SENAD LULIC
(Vita, opere, cross e goal dell’ambisinistro che se credeva de esse destro)
Senad Lulic nasce trent’anni fa a Mostar, in Bosnia. E presenta da subito un’evidente malformazione fisica. Ai piedi, infatti, c’ha du’ sinistri. La cosa je crea subito dei problemi de bilanciamento perché appena comincia a intraprende i primi passi inizia a cammina’ in cerchio, autoprocurandosi notevoli e fastidiose emicranie. Dopo aver corretto la postura co’ du’ plantari speciali e riuscendo finalmente a cammina’ dritto, Senad viene iscritto dar padre, il signor Sett Antuno, alla Scuola Calcio della città, la “Kopp Ainf Accia F.C.“. Quanno er Mister je chiede quale sia il suo piede naturale, lui risponde orgoglioso “er destro, Mister!”, generando da subito incomprensioni su quello che sarà il suo ruolo e il suo modo de gioca’.
Perché Senad Lulic è un giocatore diverso da tutti l’altri.
Con un gioco de gambe studiato guardando tutta ‘a filmografia de Celentano su Koper Capodistria (ex Videouno) in seconda serata, Lulic dà vita ad una serie de finte che lascia basiti l’avversari e, soprattutto, i suoi compagni, che nun capiscono mai quello che cazzo je passa pe’ la capoccia e soprattutto quello che vole fa’. Pescato da Igli Tare ner campionato svizzero, viene lanciato in serie A in un indimenticabile Milan-Lazio 2 a 2 dove Senad, in quei cinque minuti che er Mister Reja je concede, sbaja tutto lo sbajabile. La leggenda narra che quella sera sbajò pure spogliatoio, ritrovandose a fa’ la doccia co’ quelli del Milan. Pare che chiese pure lo shampoo a Ibra e cercò de impara’ l’italiano ascoltando i commenti post partita de Cassano.
Perché Senad è nato sbajato. E gioca a calcio sfidando le leggi della fisica. Crossa quando vorrebbe tira’ e tira quando vorrebbe crossa’. Se c’ha du’ opzioni de gioco, metteteve l’anima in pace ma lui scejerà sempre quella sbajata. E poi quanto je piace fasse quelle lunghe sgroppate sulla fascia sinistra pe’ poi arriva’ sur fondo, sterza’ all’improvviso pe’ rientra’ sur destro, solo perchè lui è convinto de esse destro e vole carcia’ solo co’ quello. E proprio questa sua convinzione errata lo porta ad esse ar posto giusto ner momento più giusto della Storia del Calcio Romano (e quindi del Calcio Mondiale): le 19:27 del 26 maggio 2013.
Quer giorno, sur solito cross sbajato da Candreva e dopo ‘na smanacciata der poro Lobont, Lulic se trova er pallone della vita sur destro. E con una coordinazione che sfugge alle leggi della dinamica e soprattutto dell’anatomia (basta guarda’ gli innumerevoli fermo immagine di quel momento storico), Senad colpisce la palla come solo lui poteva fa’. Mettendo la palla in rete e regalando la vittoria e la Coppa alla Lazio. Da quer momento in poi, sarà un fiorire di goal sempre uguali e diventerà il suo marchio di fabbrica: er go’ de piattone, de destro, a porta vota.
Lo farà a Verona. A Firenze. A Napoli. Tutti uguali.
Perché Senad Lulic, nato a Mostar, è come er calabrone incensato da Saviano quando fa er monologo strappalacrime su Messi.
Lui ha du’ sinistri e nun potrebbe calcia’ cor destro. Ma lui questo non lo sa, e continua a segna’ e a facce sogna’.
Cor destro.
E noi te volemo bene, Senad da Mostar.
Alessandro Aquilino
