Ok. Abbiamo delle indiscrezioni. È roba che scotta. Tenetevi pronti. Allacciate le cinture. Mettete a letto i bambini. Ecco il retroscena della trattativa del secolo: Marusic alla Lazio.
Tutto è cominciato circa due settimane fa, quando Lotito chiese a Tare un giocatore: Luis Muriel. Lo voleva a tutti i costi. Cioè, non proprio a tutti i costi. Lo voleva a dieci milioni più Djordjevic. Che in tutto fa cinque milioni. Così, Tare è andato da Ferrero. Suonò il citofono. Driiiin.
– Ao, chi è a quest’ora?
– Salve, signor Ferrero. Sono Igli Tare, mi manda Lotito.
– Oooh, grande Tare, sei fortissimo, ti seguo dai tempi der Brescia. Grande Claudione, tu sei perfetto pe affianca’ Muriel.
– Signor Ferrero, grazie per i complimenti, ma io ho smesso di giocare anni fa. Ora sono il direttore sportivo della Lazio.
– Ah… E da me che voi?
– Muriel.
– Muriel?
– Muriel.
– E che me offri?
– Dieci milioni più Djordjevic.
Ferrero scoppiò a ridere e attaccò il citofono. Tare, deluso, si mise in auto per fare rientro a Roma e chiamò Lotito.
– Claudio, niente da fare. Ferrero era tentatissimo eh, ma alla fine ha detto no.
– Ma ma j’hai proposto pure Kishna e Vargic?
– Sì, ma non ha ceduto.
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Lotito, risentito dopo l’accaduto, decise che era il momento di dire basta. Basta con l’elemosina, basta con le prese in giro. In uno slancio di generosità per la sua Lazio, tirò fuori un nome da capogiro per l’attacco. Voleva puntare un big. Uno che aveva giocato la Champions. Uno che aveva militato nei maggiori campionati europei e li aveva pure vinti. Quindi, disse a Tare:
– Igli, stammi bene a sentire: voglio Majxghdshfgic.
Tare era entrato in una galleria.
– Igli, m’hai capito? Voglio lui, a qualunque prezzo.
Non poteva dire di no. Lotito era già abbastanza arrabbiato.
-Certo, presidente. Sarà fatto.
Così Tare tornò a casa sua e si mise subito al lavoro. Doveva trovare un giocatore il cui nome iniziasse per “Ma” e finisse per “Ic”. Non poteva essere difficile. Probabilmente Lotito parlava di uno dei classici semi sconosciuti che nessuno aveva mai sentito nominare, presi da campionati minori, a basso prezzo, senza troppe pretese, sperando nel botto e di rivenderli poi al triplo. Con una breve ricerca trovò il profilo giusto: Adam Marusic. Era sicuramente lui. Sì, sì, sì, sì. Esterno destro dell’Oostende. Certo, non era un attaccante. Che c’entrava con Muriel? Boh, però doveva essere lui, dai. Per forza. E allora chiamò subito i dirigenti dell’Oostende, gli chiese quanto volessero, loro mezzi insonnoliti spararono una cifra a caso: sei milioni e mezzo. Tare disse: sì. Fu una sensazione bellissima. Finalmente non doveva trattare per ore e ore sui centesimi. Il giocatore venne contattato subito dopo. Era entusiasta. Tutto perfetto. Trattativa conclusa alle due di notte. Sarebbe stata una grande sorpresa per Lotito. O forse no.
La mattina dopo, il presidente si svegliò, lesse le prime pagine dei giornali e chiamò Tare:
-Che hai fatto? Ma che hai fatto? Chi è Marusic? Dove l’hai preso? Quanto hai speso? Ma chi te l’ha detto di prendere questo? Perché? Perché? Perché? So’ senza parole, senza parole, io veramente non lo so che sto a fa’ ancora qua, basta, basta, basta.
E attaccò. Tare non ebbe tempo di replicare. Igli non capiva. Allora lo assalì un dubbio: e se non fosse lui il giocatore che aveva detto Lotito, mentre passava sotto la galleria? Così fece una breve ricerca su Google. E questo fu quello che ne venne fuori:

Da un’idea di Alessandro Spaziani
