EDITORIALE – Possiamo insultare de Vrij? Allora, tecnicamente sì. Ma ci rende persone migliori. Almeno mi fa tornare a scrivere, e già questo è un merito. Allora la domanda è giusta: chiaramente nell’immensa libertà espressiva che consentono i social l’insulto è una variabile comune, e comunemente apprezzata per sintetizzare un momento di forte rabbia.
Possiamo insultarlo? Il problema è a monte: ha senso creare un clima insostenibile vicino al giocatore? In questo momento probabilmente no. Per lo stesso motivo per cui la frattura Felipe andava subito risanata: per un buon senso logico. La Lazio in questo momento va aiutata in tutte le sue componenti, con lucidità. Bisogna approfittare degli ultimi mesi di de Vrij: in senso anche dispregiativo, se volete, ma bisogna sfruttarlo per l’obiettivo comune, che è quello che conta.
Possiamo insultarlo? Ovvio: ma è utile? In questo senso l’utilità diventa un tema da tenere a mente, in maniera importante. Mancano le partite che contano: possiamo pensarci un attimo, prima di insultarlo? Anche perché non vorrei che uscisse troppo dalla comfort-zone… (e comunque senza insulti Internet sarebbe un posto migliore, non è scontato, ma meglio ricordarlo. Purché questo non ci faccia uscire troppo dalla comfort-zone in cui ci troviamo meglio… )
