La Lazio prende Wesley. In realtà, se dovessimo attenerci ai meri rumors di mercato, l’enorme attaccante brasiliano avrebbe già dovuto acquistare casa, metter su famiglia e cominciare a studiare per il patentino da allenatore. Sta di fatto però che, a qualche settimana di distanza dai rumors che davano per fatto l’affare, il centravanti del Brugge dovrebbe effettivamente essere davvero vicino alla Lazio.
Ora, anche se vi abbiamo già presentato il buon Wesley Moraes Ferreira da Silva – Wes, per gli amici e per i pigri -, siamo pronti a rifarci una domanda: ma chi è veramente Wesley? Wesley Snipes? Ron We(a)sley? Wesley il gufo?
In realtà, il buon Wes è colui che – nelle idee del tandem Lotito-Tare – prenderà il posto di Filip Djordjevic e Felipe Caicedo. Sperando che, magari, segni e giochi più di Djordjevic – finito fuori rosa durante la scorsa annata – e Caicedo. Non ce ne voglia Filippone nostro, che sicuramente diventerà perno dell’attacco ultratrentenne del Chievo e magari anche nostro quarto o quinto attaccante al fantacalcio.
L’inserimento di Wesley offrirebbe ad Inzaghi l’opportunità di cambiare filosofia offensiva a partita in corso, affidandosi anche i cross. Come abbiamo già chiarito precedentemente, però, il brasiliano non è soltanto una classica torre offensiva abile nel gioco areo, bensì un attaccante dotato anche di discreta tecnica di base e buona progressione.
Già questo, sulla carta, potrebbe bastare a spazzare via gli incubi legati alla poca grazia di Caicedo, che stava e sta al gioco di Simone Inzaghi come Chef Rubio sta a Masterchef. Certo, i 21 gol siglati in ben 81 presenze con la maglia del club belga non sono affatto incoraggianti: va sottolineato però come questo gigante di Juiz de Fora sia fondamentalmente il classico calciatore di manovra, uno di quelli che fa del lavoro sporco la sua specialità.
Noi quando ci siamo resi conto di non trovare un gif adatta per “lavoro sporco”
In conclusione, potremmo definire Wesley il “Petagna della Pro League”, viste le sue caratteristiche. I 13 gol siglati in stagione tra campionato e coppe, inoltre, sono sintomo decisamente incoraggiante riguardo alla crescita sul piano realizzativo del ventunenne. Ecco perché, considerato l’ostruzionismo della Dea relativamente ad una possibile cessione del suo “non bomber” – te volevo bene comunque, André -, il puntero verdeoro rappresenta una valida alternativa per l’attacco biancoceleste. E chissà che, grazie alle miracolose cure di San Simone Inzaghi, l’avventura italiana di Wesley non possa rivelarsi più utile di un bagno nelle piscine di Lourdes.
Come? Vorreste sapere quanto campo potrebbe vedere Wesley nell’arco della stagione? Al momento tanto, allo Stadio Jan Breydel. Sì perché non bisogna dimenticare come l’offerta della Lazio non sia ancora stata accettata, pur essendo molto generosa. Gli oltre 10 milioni di euro messi sul tavolo, infatti, potrebbero anche rappresentare un bel macigno per un ragazzo che, comunque sia, partirà dalla panchina. Starà a lui, eventualmente, impressionare già in ritiro, non sfigurando durante la stagione quando subentrerà a gara in corso o quando e se scenderà in campo nelle sfide di coppa.
Articolo a cura di Massimiliano Rincione
