Ieri sera si è conclusa la mini-campagna abbonamenti per le tre gare casalinghe di Europa League, con risultati impietosi: circa 3900 tessere vendute. Dati alla mano, viene da chiedersi come sia possibile, con questi prezzi (10 euro a partita per la curva, 20 per la Tevere), non riuscire a riempire lo stadio. Un problema è quello dell’orario, con tutte le partite che si disputeranno alle 19:00, rendendo impossibile la presenza di chi ha impegni lavorativi. Questo però non può valere per tutti, davvero a Roma non esistono almeno 25-30 mila Laziali che alle sette di sera escono di casa per andare a vedere la Lazio?
Ho posto questa domanda in alcuni commenti di diverse pagine Facebook a tema biancoceleste e le risposte che vanno per la maggiore sono: “Ao ma mica è pe i bijetti, se semo stancati de esse presi in giro” oppure la solita “i soldi ar gestore non li do”. Allora mi domando se esistano ancora i Laziali con la “L” maiuscola, perché la Lazio è sempre andata oltre a presidenti (alcuni migliori, altri peggiori di Lotito), ai giocatori (sia campioni, sia peggiori di quelli di oggi), agli allenatori, agli scandali, all’indifferenza dei media, al rischio fallimento e scomparsa. E se la Lazio ha superato tutto ciò, il merito è stato sempre e solo dei suoi tifosi. Dei Laziali (con la “L” maiuscola, s’intende). Cosa sarebbe la Lazio altrimenti? E allora quello che temo, e che da anni avanza inesorabile sotto i nostri occhi guardando un Olimpico a macchie blu (sempre più grandi), è la scomparsa dei Laziali. Di quello che sta comodo sul divano che tanto non ci sono i parcheggi, di chi semplicemente non crede più in questo calcio, o di quello che ce l’ha con Lotito che “c’ha rubato i sogni e tolto a lazialità”. Non penso di commettere un’eresia nel dire che tutti vorremmo la Lazio sempre in Champions League, a lottare per vincere ogni anno con i soldi degli sceicchi e i Cristiano Ronaldo che si allenano a Formello.
Tornando alla realtà di oggi, però, rapportandoci alla nostra storia ultracentenaria, non mi sembra che siamo messi poi così male (escludendo l’epoca d’oro Cragnottiana). Mi pare obiettivo ammettere che, negli anni di gestione Lotito, seppur molto lentamente, con alti e bassi e di conseguenza tanta pazienza e fatica da parte nostra, la Lazio abbia fatto dei passi in avanti evidenti e che oggi sia stabilmente una medio-grande del campionato. Va riconosciuto, anche da chi può legittimamente non approvare questa gestione. I Laziali c’erano in B in 60.000, c’erano in anni e anni di niente, di “Lazietta”, compatti a innamorati come solo noi sappiamo essere. Eppure oggi siamo sempre meno a sostenerla, a fare sacrifici, a tifare Lazio a prescindere da chi sia il presidente, l’allenatore e da chi scende in campo.
Non riesco a capire quale possa essere la risposta ai miei dubbi, perché non può essere sempre e solo “Lotito”, non può essere “campagna acquisti e salto di qualità”, in tal caso ho un concetto di Lazialità diverso da chi non sa dire altro. Ora c’è la Lazio, ma viene da chiedersi dove siano finiti i Laziali con la “L” maiuscola. Perché allo stadio sono pochi. Troppo pochi.
Articolo a cura di Francesco Mattogno

Sono pienamente d’accordo è a dir poco scandaloso leggere i dati relativi agli spettatori dello stadio Olimpico di Roma sponda prima squadra della capitale. Non esistono scuse per quanto mi riguarda neanche la fantomatica tessera del tifoso a scalfito il seguire e sostenere la mia Lazio. Avanti Lazio Avanti Laziali
E’ il calcio che sta gradualmente perdendo fascino e credibiitá in Italia, tutto qua. Prima era una componente della società laddove l’unico modo per guardare I tuoi beniamini era andare allo stadio. Guardate la media spettatori di tutte le squadre in serie A. Apparte l’Inter mi sembra che il calo sia evidente. Noi abbiamo avuto un trauma nel passare da Cragnotti a Lotito con le varie lotte tra tifosi e presidente, ma va tutto ad inserirsi in un andamento del calcio generale ben piu ampio.
PS complimenti per l’articolo e la pagina