Top&Smadonnamenti di Lazio-Milan
Sta cosa che le partite durano 90 minuti potrebbe iniziare a non piacerci
Top
Basta Champagne – Basta cicca subito il pallone, dimostrando la grande lucidità che lo contraddistingue sempre
Basta Champagne – Se l’è bevuto.
Radu – Su Suso non è una marcatura, è un’ecografia.
Radu – E poi ovviamente se lo perde sul più bello.
Anderson – Decide di fare quello che vuole sulla sua fascia: asfalta il povero Vangioni, corre una maratona, segue un corso di ricamo e prova a trovare una soluzione al conflitto arabo-israeliano. Ah. Segnare manco per sbaglio, però.
Anderson – È che non tutti lo seguono. Forse perché va troppo veloce per tutti.
Anderson – Però ogni tanto smetti di fare il terzino, e risparmiati un po’ per la fase offensiva. Tanto dietro c’è il Gabarron del nostro cuor.
Milinkocrazia – Giganteggia a centrocampo, cercando di far capire alla squadra avversaria che non c’è niente da fare.
Milinkocrazia – Ma siamo noi i primi a non crederci. Non siamo pronti per questa rivoluzione.
Milinkocrazia – Se mette persino a sradicare palloni e convinzioni altrui, umilia chiunque passi di lì. E allora i poteri forti lo sabotano, restringendo il palo.
Milinkocrazia – A volte è così tanto lento, che gli altri per stargli appresso rallentano l’asse terrestre.
Donnarumma – Para qualsiasi cosa si avvicini alla sua porta. E a 18 anni tiene in vita il Milan. Per nostro dispiacere, continua a fa il fenomeno. Per nostro dispiacere, je tirano tutti addosso.
Donnarumma – Oh, ma domani non hai l’interrogazione? Non dovevi studiare?
Donnarumma – E allora vediamole, ste pagelle. Quanto hai preso? 14 tiri. Ah.
Flop
Keita – Si ricorda del battibecco con Biglia di settimana scorsa, e allora passa il primo tempo il più lontano possibile dalla panchina, per evitare i brutti ricordi.
Keita – Infatti praticamente sta sempre fuori dal campo.
Keita – Urge ripassare il concetto di “sovrapposizione”.
Keita – al gol pare che Biglia gli abbia detto. Dobbiamo parlare.
Ciro – Capiamo la fatica di sostenere il peso dell’attacco, e di fare tantissimo movimento per la manovra. Ma Filip, esci da questo corpo!
Ciro – Quello lo fa già Djordjevic.
Ciro – Se continui così, ti togliamo la play.
Ciro – No la play no, non ce la facciamo a farlo. Togliere la play è troppo.
Chiudere le partite – Non farà male?
Chiudere le partite – Meglio non rischiare. Tanto, cardiologia la conosciamo bene.
Chiudere le partite – Il reparto per le rosicate come se chiama invece? Che mica possiamo telefonare e dire “Pronto, ambulanza per le rosicate?”.
Chiudere le partite – Non è che siete de coccio, è che proprio non riuscite a concepirla come cosa.
Chiudere le partite – O aprire il corso di esorcisti.
Chiudere le partite – Chi ieri non ha detto tutte le parolacce che conosceva, o è un santo, o è Basta.
Alla fine auguri Lazio. San Valentino è la festa nostra, innamorati di te, così difettosa, terribile, cosi vicina più all’ulcera che al cuore. Forse non ti capiremo mai davvero. Non capiremo mai davvero perché ci fai soffrì cosi. Ma alla fine è l’amore. Fa male da morì, ed è cosi dannatamente bello. Tipo Patric.
