[amazon_link asins=’8867763792′ template=’ProductCarousel’ store=’tofl-21′ marketplace=’IT’ link_id=’fd6847ef-2786-11e7-9534-4d5bc624e27c’]Si muove, sgambetta, corre sul campo. Qualche doppio passo, qualche rete in partitella. Se qualche scout lo vedesse oggi per la prima volta, penserebbe di avere in mano un gioiello. Secondo giorno consecutivo di allenamenti per lui, e questa di per sé è già una notizia. È l’uomo della settimana, quello che ha regalato il pareggio alla Lazio contro il Genoa quasi allo scadere. Simone Inzaghi è riuscito nell’impresa di mandare a segno anche lui, e probabilmente alcuni staranno già pensando a intitolargli un monumento per questa impresa. Luis Alberto è l’uomo che non ti aspetti, quello che era arrivato a Roma con un’etichetta forse un po’ troppo pesante da gestire. Raccogliere l’eredità di Candreva non era facile, ma lui fino a sabato, sembrava non averci mai nemmeno provato. Poi un colpo di genio, una di quelle giocate che i grandi campioni hanno nel Dna e che può cambiargli la stagione. O meglio questa parte conclusiva della stagione. Una corsa liberatoria, e le mani tese al cielo in segno di esultanza.
Probabilmente non ci sperava nemmeno lui. Un gol dedicato ai suoi ex compagni di panchina e Paideia. Da Kishna a Vinicius, fino a Leitner, andati a cercare fortuna altrove a gennaio. Ormai l’unico che sembrava capirlo era solamente Filip Djordjevic. Eppure numeri alla mano, non ci crederete, ma Luis Alberto ha battuto tutti. Non c’era riuscito nessuno prima d’ora. Nè De La Pena, nè Mendieta, nè il nostro amico e talismano Patric. Luis Alberto verrà ricordato per essere stato il primo spagnolo a segnare un gol in Serie A con la maglia della Lazio. Le valigie sembrano essere già pronte, destinazione ancora Liverpool, proprietaria del suo cartellino, ma lo spagnolo lascerà Roma sicuramente da vincitore.
Articolo a cura di Valerio De Benedetti
