Igli Tare alla Keanu Reeves in Matrix, ve lo immaginate? Prima di oggi, neanche noi. Proprio stamattina però, il ds biancocelste, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de la Repubblica nella quale ha difeso in lungo e in largo ogni membro della rosa laziale. Tare ha schivato ogni colpo, un po’ come Neo nel celebre film sopra menzionato.
Alle insistenti domande, Igli Tare ha fornito sempre un’analisi sapiente e accurata. Ad esempio, il calo di Milinkovic è solamente una questione legata alla condizione fisica: “È arrivato tardi per via dei Mondiali e così gli manca la preparazione atletica di base. Cosa fondamentale per uno “pesante” come lui. Poi può aver influito quel “parto o resto” durato tutta l’estate, è stato sempre sotto pressione”. Insomma, nulla di grave. Tempo di recuperare lo smalto e la Milinkocrazia tornerà ad attecchire.
Il rendimento di Marusic? No problem, Tare il difensore ha una spiegazione a tutto: “Prima la schiena, poi il flessore: ha avuto tanti problemi fisici, già dal girone di ritorno dello scorso campionato, che lo hanno condizionato. Non è ancora al 100%, ci arriverà presto”.
Per non parlare della difesa. Il reparto maggiormente criticato in questo inizio di stagione. Il dirigente della Lazio si è detto contrariato: “Quando dicono che la retroguardia è il nostro punto debole, io non ci sto”. Poi, dopo aver speso parole d’elogio per i soliti Acerbi, Radu e Luiz Felipe, si è detto fiducioso circa il miglioramento degli altri difensori (Si, cari Wallace, Bastos e Caceres. Ce l’aveva proprio con voi).
Non si è fermato qui. Inzaghi non è mai stato messo in discussione e: “Diventa sempre più maturo”. Correa è “Un giocatore da sogno”. Badelj un “Leader”. Su Caicedo, era “Sicuro che avrebbe reso come sa”.
Insomma, è stato un Tare che ha elogiato le qualità e la forza di questa squadra. Ha difeso tutti. Anche noi, in quanto tifosi, ci siamo sentiti un po’ coccolati e sollevati dalle parole del direttore sportivo. Che ha difeso tutti, dicevamo. O forse, quasi tutti…
E Luis Alberto?
Il numero 10 di Inzaghi ha fatto eccezione. Igli Tare si è mostrato un po’ più duro nei confronti dello spagnolo. Magari per spronarlo a fare di più, chiaro. Però davanti ad un Tare alla Keanu Reeves, è stato strano ed un po’ preoccupante non vedere una difesa anche nei suoi confronti. Queste le parole su Luis Alberto: ” ha bisogno di sentirsi intoccabile, ma in un club ambizioso come la Lazio non è possibile sbagliare diverse gare di fila e restare titolare. Le gerarchie le decide il campo, si chiama meritocrazia e noi puntiamo su quella”. Parole dure, che spiegano l’inserimento sempre più prepotente di Correa e Caicedo nel blocco dei titolari. “Deve essere uomo e riconquistare il posto”, ha precisato Tare.
Insomma Luis Alberto cosa vuole fare? Le parole di compiacimento sembrano essere finite per lui, la carota sembra stia facendo posto al bastone. Lo spagnolo deve ritrovare la fiducia di un tempo, deve ritornare ai livelli dello scorso anno. Ai livelli di combattimento, s’intende, quando la sua potenza gli fece raggiungere lo stadio del Super Saiyan con quel biondo aureo che illuminava i campi della Serie A e gli occhi dei tifosi. Inzaghi, Immobile, la Lazio tutta e gli esteti del calcio, hanno bisogno di lui. È il momento di capire chi sia il vero Luis Alberto, nella speranza che sia quello visto lo scorso anno. Non quello triste e solitario, che stava pensando addirittura di lasciare il calcio giocato.
Per finire, un elogio alla prova difensiva di Igli Tare. Sentinella della Lazio, difensore del mondo biancocelste, paladino della lazialità. Oh, niente niente che Tare, difende meglio di Wallace? Meditiamo signori, meditiamo.
