’istinto, è un discorso completamente diverso. Ci sono cose che non si possono analizzare razionalmente. Perchè i sentimenti la faranno sempre da padrone. Perchè ti dirai sempre ‘Eh, però…‘. Però quel Mauro Zarate ci ha fatto sognare. Ci ha fatto innamorare perdutamente. A distanza di anni, ancora lo ricordiamo, ancora pensiamo a cos’è stato quell’anno, quel sogno, quella sbandata mostruosa per quel ragazzo. Ed è un qualcosa di indescrivibile. Come possiamo spiegarvi che cos’è l’amore?

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