Quando il migliore è Patricio Gabarron. Pensa l’altri.
Top
Patricio Gil – Si è scordato l’asta dei selfie a casa. E non è un male, riesce a concentrarsi perfino sulla partita. Ogni volta che è ultimo uomo un samurai muore di paura.
Fortuna Wallace – Abusato più volte per via del nome, entra e guadagna il calcio di rigore in maniera cialtronesca. Anche se c’è un fotogramma che dimostra che a colpirlo è stato Mauricio.
Immobile – Che bello vederlo in Nazionale che segna pure quando non tocca palla e alla Lazio se magna 200 gol. Al rigore finale ha il pudore di non esultare, per timore di spaventare Luis Alberto, che è appena sbarcato sulla terra da Alpha Centauri.
Flop
Luis Alberto – Decisivo quanto un altro, inutile caffè il lunedì mattina. Fa quel che deve. Un cazz#.
Mauricio – Dalla Russia è stato comunque decisivo più di Luis Alberto.
De Vrij – Si sacrifica per abbattere Floccari e consegnare Sadiq alla storia come l’ingresso in campo più inutile dopo Luis Alberto. Non ricorda più nulla, e a volte, Dio lo sa quanto, anche noi vorremmo.
Inzaghi – La sua Lazio è più dibattuta del referendum. Anche con lo stesso carico di noia ineluttabile e cazzate fotoniche. Lui nella ripresa prova a controllare un pallone in arrivo dalla panchina e abbatte Radu, che gli rivolge uno dei suoi famosi Poemi in distici elegiaci dal titolo. Te Spanzo.
Menzione speciale Top
Vinicius – Alla lettura della formazione c’è talmente tanta sorpresa che lo chiamano Ribeiro Freitas. Ma forse non l’avevano riconosciuto.
Menzione speciale flop
Mbaye – Dopo che Keita lo ha saltato per la seicentesima volta, ha chiesto di reincarnarsi Patric. Mettite in fila.
