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Tifiamo solo la maglia. Sì, ma quale?

“Solo la maglia, tifiamo solo la maglia, solo la maglia”

Un coro che risuona in continuazione in tutti gli stadi del mondo e non risparmia nessuno se non, forse, giusto qualche club. Ma sono quelli che possono permettersi giocatori che noi non possiamo nemmeno sognare. Ovviamente questo coro è arrivato anche all’Olimpico più e più volte, specialmente nei momenti più bui, per esempio quando invece che tifare il Coco Perea si preferiva tifare la maglia, solo la maglia.

Ok, ma questa maglia è bella da tifare? Perché nel corso degli anni si sono susseguite divise alquanto rivedibili ad altre che invece facevano sognare i tifosi solo a guardarle:

La Forest Night

Una maglia verde militare (ok che da lì a poco la Lazio avrebbe acquistato Lorik Cana, ma da qui ad andare in guerra ce ne vuole), o meglio “forest night”, perché doveva ricordare il colore che assume la foresta nelle ore serali.

Non abbiamo ancora capito la motivazione e il nesso tra la Lazio e questo colore non ben definito, però a un certo punto si diceva anche che portasse fortuna in relazione a diverse vittorie ottenute indossando quel completo.

 

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La maglia dell’Europa

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Una maglia a cui i tifosi della Lazio sono rimasti molto legati e che ricorda gli anni in cui i biancocelesti salivano sul tetto d’Europa. La maglia della Supercoppa, la maglia dei sogni.

Non a caso la Macron ci si è ispirata per la maglia dell’anno appena concluso, utilizzando le stesse strisce verticali bianche e celesti. Che ricordano quella dell’Argentina di Sampaoli. Vabbè, che ricordano quella dell’Argentina e basta.

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Il Pigiamino

Siamo nello stesso anno della Forest Night e la Puma aveva utilizzato tutta la propria fantasia per la seconda maglia, riducendosi all’ultimo per disegnare la prima. Presi quindi da troppi impegni hanno pensato bene di farla uguale alla prima cosa che gli fosse capitata sotto mano. E guarda caso era proprio il pigiama del designer. E via quindi con una maglia completamente celeste, con qualche disegno a caso a cui poi viene aggiunto lo stemma della Lazio.

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La maglia gialla

Un colore spesso ricorrente per le divise da gioco dei biancocelesti, che è stato riproposto più volte ed è sempre stato apprezzato nonostante la semplicità dei disegni apportati sopra. Un colore che viene utilizzato per la maglia da trasferta e crea più o meno questo effetto:

Almeno non si può dire che non siamo una squadra che punta sui giovani.

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La maglia del West Ham

“Solo la maglia, tifiamo solo la maglia, ma anche un po’ il West Ham”

Probabilmente per via del gemellaggio con la squadra inglese, per via dell’atmosfera britannica che si accompagna ormai da tempo alla Lazio, o forse semplicemente per cambiare, la Macron nella stagione 2014/2015 tira fuori una maglia rossa con una banda orizzontale biancoceleste. Tante le polemiche iniziali dei tifosi che non vedono nel rosso un colore che si possa ben accompagnare alla propria squadra. Gli stessi tifosi, però, si sono poi dovuti ricredere alla vittoria della Lazio della F.A. Cup.

 Il goal con cui Onazi regala alla Lazio la sua prima coppa inglese

La maglia del Centenario

Altra maglia storica e irripetibile che rimanda ad anni gloriosi. Una maglia bianca, con qualche ritocco celeste e soprattutto oro, come gli anni vissuti a fine secolo. E il numero 100 che si mischia con lo stemma della Lazio, a diventare una cosa sola.

 

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Esiste qualcosa di più bello? (Escluso Patric)

Si è inceppata la stampante

Scusateci, ma non sappiamo come altro definire la maglia indossata da Marchegiani nel lontano 1995/1996. Un mix di colori che poco hanno a che fare con la prima squadra della capitale, ma che segue quell’onda di follia che caratterizzava le maglie degli anni ’80/’90.

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Giallo, viola, verde, Verdi, Forest Night, Bastos e Cribari, c’era di tutto su quella maglia e siamo sicuri che l’obiettivo fosse quello di confondere gli avversari una volta arrivati a tu per tu con il portiere.

La maglia bandiera

E per concludere la maglia con l’aquila stilizzata, la maglia dei -9, ripresa da pochi anni e che accompagnerà la Lazio in tutta la prossima stagione. Bianca, celeste, con un’aquila blu sul petto, una bandiera, appunto.

 

Perché è vero che, in fondo, per noi tutte le maglie sono belle. Che siano nere, gialle, verdi o viola l’importante è che ci sia lo stemma laziale sopra, ma è anche vero che vederli scendere in campo con questa maglia ci fa venire ancora più voglia di tifare.

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