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Una seconda Lazio

Era un po’ quello di cui si erano accorti tutti l’anno scorso. Oh, forte sta Lazio, fortissima, bellissima da vedere, fa innamorare tutti. Ma. Ma poteva resistere a lungo? La qualità negli undici titolari era elevatissima, certamente. Lo stesso non si poteva dire per quanto riguardava la squadra che sedeva in panchina di fianco a mister Inzaghi. Ma adesso sembra essere cambiato tutto.

Sì, perchè questa sessione di calciomercato è sembrata essere particolarmente mirata nel risolvere questo problema: le riserve. Non si è toccato granchè la struttura della squadra titolare (salvo solo l’acquisto di Acerbi per sostituire il partente de Vrij), ma si è preferito intervenire solamente sulla profondità della rosa. Incredibilmente, con delle mosse intelligenti.

I nuovi arrivi

Ce ne eravamo accorti nel finale della scorsa stagione: non appena si infortunava qualcuno dei titolari, Inzaghi si guardava intorno, e vedeva, all’incirca, dei bambini, gente che passava per caso, Manzini, amici di amici di amici che si sono imbucati e Vargic. Nella loro riunione, Inzaghi e Tare avranno certamente parlato e cercato di risolvere questo problema. Bisognava dare qualche rinforzo di qualità anche alla panchina.

Basta solo vedere i primi acquisti fatti a fine giugno: Durmisi, Proto e Berisha. Acquisti mirati, che servono a dare più garanzie degli attuali sostituti e, perchè no, diventare titolari dopo un periodo di ambientamento.

Anche il recentissimo doppio colpo appena effettuato va proprio in questa direzione: Badelj sarà fondamentale per dare respiro a Leiva, mentre El Tucu Correa in questa Lazio andrà a ricoprire il posto di vice-Luis Alberto che a Felipe Anderson andava un po’ stretto.

La Lazio B

Alla fine è vero: finalmente sembriamo avere delle riserve all’altezza. In attesa di conoscere il futuro di gente come Lukaku, Caicedo e Wallace, la qualità e la profondità della rosa sono migliorate. Come si è anche visto in questo ritiro, ci sono stati molti aspetti positivi.

Proto sembra poter dare più garanzie nel sostituire Strakosha, così come il reparto arretrato è composto potenzialmente dai sei titolari: immaginiamo però che Radu e Acerbi siano praticamente intoccabili, date le loro passate stagioni. E allora l’ultimo posto nella difesa a tre se lo giocano in quattro, con Caceres e Luiz Felipe leggermente avvantaggiati su Bastos e Wallace.

A centrocampo i rinforzi migliori per la Lazio: dopo un anno in cui l’unica alternativa era Murgia, gli arrivi di Berisha e Badelj garantiscono grande qualità, e possono persino insidiare il posto da titolare di Parolo e Leiva. Bisogna vedere però sugli esterni cosa succede, con il futuro di Lukaku ancora in dubbio, e l’incognita sulla destra (Basta in fase calante, Patric troppo bello per essere vero).

In attacco però sembra sia cambiato qualcosa. Non ci sono più Felipe Anderson e Nani, che l’anno scorso erano (o potevano essere) riserve di lussissimo. Ci sarà (?) Caicedo, che non sembra aver convinto. Ci sarà (?) Rossi, che in questo ritiro è sembrato prontissimo per la Serie A. E come già detto, per un Felipe Anderson che se ne va dalla Lazio c’è un Joaquìn Correa che arriva. Anche se…

Ci sono ancora due settimane prima della chiusura del mercato e dell’inizio della stagione. A meno di clamorosi avvenimenti, sembra però già chiuso il mercato della Lazio. Basterà al momento per risolvere i problemi? La Lazio adesso può avere due squadre? Per il momento sembra di sì.

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