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Un altro viaggio, un’altra sciarpa al collo: un ringraziamento a Maurizio Manzini

Maurizio Manzini nasce a Roma,il 25 Novembre del 1940.

Manzini non è mai stato sotto le luci della ribalta, e non mi spiego ancora il perchè. Grande memoria storica laziale (unico dirigente ad aver vissuto TUTTE le vittorie della lazio, dalla prima coppa italia del 1958) ho sempre in cuor mio venerato e apprezzato quest’uomo che da cosi’ tanti anni è al servizio della societa sportiva Lazio.

Dal 1971 come collaboratore esterno infatti, organizzava le trasferte della Lazio tramite la compagnia aerea dove prestava servizio.

Una grande mano la diede sotto la sfera organizzativa in quegli anni, dove la società era organizzata ancora come un’azienda a conduzione familiare. A riconoscimento di tale lavoro, nel 1987 Calleri gli propose il ruolo di Team manager che accettò solo un anno dopo.

Unico Laziale in una famiglia di romanista, si è sempre distinto per la serietà con cui interpreta il suo mestiere.Sono passati tanti presidenti, tante “Lazio” e tante epurazioni ma lui è sempre li, come una statua, come un totem. Con il suo sguardo talvolta leggermente oscurato dagli occhiali da sole graduati, nei suoi occhi quanti aneddoti e quanti ricordi, che tesoro ci sarà.

Un tesoro ben nascosto, che personalmente vorrei prendere a piene mani. Mi piacerebbe invitarlo in un luogo semplice, davanti al fuoco del camino e a un bicchiero di vino, mentre lui mi racconta di quando Fiorini segnava, di Podavini e Filisetti, di Magnocavallo, di Nesta e Di Vaio, di Patarca, di Cragnotti.

Lui è sempre li’. al lato della panchina, con gli stessi occhiali, la stessa serietà, lo stesso impegno, ma una lazialità che cresce di anno in anno;che ha saputo difendere e coltivare; che è insita nel suo nome stesso: Manzini = Lazialità.

Continua Maurizio, ti prego. Anche se sarai stanco, se vorrai riposare. Anche se il calcio moderno è cosi diverso da quello d’un tempo. Chissà, sarai deluso? O forse il pensiero malinconico del calcio che fu ti sfira appena, mentre sei troppo impegnato ad organizzare l’ennesima trasferta. Una vita in viaggio, la tua. Tendenzialmente da solo. Ma quando alzi gli occhi al cielo  la vedi, non è vero? La nostra Aquila che vola e ti guarda indicandoti la via. Non sei solo, non lo sei mai stato. Sei forse piu unico che solo. Sei speciale; e ci terrei che un ricordo perenne venga eretto già d’oggi, in tuo onore. Le mani sui fianchi, qualche goccia di sudore a fiumicino mentre con una sciarpa in mano starai aspettando l’ennesimo nuovo acquisto.

Scrivi. E scrivi ancora. Condividi tutti i tuoi pensieri, tutto il tuo tesoro.

E grazie di cuore di tutto iltuo impegno e la tua dedizione, della professionalità, della riservatezza e del tuo saper essere “laziale” nel comportaento educato, sobrio, innalzato.

 

Un semplice Tifoso

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