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Tre ex Lazio che (nonostante tutto) farebbero meglio di Marusic

La questione della fascia destra continua a tenere banco in casa Lazio. Le prove in vista del Napoli stanno evidenziando che, almeno nella testa di Inzaghi, l’unico laterale veramente valido è l’inossidabile Senad Lulic. Marusic è squalificato e pur di non far giocare Patric – non riusciamo a comprenderne il perché – l’allenatore preferisce spostare a destra il Capitano, sostituito a sinistra dal Predator Lukaku. Non che l’assenza del montenegrino possa far strappare i capelli, dato il rendimento molto altalenante di questa stagione.

Problemi fisici, poca intraprendenza e alcune ingenuità ci stanno restituendo la brutta copia dell’esterno che l’anno scorso aveva stupito in molti. Dallo stupore ai rimpianti, vediamo alcuni ex biancocelesti che in questo momento potrebbero fare meglio di Marusic sulla destra.

Brunello di Pereirinha

Semi-sconosciuto quando arrivò nella Capitale, venne criticato perché non rappresentava l’innesto che ci si aspettava a gennaio. Non proprio una novità per quanto riguarda il mercato di riparazione dei biancocelesti. Non sarà stato un fenomeno Bruno Pereirinha, ma ogni tanto saltava l’uomo. Poteva giocare su ambo le fasce e poi aveva un faccino pulito, rassicurante. Infine ha avuto il merito e la fortuna di trovarsi nella squadra che – il 26 maggio 2013 – regalò ai tifosi l’ultima, grande gioia. Una vittoria dolce, proprio come lui.

Potete vederlo qui sotto, coccoloso come un peluche, mentre regge in mano la coppa. Esatto romanisti, un trofeo ha più o meno quella forma lì.

 

Discreto difensore, ma grande portiere

Lui sì che faceva la differenza sulla fascia. Oddio, non era Dani Alves, ma il suo lo faceva. Quella in cui militava Luciano Zauri era una Lazio più operaia di quella attuale, ma l’ex atalantino ci metteva la grinta necessaria.

Anche lui non rubava l’occhio ed era poco decisivo, 6 gol e 4 assist in 178 presenze con l’aquila sul petto, ma fu il salvatore della patria nella stagione 2004-2005. Eroe malvagio, perché contro la Fiorentina salvò i biancocelesti dalla sconfitta con una ‘parata’ sulla linea di porta. Grazie a lui i capitolini evitarono la Serie B, quindi Zauri fu determinante, a modo suo.

In foto potete vedere un campione che, nonostante l’età, ha continuato a competere ad alti livelli grazie alla sua classe, quello a destra invece è Roger Federer.

Testa, cuore e capelli ossigenati

Dopo Zauri parliamo di un suo amico di campo e probabilmente anche di bevute, a giudicare dalla foto qui sotto.

Avete indovinato, quel ragazzo allegro è Valon Behrami, mediano ma anche esterno della Lazio dal 2005 al 2008. Piedi non educatissimi, ma tanta resistenza e corsa da mettere al servizio della causa biancoceleste. Magari Marusic ha più qualità, ma i due saranno paragonabili solo quando il montenegrino riuscirà a segnare un gol decisivo al 92′ di un derby. Testa e cuore, un mantra indelebile simbolo di quella vittoria all’ultimo respiro. Anche lui è stato determinante, eccome.

MENZIONE SPECIALE: Cavanda il primo Predator

Lukaku ha solo fatto più palestra di lui. Luis Pedro Cavanda non era forte fisicamente, neanche tecnicamente. Non era particolamente bravo in fase offensiva e difettava nelle letture difensive, ma aveva anche dei difetti.

Un sobrissimo Cavanda con alcuni amici altrettanto sobri.

Però almeno era divertente, simpatico. Aveva anche dei capelli di livello assoluto, dredlocks tinti di biondo per un look sempre alla moda. Marusic invece un taglio banale, scontato. Ma non prendertela Adam, noi crediamo in te. Basta rimpianti, soprattutto se si tratta di Cavanda&Co.

Articolo a cura di Lorenzo Ottaviani

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