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Valon Berisha: chi l’ha visto? (non la Lazio)

É giunto a Roma lo scorso luglio, suscitando enorme interesse nei tifosi della Lazio che lo hanno accolto con l’entusiasmo degno di un Gaizka Mendieta qualsiasi. Ora, a distanza di quasi dieci mesi dal suo arrivo, uno dei migliori giocatori della scorsa edizione di Europa League è sparito deludendo completamente le aspettative di società e tifosi. Valon Berisha si è perso tra la Paideia e Formello, ed è il vero flop della stagione biancoceleste.

Sorge dunque spontaneo chiedersi il motivo dell’involuzione del kosovaro e quali siano le cause del suo rendimento, a dir poco scarso nel primo anno a Roma.

Spoiler: non è la mancanza di Red Bull il problema.

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L’adattamento

Il primo fattore che l’ha portato a toppare è l’adattamento; si sa, cambiare ambiente per un giocatore significa calarsi in una nuova realtà sia dal punto di vista sportivo sia dal punto di vista sociale, e ciò può avere ripercussioni sul suo stato psicologico. Berisha non è mai stato sereno, in campo l’ha sempre fatto notare.

Volete mettere quanto è più bella Salisburgo rispetto a Roma? Pff.

Beh, in effetti non sembra essere così male.

Prima di tutto c’è da mettere in evidenza il sostanziale divario tra i due campionati, quello austriaco e quello italiano (inutile dire quale sia il più complicato) e dunque questo avrà certamente influito sull’adattamento di Valon. Inoltre c’è da considerare che quella iniziata quest’estate sia la prima esperienza del calciatore nato a Malmö in un club importante come la Lazio, avente obiettivi chiari sia nelle coppe che in campionato e, con tutto il rispetto per gli amici austriaci, ciò comporta avere una maggiore pressione addosso. Una pressione che difficilmente puoi sentire giocando in Bundesliga austriaca con il Salisburgo, e che non tutti i giocatori sono capaci di reggere.

Ciò non significa che Berisha non sarà in grado in futuro di adattarsi alla Lazio e al campionato italiano, ma quello dell’adattamento non è l’unico cruccio che ci desta preoccupazione per l’anno nuovo.

Infortuni

Altro fattore da tenere assolutamente in considerazione è il numero elevatissimo di infortuni che lo hanno colpito dal suo arrivo a Roma fino ad oggi. Problemi il più delle volte muscolari – e questo non è bene – che non hanno dato tregua al centrocampista, costringendolo a saltare ventotto delle trentotto partite previste per il campionato di Serie A. Comunque, Berisha ha avuto ugualmente qualche occasione per mostrare il proprio valore, soprattutto in Europa League, ma con scarsi risultati. I continui stop hanno certamente influito negativamente sul suo rendimento, togliendogli minuti nelle gambe e soprattutto non aiutandolo a prendere confidenza con il terreno di gioco.

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Colpiti da un feroce ottimismo si potrebbe pensare che quella passata sia stata solo una stagione sfortunata, che l’anno prossimo potrebbe riscattarsi una volta ripreso dall’infortunio. Ma realisticamente bisogna tener conto che stiamo parlando di un calciatore “fragile”, che nella sua carriera si è spesso imbattuto in infortuni di vario genere che lo hanno costretto ai box più e più volte nel corso dei suoi anni da professionista. Quanto conviene dunque alla Lazio mantenere in rosa un elemento il quale, ogni stagione che passa, rischia di rimanere perennemente fermo a causa di problemi fisici?

E che poi quando gioca non ha mai fatto la differenza, diciamocelo.

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Ricordiamo anche il motivo dell’ingaggio di Berisha, ossia quello di trovare un sostituto per Parolo che, paradossalmente, si è trovato a fare lui stesso da sostituto per il nuovo arrivato. Forse sarebbe più logico puntare su un giocatore (magari anche più giovane e integro, se non si chiede troppo, vero Igli? ) in grado di far riposare il sempreverde numero 16 e di donare qualità e fiato al centrocampo laziale.

Ma chi? Chi può essere quel giocatore? Sì! Ce l’abbiamo! Valon Berisha, ma quello del Salisburgo. Quello che qui a Roma non è mai arrivato.

Articolo a cura di Dario Zompi

 

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