Inedito
È inedito il clima che si respira in Italia tra la crisi di governo, le aspirazioni dei giovani di diventare costituzionalisti e il ritorno di Balotelli. Risaliva al 2014 l’ultima presenza di Mario in Nazionale. Nello stesso anno, l’avvicendamento Renzi-Letta e un clima incerto. Quattro anni dopo, la situazione non è cambiata di molto: la Nazionale non disputerà i Mondiali e c’è ancora incertezza (forse anche di più rispetto a prima) a livello politico.
È inedito anche il clima che si respira in casa Lazio: l’esclusione dalla Champions, la retrocessione della Primavera, il possibile addio di Patric e le voci sui giocatori in partenza alimentano un clima di caos negli ambienti biancocelesti (dai, si scherza, ci vogliamo tutti bene). Per non parlare del caso de Vrij! La ferita ancora brucia, si intuisce dal profilo Twitter il presidente Claudio Lotito (eheheheh).
#DeVrij che va vince a MIlano co’ l’@Inter, seguendo le orme gloriose de Tony @antocandreva ed @hernanes.
— Claudio Lotito (@LotitoClaudio) 10 maggio 2018
Se da una parte il motivo scatenante della fine del governo giallo-verde è stata la nomina del Ministro dell’Economia, dall’altra ci potrebbe essere forte sostegno ad un dirigente che è stato capace di intravedere in semplici ragazzi, futuri campioni. Se le due situazioni avessero trovato una soluzione comune, cosa sarebbe successo?
La soluzione
Igli Tare ministro dell’economia.
Sembra una follia solo scriverlo, eppure un economista più attento e scrupoloso del dirigente albanese probabilmente non è presente nel governo italiano. Le sue scelte, sempre molto oculate, sono dedite al risparmio, alla fiducia e ad un clima di comprensione. Niente di meglio per la situazione caotica del sistema italiano.
I suoi punti di forza potrebbero essere molto utili per l’Italia. Persino nei momenti peggiori, dove la Lazio veniva criticata aspramente, ha deciso di non disertare e di lottare per la causa. Lui sapeva che prima o poi sarebbe stato apprezzato e tutto ciò di cui aveva bisogno era pazienza. Tanta pazienza.
I rapporti con l’Europa
L’Europa: sì, Igli Tare sarebbe il perfetto intermediario. Forte di proposte volte agli investimenti, ai giovani e persino a i pensionati avrebbe potuto amministrare la situazione per altri vent’anni. Il debito pubblico sarebbe tornato in parità perché per l’ex calciatore niente è irreversibile. Basta promuovere i giovani dell’est e allo stesso tempo gli anziani con un background di grande livello per portare miglioramenti in tutti i campi. Compresi i campi. Braccia da lavoro? Non sono un problema: basta mandarci la Primavera, che avrebbe bisogno di ritrovare lo spirito di squadra e di lavoro.
Le tasse
Solo nominandole, un brivido corre lungo la schiena. Con Tare tutto questo finirà. Prestiti. Secchi, oppure con diritto di riscatto e contro-riscatto. Verranno fatti ingenti prestiti di italiani negli altri paesi fino a quando la situazione non migliorerà. E ancora: le infrastrutture sono importanti, ma lo sono di più se sono giovani e inosservate. Ecco perché al posto dei licei e delle università, gli studenti continueranno ad oltranza elementari e medie e al posto degli ospedali basterà un kit di pronto soccorso in casa. Per le strade? A cosa servono le strade quando non ci saranno più macchine? Il ritorno dei cavalli riporterà molta più allegria nelle grandi metropoli.
I bonus
Si, avete letto bene. Tutti i cittadini riceveranno bonus all’inizio di ogni anno in base al loro comportamento durante quello precedente. Se si superano le presenze in ufficio, se si passano un tot di esami all’università, se vengono fatte spese regolamentate e controllate e non futile shopping, dei premi verranno recapitati nelle vostre abitazioni. Ci sarà di tutto: contratti a parametro zero, erasmus in Albania, biglietti scontati del 10% e ovviamente fotocopiatrici per tutti. Per i più bravi, un provino con la Lazio.
Che Tare diventi o no Ministro dell’Economica, l’importante è non gridare all’impeachment: alla Lazio fa ancora molto comodo. E noi ce lo teniamo stretto.
