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Tre uomini e una gamba (tesa)

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Nell’ultimo periodo, i difensori abili e arruolabili della Lazio si contavano sulle dita di una mano. Difatti la difesa titolare (almeno nelle partite di campionato) era sempre composta dai soliti tre: Bastos-de Vrij-Radu. I quali hanno mostrato un affiatamento crescente con il passare delle partite giocate insieme. Tanto da essere diventati un’entità unica e indivisibile.La santissima trinità che protegge la difesa. Ma in realtà questa sintonia e questo affiatamento hanno avuto origine un po’ di tempo fa. Appena prima di iniziare il ritiro.

Infatti pochissime persona lo sanno, ma Stefan de Vrij, Stefan Radu e Bartolomeu Jacinto Quissanga ‘Bastos‘ hanno raggiunto Auronzo di Cadore viaggiando tutti insieme in macchina.

Compagni di squadra e di viaggio

Ed è per questo che questi tre sono diventati così affiatati. L’idea era stata di Stefan Radu, soprannominato dagli altri ‘Nano‘ in virtù della sua esile corporatura (esile in confronto a Bastos, ovviamente, al cui confronto persino Caicedo sembra normale): Stefan, uno dei pilastri dello spogliatoio, voleva migliorare la sintonia con i propri compagni di reparto, e favorire anche l’inserimento nel gruppo del recentissimo acquisto Di Gennaro, visto che gli è stato ordinato di portarlo in ritiro dal Cavalier Claudio Cecconi. Radu però, per eseguire questo compito, si affida a Stefan de Vrij, confidando nella sua precisione, caratteristica tipica degli olandesi. E proprio per questo, l’altro Stefan nello spogliatoio è chiamato ‘Pignolo‘.

‘Ciao Stefan, tutto pronto per domani?’
‘Tranquillo Stefan, ti passo a prendere alle 7.30!’
‘Ma come alle 7.30?’
‘Va bene, facciamo alle 7.15 allora. Ciao!’

Recuperato anche Bastos, dopo che aveva finito il Rosario (‘Rosario, alle 8 del mattino? A mezzogiorno? Veglia di Pasqua?‘) finalmente partono da Roma, direzione Auronzo di Cadore. C’è un po’ di perplessità però riguardo a Di Gennaro:

‘Come, un milione all’anno per sta pippa qua? Dai, ma è una follia!’
‘Ma che follia, va che questo è uno dei migliori registi italiani!’
‘Ma che regista dai, Ledesma con trentamila lire lo faceva meglio!’

Ricevono anche una telefonata, proprio dal loro datore di lavoro, il cavalier Cecconi:

‘Pronto Nano, avete fatto tutto? Avete ritirato il pacco?’
‘Sì sì, e complimenti anche per il Di Gennaro, un ottimo regista!’
‘Ma ccche è, quel centrocampista demmerda? Per piacere a nano, passame er pignolo…a Pigno’, ndo state?’
‘È poco che siamo partiti, saremo a Formello…’
‘Ma ccche stai a dì? Ma come ancora a Formello? Dai su ve dovete move, e me raccomando devi veni qua a rinnovà! … Oh ma sento Luiz Ringhio, bello a papà, famme sentì la voce tua! Moveteve!’

Il viaggio è lungo, serve una sosta in autogrill: de Vrij vede alcuni ragazzini giocare a pallone, e uno di loro fa delle finte a cui abboccano tutti gli altri. Il ragazzino se ne vanta, e de Vrij non ci sta:

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Uè pirletti, visto qua che dribbling, eh? Altro che la tua finta…chi arriva ultimo è pirla!

L’amore con Simone

Altra sosta, questa volta per il pranzo. Vengono raggiunti e inspiegabilmente tamponati da Simone Inzaghi, il quale si ferma con loro per pranzo. E Radu ci tiene a informare Simoncino di un suo desiderio:

‘Ma lo sai che è sempre stato il sogno della mia vita fare il regista basso?’
‘AHAHAHAHAHAH ma se non sai nemmeno fare un retropassaggio a Strakosha Stefan, per favore!’

‘E voi, cosa fate nella vita?’
‘Beh, noi lavoriamo nella sicurezza a grandi livelli, lotta al crimine con interventi di prevenzione particolari e specifici, non so, tipo bodychecking…cioè interveniamo per fermare delle situazioni pericolose per noi e per le altre persone sotto la nostra responsabilità, non so se mi spiego…’
‘Insomma, siamo dei difensori. Non è che la difesa è nostra, noi tiriamo spallate…’

Ma c’è spazio anche per una disgrazia: purtroppo, una disattenzione di Bastos porta alla tragedia inenarrabile, la sofferenza pura. Luiz Ringhio viene lasciato attaccato alla macchina. Non ce la fa. Bastos è inconsolabile, lui che aveva eletto il giovane come suo pupillo e giovane padawan.

Ma perchè, era il difensore più bello del mondo! Era meglio di Thiago Silva!

Il viaggio verso Auronzo continua nonostante questi problemi, con Inzaghi che prova a spiegare loro il mito delle manovre di Platone: secondo Platone infatti, una volta le squadre erano perfette. I giocatori delle squadre erano uniti e indivisibili, non si distinguevano tra loro. Ognuno era parte dello stesso meccanismo, e ognuno aiutava l’altro, nel raggiungimento della perfezione per la squadra.

Bastos e de Vrij sono leggermente scettici, viste le differenze qualitative tra loro due:

L’arrivo ad Auronzo

I nostri eroi riescono a completare il loro viaggio, arrivando finalmente ad Auronzo. Sorgono però subito alcuni problemi: Inzaghi li fa lavorare fin da subito. E cosa ancora peggiore per Bastos, il lavoro tattica è incentrato sulla difesa a 4. E la nostra roccia si scopre particolarmente franabile, rimanendo bloccato dalle sue paure:

‘Ecco, adesso non posso né difendere né attaccare, nossignore, né difendere né attaccare… chissà dov’è finito Radu?’
‘Eccolo lì, Stefanino! Non ti sei fatto niente, non devi difendere e basta?’
‘Ma se c’è Leiva!’
‘C’è Leiva? A momenti mi ammazzavo, e c’è Leiva!’
‘Eh, ma l’ho fatto per farti provare l’emozione di una scivolata…’

Arriva la fine dell’allenamento, con Radu che si è fatto leggermente male, e rimane a riposo. E de Vrij e Bastos si ritrovano pensierosi, a discutere di cosa fare nel loro futuro:

‘Certo, si potrebbe anche rimanere qua alla Lazio per tanti anni: un gruppo di amici, una squadra che gioca bene anche in Europa, i tifosi che ti amano… o mollare tutto, andarsene in Inghilterra. Sai che con 30 milioni in Inghilterra sei a posto per una vita?’
‘Tutto l’anno al pub.’
‘Nessuno che ti dice quello che devi fare… certo, ci vuole coraggio. Il rischio c’è: del resto, se non rischi… te non hai mai rischiato?’
‘Una volta. Una volta ho dribblato Matuidi e Mandzukic nella mia area in casa della Juventus.’

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Questo è il segreto dell’intesa tra i tre titolari della difesa della Lazio. Perché in questo viaggio hanno imparato a fare una cosa, e l’hanno insegnato al resto del gruppo. E lo stanno facendo tutti particolarmente bene. Hanno imparato a sognare. E adesso lo stanno insegnando anche a noi tifosi.

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