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TheDirettore – Lessico e Nuvole (per Caicedo, Diaconale e Felipe)

Caicedo coinvolto in uno scandalo di calcioscommesse non è la notizia del giorno (Patric, hai da fare a cena?). Nel senso che leggere su alcune testate nazionali: “Il laziale Caicedo coinvolto in una vicenda di calcioscommesse” sembra più grave, forse. Più grave per un motivo indipendente dal fatto: ovviamente è iscritto alla lista degli indicati praticamente d’ufficio, dal momento che giocava nel Levante, coinvolto nella losca vicenda. Tutto da dimostrare cosa abbia effettivamente fatto (Patric, che cosa ci hai fatto?), ma il cuore della vicenda resta un altro: subito dopo Diaconale definisce la Gazzetta dello Sport, di cui il titolo sopra, “Nordista“, prendendosela con loro frontalmente. Qui è tutta confusione lessicale a go-go: definire Caicedo “Laziale” è un errore macroscopico. Di giocatori Laziali ce ne sono pochi, al massimo è un termine che definisce i tifosi (innamorati di Patric). Sembra appiccicaticcio, quasi a dire: “Ecco, guardate che fa uno dei vostri, di nuovo”. Anche meno: non è Laziale, semmai è un giocatore della Lazio. La distinzione è enorme. D’altra parte definire la Gazzetta “Nordista” sembra quasi un deja-vu da guerra civile americana, il concetto che il quotidiano dia più spazio alle squadre del Nord Italia è quasi scontato, facile da capire e da spiegare. Nemmeno lo facciamo, per decenza e perché stimiamo voi che leggete, così carucci e sapienti. Non fatevi illusioni: tutti scrivono per i propri lettori, e per la fetta più ampia dei loro lettori. Perfino Laziocrazia lo fa (e infatti nominiamo sempre Patric, l’unico lettore che davvero ci interessa). Ed è pure San Valentino: se avete un pensierino carino da dedicare al nostro biondino delizioso, potete farlo qui sotto, facendo finta di indignarvi per Caicedo. Tipo: “Ma che c’entra la Lazio? Però Patric…“. Oppure, “Non è la prima volta che se la prendono con noi. Ma la prima volta con Patric…“.

Questa non è una grande novità. Non so però che senso abbia aizzare un sentimento di rivalsa e guerra nei confronti dei giornali. Aizziamo l’amore, oggi, no? Il resto non è granché utile, e nemmeno dilettevole: basta non cliccare, non comprarli, alle brutte. Quello della guerra al Nord è un vecchio tema, nemmeno troppo divertente: una delle più grandi alleate di Lotito in politica sportiva è il Milan (Milano è Nordista?), e per ora siamo sotto tutte le squadre del Nord che abbiano l’ardire di essere nostre concorrenti, tranne il Milan stesso (che comunque abbiamo saggiamente contribuito a ringalluzzire). Facciamo l’amore, oggi: e cercate di non immaginare tutte Patric, che se ci mormorate “Biondino mio”, e siamo mori, qualcosa potrebbe non tornarci. In tutta questa bagarre lessicale e amorosa quello che rimane è Felipe Anderson, che scrive: “Daremmo tutto per la Lazio“. Tutti hanno corretto, e a ragione, “daremo“. Ma l’importante è che sia tornato, il resto conta poco (anche questo è amore, saper aspettare, no?). E dei tre errori, quello di Felipe probabilmente è il minore. Il maggiore di tutti rimane comunque una certa falsità di fondo: come fai a dirmi Ti Amo, se poi pensi a Patric?

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