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STO CON – Felipe Anderson

Scarpini nuovi, tocco magique… Numero 10 sulle spalle che fa molto chic. Sei un mito Felipe. Quando giochi così. Anche se con quei capelli rischi di esserlo sempre, anche più di quando te li eri fatti tutti d’oro (e io chiederei i diritti d’autore a Luis Alberto). Tu che scendi bello come non mai sulla sinistra e poi la offri due volte a Ciro che mezzo pallone che si porta a casa dovrebbe dividerlo con te. No, seriamente, ma lo avete visto ieri sera Anderson? Caro Becali, se serve, chiama ore pasti e ti giro il numero di uno psicologo per i tuoi difensori. Li ho visti provati a fine partita. Sotto shock, un po’ come quando Andrew Garfield scende dalla rupe di Hacksaw Ridge dopo aver salvato decine di commilitoni, da solo, sotto i colpi di giapponesi inferociti e senza speranza di sopravvivenza e quindi piuttosto cinici. (Il film è “La Battaglia di Hacksaw Ridge”, regia di Mel Gibson, non male). I difensori della Steaua erano disorientati, sconfortati, traumatizzati. Speravano che i lampi visti all’andata fossero come quelli di quei temporali estivi che vedi dalla spiaggia, birra in mano, ma che poi rimangono in mare, lasciandoti concludere la serata e la birra in santa pace. Invece no. Macché. Li ha investiti la tempesta perfetta. Sono colati a picco come la barca di Filini quando Fantozzi pianta il palo per fare la vela.

Cada desafio, uma oportunidade. 🔥⚽️🙌🏽 Obrigado pela força Deus.

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Quando Felipe è partito da solo per servire l’assist del 5-0 a Immobile, il terzino destro romeno sembrava implorare pietà attaccandosi ai pantaloncini del lunatico fenomeno di Brasilia. “Non puoi scattare ancora, non al 71’, non dopo tutta sta pioggia che è venuta giù. Con questo campo pesante non riuscirei neanche ad andare fuori tempo alla Marquinhos. Lascia perdere dai. Non c’è manco Lobont in porta, che te corri”. Avrà detto questo il povero Planic. Caro Felipe, tu sei questo. Sei la bellezza di questo sport, la parte più esaltante, affascinante, ammaliante. Sei il sogno di ogni bambino, la maglia che ogni marmocchio implorante chiede al papà, quella che si mette a scuola dopo una partita del genere. Certo, non me la sento di paragonarti a un genio del football come Cengiz Under, ma sei comunque molto forte.

🔥⚽️

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Però convincitene tu per primo. Io, anzi tutti noi, siamo con te. Siamo al tuo fianco, lo eravamo pure quando hai fatto un po’ il genio naif qualche settimana fa. Figuriamoci ora che ti sei acceso, luminoso e salvifico, come una torcia da testa in una notte di pesca in scogliera. La Lazio ha bisogno del suo numero 10 per arrivare in Champions, per tentare una scalata esaltante in Europa League, per provare a centrare l’ennesima finale di Coppa Italia degli ultimi anni. La Lazio ha bisogno della tua velocità disarmante, della tua tecnica in corsa che solo pochissimi hanno, della tua allegria brasileira, del tuo genio calcistico e soprattutto della tua continuità. Guarda il tuo amico Neymar, quello non si ferma mai. Ora, capisco che il livello di Neymar, di Under, sia qualcosa di molto molto alto, ma perché porsi limiti quando sei Felipe Anderson e hai quei piedi di fata? Sarebbe un peccato. E a te, proprio a te, far peccato non si addice per nulla.

Articolo a cura di Marco Valerio Bava

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