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Vitesse-Lazio: La trasferta vissuta dal Lazio Club Bruxelles “Luigi Bigiarelli”

Questo articolo intende far rivivere ai lettori il match di Europa League disputatosi in Olanda contro il Vitesse, attraverso il racconto di uno dei membri del Lazio Fans Club di Bruxelles.

Probabilmente non tutti lo sanno, ma la capitale del Belgio è saldamente legata con i colori biancocelesti. In primo luogo le due giovani ali laziali, Lukaku e Marusic, provengono entrambi da Oostende, cittadina che si affaccia sul mare del Nord, situata a pochi chilometri da Bruxelles. Inoltre (e questa è stata una scoperta anche per noi) il fondatore della Società Sportiva Lazio giace nel cimitero di Ixelles, uno dei diciannove comuni che formano la città di Bruxelles.

Per ultimo, ma non per ordine di importanza, la capitale belga vanta un piccolo ed accogliente rifugio per i tifosi biancocelesti, che per motivi lavorativi o di studio, hanno deciso di intraprendere l’esperienza in Belgio. Stiamo parlando del Lazio fans club di Bruxelles, nato nel 2013 grazie ad un gruppo di amici, che per ogni partita si riunisce al pub Pam Pam per sostenere e portare in alto i colori biancocelesti.

Come si apprende dal loro sito tutto parte dal 16 Giugno 2013, quando Maurizio Manzini, Team Manager della S.S. Lazio, è andato a Bruxelles, portando con sé la Coppa Italia vinta nello storico derby di Roma il 26 maggio 2013, per rendere omaggio proprio a a Luigi Bigiarelli, la cui stele si trova nel cimitero d’Ixelles.

L’ultimo evento organizzato è stata la trasferta a Vitesse. La partita in Olanda ha rappresentato un’occasione per chi è malato di Lazio, ma purtroppo può sostenerla solo da lontano. Per raccogliere informazioni su quella giornata è stato contatto Claudio Vernarelli, amico e membro del Lazio Fans  Club di Bruxelles.

Claudio, ti contattiamo per raccontare la tua esperienza in Olanda con il Lazio Fans Club di Bruxelles. Cosa ti ha colpito maggiormente della trasferta?

“Innanzitutto vi ringrazio per questa opportunità che mi state dando. La premessa è che è stata la mia prima trasferta con il Club Lazio in terra estera. Perché sì, sono andato allo stadio a Roma più volte, però all’estero mai. E devo dire che sono rimasto molto, molto colpito. Siamo partiti da Bruxelles che eravamo 13 persone, questo significa che ci tenevamo, stavamo vicini e volevamo esserci. Noi stiamo in Belgio, ça va, ça marche, ma quando vai in Olanda… Beh, lì capisci cosa significa essere in una nazione del nord. Perché sono veramente organizzati”.

Qual è stata l’accoglienza allo stadio?

“È stata un’accoglienza unica. Cordialità, una serie di stewart veramente tranquilli, non abbiamo avvertito assolutamente un clima da stadio, da lotta, assolutamente no. Un’altra cosa che mi ha colpito positivamente è che nella città di Arnhem lo stadio rimane attacco alla strada principale. Quindi noi siamo arrivati, abbiamo svoltato a sinistra per entrare allo stadio, abbiamo visto uno striscione della Lazio e una signora ci fa: “Lazio’s supporters?”, e noi “Yes!”.  E ci ha fatti entrare direttamente sotto il settore ospiti! E’ stata proprio una passeggiata nella città: io sono arrivato con la macchina, la signora ci ha visto e ci ha fatto entrare con la macchina nel settore ospiti della Lazio. I tifosi del Vitesse facevano la fila per entrare e noi siamo entrati dentro con una facilità unica”.

Quali impressioni ti ha suscitato lo stadio Gelredome del Vitesse?

“È uno stadio piccolo, ma giuro, sembra un cinema! Avete presente quando andate al cinema e ci sono quelle porte a metà che apri per vedere il film? Uguale. Ci sono quelle porte così. Dall’esterno sembra proprio una sala del cinema, apri la porta,  entri dentro e che trovi di bello? Trovi uno stadio pieno di gente, perché loro comunque ci tengono a fare bella figura in Europa. C’è un buon impianto acustico. Dalla parte della loro curva c’era in mezzo anche una bandiera sarda, non mi chiedete perché. Insomma, l’Olimpico dà delle sensazioni uniche, ma lì era tutto organizzato bene: questo ti fa capire che quelle persone vivono il nord Europa diversamente da come lo viviamo noi in Belgio”.

Qualche commento sulla partita?

“Beh, la partita è andata bene, solo delle piccole incomprensioni per questa Lazio B, molti non capivano come mai Inzaghi si fosse intestardito nel far giocare le riserve in Europa, perché comunque è vero che il Vitesse non è una grande squadra, però… infatti ,come avrete notato, i due goal che abbiamo preso, li abbiamo presi perché hanno sfondato sulla linea di Marusic e su quella di Lukaku che non era in forma”.

Come si è conclusa la serata?

“Finita la partita abbiamo aspettato che i tifosi del Vitesse abbandonassero lo stadio, circa mezz’ora. Dopodiché siamo usciti, sono arrivati gli autobus per portare via i tifosi della Lazio, noi siamo usciti con la macchina e abbiamo preso subito l’autostrada. Due ore e stavamo a Bruxelles. Insomma, è stata una grande emozione, soprattutto con la maglietta di Giorgio Chinaglia. Noi ci teniamo, perché siamo pochi, non siamo tanti, ma quei pochi che ci sono vogliono supportare la nostra Lazio in Italia, in Europa e nel Mondo”. 

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