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Stefan Radu, un romeno romano.

Non sempre viene riconosciuto dai media come dovrebbe, e forse non sarà il difensore più forte del campionato, ma il nostro numero 26 ci ha sempre messo cuore, grinta, sangue e sudore. Ed è entrato ormai nella storia della Lazio, quantomeno per il numero di presenze, che dopo la partita del Franchi sono ben 342. Solo 59 da Giuseppe Favalli, il calciatore più presente nella storia della società biancoceleste. Pensiamo quindi che sia giusto scrivere un articolo per rendere omaggio a un grande professionista, che da anni corre con i nostri colori sulla pelle. E che ormai è, a tutti gli effetti, una bandiera biancoceleste.

Chi è Stefan Radu?

Stefan Radu nasce nella capitale romena nel 1986, e già nel 1999, all’età di 13 anni, entra a far parte dello storico club della Dinamo Bucarest con il quale esordisce nel mondo del calcio professionistico, e resta fino al 2008. Anno in cui viene acquistato dalla Lazio. Sono quindi già 11 anni con l’aquila sul petto per lui, anni che dovrebbero arrivare (salvo colpi di scena) ad essere almeno 13, data la scadenza del contratto con il club capitolino, fissata al 2021. Ma la storia che lega il romeno alla Lazio, non è solo una storia di quantità, ma anche di qualità. Anni intrisi di momenti belli e momenti brutti, di gloriose vittorie e di amare sconfitte, di finali perse e trofei alzati al cielo.

Il palmares

Il difensore biancoceleste non solo vanta un numero di presenze lodevole, che probabilmente lo porterà ad essere il calciatore più presente nella storia del club, ma anche un discreto numero di trofei vinti. Numero che oggi ammonta a 4. Non male se pensiamo che c’è chi in 20 anni nell’altra sponda del Tevere, ne ha vinti appena 5. Bisogna anche rimarcare il fatto che tutti i trofei vinti, Radu, li ha vinti da titolare. E non proprio contro squadrette. Il più importante, sicuramente, quello del 26 Maggio, che resterà per sempre nel cuore e nelle menti dei tifosi, non solo laziali. Ma anche le due supercoppe vinte ai danni dell’Inter di Mourinho, storica squadra del triplete, e della Juventus di Max Allegri, che ormai da anni spadroneggia in Italia. E infine la Coppa Italia vinta ai rigori contro la Sampdoria, dalla Lazio di Delio Rossi e Mauro Zarate

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#stefanradu 🇷🇴⚪️🔵

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I derby

Spesso ha combinato qualche disastro, e più volte è riuscito a farsi espellere, in quella che a Roma è considerata la partita più importante dell’anno. Ma la grinta con cui gioca il derby Stefan Radu, nessuno. Forse il giocatore, che nella Lazio, sente di più la partita. Ne sono la prova i suoi continui battibecchi, e le sue esultanze sguaiate e irriverenti, che tanto ci fanno godere. La risatina a Kolarov? meglio di un orgasmo. Ma non solo questo, Radu di derby, ne ha anche vinti, ed un bel po’. Non solo quello già sopracitato del 26 maggio, ma tanti altri. Derby che tutti ricordiamo con spavalderia e dolcezza. Il derby di Klose, il derby del 4-2, Radu era sempre presente, mettendo in campo quelle che sono le qualità che ci contraddistinguono, non solo come squadra, ma anche come società e tifoseria. La tenacia, l’amore e la voglia di non mollare mai.

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Un post condiviso da radu26stefan (@radu26stefan) in data: Set 28, 2018 at 4:27 PDT

Stefan Radu è tutto questo, e lo è da più di 11 anni, nel bene e nel male sempre con l’aquila sul petto. Un romeno che, ormai, è un romano.

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