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Strakosha al giro di boa

Quello tra i portieri e la Lazio è stato sempre un rapporto molto delicato: siamo infatti stati abituati bene, con gente del calibro di Marchegiani, Peruzzi, Lovati, Pulici e via dicendo. Ed è proprio per questo che quando negli ultimi anni ci siamo ritrovati sprovvisti di un buon estremo difensore, i laziali si sono fatti sentire, chiedendo a gran voce una garanzia tra i pali.

Vola ragazzo, vola

Da quasi tre anni, ovvero da quando a guidare i biancocelesti è Inzaghi, i guantoni sono passati in mano a un ragazzo di soli 23 anni, albanese di origine greca. Inizialmente sono stati in tanti a mettersi le mani tra i capelli proprio perché, come abbiamo appena detto, quello del portiere è considerato un ruolo sacro. Tuttavia Thomas Strakosha, con grande personalità, ha mostrato a tutti di avere talento e voglia di migliorare, facendo ricredere chi aveva poca fiducia in lui. Oltretutto quell’anno, quello del suo esordio, la Lazio si piazza al quinto posto con largo anticipo, ed è anche per questo che Inzaghi decide di affidargli la guardia della porta anche per il futuro. Thomas vola spensierato, come una farfalla.

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Lo spartiacque

Il campionato 2016-2017 volge al termine, e in vista di una Europa League da affrontare, nel corso del calciomercato estivo c’è stato chi ha iniziato a chiedere su giornali e social l’arrivo di un portiere dalle mille garanzie, qualcuno su cui fare affidamento quando c’è da salvare il risultato nei momenti difficili, qualcuno verso cui i difensori possano girarsi per vedere lo stesso sguardo delle loro nonne quando è ora di mangiare. E invece la società, sotto stretta richiesta del mister, decide di affidarsi alle mani del giovane portiere albanese, dimostrandogli fiducia per quello che è riuscito a far vedere in poco tempo. Fiducia che sarà ampiamente ripagata: la storia della Lazio 2017-2018 la conosciamo tutti e difficilmente la scorderemo, visto che potrebbe trattarsi di una delle più belle annate degli ultimi tempi, ma gran parte del merito va proprio (anche) a lui, Strakosha. Infatti, nonostante i 49 goal subiti (peggior dato tra le prime sette), sono minimo altri 50 quelli che vengono smanacciati con grandi interventi.

Il momento decisivo per la sua carriera è stato il 10 settembre 2017, in un Juventus-Lazio. I biancocelesti arrivano alla sfida con grande entusiasmo, viste le sei vittorie inanellate con una sola sconfitta e un pareggio; la Juventus invece è costretta a rincorrere il Napoli e quindi obbligata a vincere. La partita inizia nel peggiore dei modi e al 23° minuto, Douglas Costa porta in vantaggio i bianconeri. Nessuno si aspettava poi tanto che le cose andassero diversamente, visto che quella Juventus in casa non aveva mai perso. Il tempo scorre ma la Lazio di Simone Inzaghi non gioca male, tutt’altro: regge l’offensiva bianconera e quando può, riparte in contropiede presentandosi davanti a Buffon, che agli inizi del secondo tempo non può far niente su Ciro Immobile. 1-1. Tutti si aspettano un assedio nella metà campo della Lazio, con la Juventus in cerca della vittoria che dovrà per forza arrivare, e invece, al 57° accade qualcosa che in quel di Torino, quando gioca la squadra di Allegri, si vede ben poco: calcio di rigore per la Lazio. Il solito Immobile realizza con grande freddezza, regalando ai suoi il vantaggio sulla Juventus. Sì, sulla Juventus, è tutto vero. I tifosi in trasferta allo Stadium non riescono a crederci nemmeno con il passare del tempo, quando si arriva al 90° ancora con il tabellone che recita come una sentenza “Juventus 1- Lazio 2”. Poi però qualcuno cerca di rovinare tutto, concedendo un rigore alla squadra di casa negli ultimi secondi di partita. A causarlo quel rigore è proprio lui, il nostro biondo, Patric. In fondo, batterli sarebbe stato troppo, iniziamo a pensare tutti, sia quelli nel settore ospiti, che quelli rimasti a casa, davanti alla tv, compiendo uno sbaglio epocale, che rimpiangeranno per anni e anni, visto che Thomas quel rigore lo para, regalandoci una delle immagini più belle degli ultimi quindici anni. Ed è proprio quel rigore a regalare a Strakosha il titolo di “predestinato”, quello che con il tempo si prenderà non solo la Lazio, ma anche la scena mondiale dei top nel suo ruolo.

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Periodi di buio totale

A distanza di una stagione però, quel portiere che doveva diventare un fenomeno tra i pali, sembra aver perso la retta via, mostrando ogni domenica, solo le sue più grandi lacune: non esce quasi mai, subisce goal ingenui, e da qualche tempo nemmeno para più. Anzi, a dirla tutta è proprio tutta la Lazio ad aver perso la retta via, ma questo è un altro discorso. Proprio nell’ultima partita contro la Sampdoria, Thomas ha subito un goal al 99° da Riccardo Saponara, che ha regalato ai suoi un pareggio di quelli che non se ne vedono spesso, battendo uno Strakosha disattento sull’ultima palla del match, piazzato male tra i pali. Le critiche verso di lui sono tornate, e se i grandi (non solo di talento) rispondono sempre facendo parlare il campo, il ragazzo albanese ha voluto farlo sui social, con un “bla bla bla” che ha fatto infuriare tutti, arrivando addirittura a far chiedere la maglia di titolare a Silvio Proto, che ricordiamo non può di certo giocare quando in missione segreta per conto del suo “M”.

 

 

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😏#bla#bla#bla

Un post condiviso da NEVER GIVE UP (@thomas_strakosha) in data:

Quindi la domanda sorge ora spontanea: ti trovi davanti a un bivio, in cui la strada di sinistra permette di tornare sulla retta via con un po’ di sacrificio, mentre la destra, di approdare su nuovi posti, lontani da casa.

Ecco Thomas, cosa vogliamo fare?

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