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Sopravvivere a Marco Parolo

Era nell’aria, ce lo aspettavamo da tempo, avremmo dovuto ormai essere pronti e preparati, ma ovviamente no, ovviamente adesso siamo distrutti:

Più o meno così

Da oggi, Marco Parolo non è più un calciatore della Lazio.

Giusto così, purtroppo, a malincuore, perchè bisogna assolutamente ringiovanire la rosa, perchè Marcolino era scalato in fondo alle gerarchie, perchè non aveva più quel dinamismo che era il suo marchio di fabbrica. Certamente. Però…

Però Marco Parolo è un pezzo di cuore di tutti noi. Perchè ha dimostrato di incarnare perfettamente tutto ciò che chiediamo ai giocatori che indossano la maglia della Lazio: umiltà, spirito di sacrificio, determinazione, impegno su ogni pallone. Marco Parolo è stato tutto questo, e non solo.

Parolo è stato il gregario che lasciava sempre la scena agli altri dopo ogni vittoria, non abituato a ricevere lodi ed elogi, ma anche quello che si presentava dopo ogni sconfitta a metterci la faccia. E a dire sempre la cosa giusta.

Parolo è stato il compagno di squadra che tutti vorrebbero, sempre pronto ad aiutare, raddoppiare, inserirsi, sovrapporsi, dare uno scarico facile, sostituire chiunque. Letteralmente chiunque.
Non stiamo scherzando. In questi ultimi due anni, Marcolino è passato dall’essere una mezzala a giocare:
mezzala
– mediano
– esterno a tutta fascia
– difensore centrale
– braccetto di difesa
– showman alle cene di squadra
– vice allenatore
– giardiniere
– contabile
– organizzatore
– influencer e fashion setter

Marco Parolo è il tipico esempio di giocatore per nulla appariscente, che magari in campo non lo vedi mai, non ti sembra mai di vederlo giocare, non fa mai niente, poi all’improvviso tira fuori la giornata perfetta che rimane il sogno di tutti i calciatori professionisti:

Tounkara con la maglia 71 non ve lo ricordavate nemmeno voi, vero?

Marco Parolo è stato un pilastro dello spogliatoio, un idolo dei tifosi, un capitano ideale e un grandissimo calciatore. La prima maglietta ufficiale che io abbia mai acquistato? Mai avuto dubbi: stagione 2016/17, maglia numero 16, e il nome Parolo su di essa.

Parolo è stato un pezzo di cuore mio, e di tanti tifosi laziali come me, e adesso ci troviamo affranti a doverlo salutare. Senza riuscire a non essere tristi.

Ma come si può andare avanti così facilmente? Come fai a raccogliere le fila di una vecchia vita? Come fai ad andare avanti quando nel tuo cuore cominci a capire che non si torna indietro? L’unica cosa che riesce a consolarci è la speranza di rivederlo il prima possibile con un nuovo incarico nel mondo Lazio. Anzi, già da oggi.

Ciao Marcolino.

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