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TheSilvestri

Mi auguro di cuore che. Alla fine è rimasto solo Radu della sua Lazio, o meglio della sua squadra. Perché in realtà i magazzinieri sono rimasti, anima vera, custodi di una tradizione centenaria, quella dello spogliatoio biancoceleste. Radu, e Maurizio Manzini, una specie di annuario, un libro aperto di aneddoti e mito. Alla fine è rimasto solo Radu, non c’è più quella Lazio. Curioso, no, tante squadre, una dopo l’altra, hanno occupato lo spogliatoio. Sul volto è spuntata una barba da uomo, tutta una vita di calcio. La Lazio è rimasta, ci incontreremo ancora. La carta d’identità recita 1988. Giovane per la vita, uomo per il calcio, Lorenzo De Silvestri potrebbe tornare alla Lazio. Sono passati anni, ed anni, giocatori, uno dopo l’altro. Lui chi è? Un altro uomo che è impazzito per te?

9 anni dopo la sua partenza per Firenze, ma Roma per Lorenzo è rimasta: non è inusuale incontrarlo in giro per la capitale, perfino in qualche locale, soprattutto in caso di infortuni. Non è inusuale vederlo camminare per Roma, come se, alla fine, non si potesse davvero lasciare la capitale. Come se, in realtà, una volta Laziale, Laziale per sempre.

Un terzino diverso, quello che la Lazio sta puntando: maturo, più attento in zona gol, uno stallone che ha tirato al massimo, ha gareggiato, ha vinto. Si dice che uno stallone, un amante della corsa, non possa sopportare di rimanere indietro, di arrivare secondo. Una volta secondo, sempre secondo: abituarsi a mangiare la polvere è facile, troppo facile. Per questo De Silvestri torna a Roma, per questo vuole tornare a ripercorrere quei corridoi, quelle sale, quello spogliatoio. Ha segnato tanti gol, alcuni decisivi (anche nell’ultima parte di stagione), ma una volta fatto quel gol, gli altri sembrano perdersi in un gorgo spento di vento. Il 19 dicembre 2007 contro il Napoli dedica la sua rete a Gabriele Sandri. Non vuole più parlarne, Lorenzo, ma quella rete spiega tutto. La dedica di uno, la dedica di tutti: “Non è stato facile a quei tempi, perché hanno cercato di strumentalizzarmi: mi chiamavano tutte le trasmissioni e io rifiutavo. È bello ricordarlo sempre“. Ricordarlo sempre. E chi se lo scorda più? A me mi fa ancora male.

Gabri. Sei sempre qui. E continuerai ad esserci. 💙 #Gabbo

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Lorenzo de Silvestri non ha mai abbandonato un taglio corto, cortissimo, c’è un retroscena, legato ad un giocatore in particolare: “Se ho questa pettinatura, con i capelli molto corti, lo devo a Di Canio. A 17 anni avevo un taglio alla pariolina e ne andavo molto fiero. Ecco la scena: primo ritiro con la prima squadra, pausa tra un allenamento e un altro, apro gli occhi e mi ritrovo davanti Di Canio, petto nudo e macchinetta per tagliare i capelli in mano. Dice: “Questo è un rito di iniziazione, tu sei della Primavera” e, zum!, mi azzera i capelli solo nella striscia centrale della testa. Mi ha lasciato così. Cosa gli vuoi dire a Di Canio, faceva quasi paura… Poi, per fortuna, me li ha tagliati tutti e da allora li porto a zero“. A zero, come tutto il resto dopo Di Canio. A zero, come la paura, con questa maglia addosso. Roma si spegne piano piano, di notte, in una lunga estate, suona note speciali dentro di lui, come il ritmo sostenuto di una corsa, di una notte sincopata di amore appassionante: “Adoro Monteverde, la mia casa, ma anche il Centro storico. Mi piace perdermi insieme ai miei amici in Centro. Adoro il rione Monti, il Ghetto, l’Aventino. È una scoperta continua. Lì voglio tornare a vivere“.

Una scoperta continua: De Silvestri adora l’arte (ecco il legame con Di Canio, artista del pallone): “Sono innamorato di Jackson Pollock. E quando andai al Moma, a New York, a vedere le sue opere, mi sono bloccato. È stata un’emozione. L’ho anche studiato: la sua vita, l’action painting, l’irregolarità che porta alla regolarità. Sembra un caos ma è un caos organizzato. Sono appassionato anche di Arte povera“. Sembra l’amore per la Lazio, sembra un caos, ma organizzato intorno al cuore, intorno a certi monumenti, certe strade, certe canzoni. Alla fine è rimasto solo Radu, della sua Lazio. Una volta Laziale, per sempre Laziale: “Io sono legato completamente alla Lazio. Se penso a Roma, penso alla Lazio“. Completamente, The Silvestri, va più veloce del cuore. Lui chi è? È un altro uomo che è impazzito per te. Ma non penso che possa dirti, tutto quello che ti dico io. E De Silvestri si avvicina alla Lazio. Come un pazzo che ti vuole.

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