Possiamo dirlo? Se quella della Lazio non è una crisi, poco ci manca. Serve dare una scossa, serve riprendersi al più presto, perchè, per quanto il pessimismo la faccia da padrone, niente è ancora compromesso. Nè in campionato, nè in Europa, nè in Coppa Italia. Il problema è che questa scossa serve comunque, e deve essere vigorosa. Vigorosa come potrebbe essere un cambio di allenatore: ebbene sì, nonostante tutto quello che ha dimostrato in questi (quasi) tre anni, la panchina di Simone Inzaghi non è (finora) mai stata così in bilico.
Un possibile punto a sfavore dell’esonero di Inzaghi però è incentrato sulla scarsità di allenatori al momento disponibili: escluso per ovvi motivi Antonio Conte (anche se potrebbe chiedere consigli a Stefan Radu su come curare al meglio il proprio cuoio capelluto), diciamo che al momento non c’è chissà che scelta tra gli allenatori disponibili. O meglio, forse non c’era. Perchè una notizia che ha colpito tutti è arrivata dall’Inghilterra: Jose Mourinho esonerato dal Manchester United. Possiamo sognare? Ce lo consentite? Non accadrà mai. Molto probabilmente no. Eppure, il sogno rimane. Perchè altrimenti, a chi potremmo pensare come sostituto di Inzaghi?
Non potremo mai essere del tutto oggettivi parlando di Edy Reja, dai. Non si può. Zio Edy è, nel bene o nel male, ancora nel cuore di moltissimi tifosi laziali. Per cui, se davvero Simone Inzaghi dovesse essere esonerato, chi sarebbe meglio come suo sostituto: Josè Mourinho, o Edoardo Reja? Uno degli allenatori più vincenti della storia, che fa parlare di sè ancora oggi per il suo stile e per la sua fortissima personalità, o un tizio portoghese conosciuto perchè per un po’ ha allenato l’Inter?
La tensione è altissima: non sarà per niente una scelta facile. Vediamo il perchè.
Come giocherebbe la (nuova) Lazio di Reja
Edoardo Reja, nella sua doppia esperienza sulla panchina biancoceleste, ha fatto capire benissimo quale sia la sua mentalità: primo, non prenderle. Che è esattamente quella a cui ci ha abituato Inzaghi in questi 3 anni, più o meno. No? Ah. Questa sì che è una novità.
L’approccio è quello della vecchia scuola di allenatori italiani: la priorità va data soprattutto all’aspetto difensivo. 1-0 o 6-0, sono comunque tre punti guadagnati, non cambia niente. Sarà difficile farlo capire ad una squadra che nello scorso campionato ha subito 49 gol. Bisognerà lavorarci molto.
Innanzitutto, quasi sicuramente la Lazio si schiererebbe con un 4-3-3. 4-3-3 che poi diventa un 4-5-1 che poi diventa un 8-1-1, tranquilli. Strakosha in porta, poi linea difensiva con Caceres-Luiz Felipe-Acerbi-Radu: niente terzini di spinta, non servono e sono pericolosi. Cerniera di centrocampo fatta da Parolo-Leiva-Milinkovic per garantire fisicità e legnate, ma soprattutto legnate. Là davanti Ciro Immobile, che deve essere innescato in velocità e lottare su qualsiasi pallone gli capiti. E sulle ali? Beh, a sinistra si schiera il duttilissimo Lulic, per disorientare gli avversari con le sue giocate, oppure Berisha per garantire ancora più legnate. E a destra? Si giocano il posto Correa che può diventare il nuovo Zarate, e Marusic, che può conquistare la fiducia di Reja con la sua grandissima abilità di non arrivare mai sul fondo. Su una cosa però possiamo sempre contare, con zio Edy in panchina.
Il cambio al 65′: fuori Hernanes, dentro Brocchi.
Con questa disposizione verrebbe sacrificato Luis Alberto, a meno che non sia in grado di ritagliarsi un posto nell’undici titolare arretrando a centrocampo. Forse dovremmo rinunciare al Mago. Però va anche detto che con Reja Lazio-Inter si vinceva sempre.
Come giocherebbe la Lazio di Mourinho
A proposito di Inter: Josè Mourinho non sembra più l’allenatore che ha portato i nerazzuri al Triplete. Sembra sempre di più rinchiuso nel suo personaggio, non più l’allenatore brillate ma quello polemico. Lo dimostrano i suoi risultati al Manchester United, che gli sono costati il suo terzo esonero in carriera.
Però parliamoci chiaro: un allenatore della sua esperienza e con il suo palmares alla Lazio non si è visto forse nemmeno ai tempi della squadra più forte del mondo. Figuriamoci cosa comporterebbe in termini di ricaduta mediatica. Anche perchè, nelle interviste post-partita Mourinho non è come Inzaghi, è sempre capace di sorprendere. Non ripete sempre le solite frasi.
Parliamo di numeri? Che modulo utilizzerebbe lo Special One? Sembra essere stato fedele al 4-2-3-1 che gli ha portato tantissimi successi: sia all’Inter, che al Real Madrid, che al Chelsea, e persino al Manchester United (modificandolo in qualche maniera, ma adesso vedremo come) è sempre stato il suo modulo di riferimento.
Che vedrebbe la Lazio con: Strakosha in porta, e su questo pare ci siano pochi dubbi. I terzini, nel credo tattico del vate di Setubal, devono avere grandissima corsa: all’Inter aveva Maicon e Javier Zanetti, alla Lazio potrebbe schierare Lukaku a sinistra, e a destra? Marusic per garantire ulteriore spinta, oppure Patric per rimanere più equilibrati? Al centro, ovviamente Acerbi e uno tra Luiz Felipe e Bastos, con il secondo favorito per via della sua grande fisicità.
Là davanti, a svariare, ad aiutare la squadra, e soprattutto a segnare, sembra scontato: Ciro Immobile. A meno di replicare l’esperimento dell’Inter con Samuel Eto’o, attaccante molto simile a Ciro, esterno, ma questo lascerebbe tutto il peso della fase realizzativa a Caicedo. Che non sempre è affidabile, per quanto grosso sia (smetteremo mai di rimpiangere Crotone?).
Esterni d’attacco? Soliti dubbi, ma pensiamo che un motivatore come Mou non possa rinunciare alla rabbia di Valon Berisha a sinistra, e all’estro di Correa a destra. È al centro che però si creano i problemi.
I due di centrocampo sicuri sono Leiva e Parolo, a formare la solita diga. Chi è il terzo? Nell’Inter del triplete c’era Snejider, che in questa Lazio sarebbe ben rappresentato da Luis Alberto. Ma negli ultimi anni Mourinho ha mostrato di prediligere giocatori dotati di un fisico davvero imponente. Un po’ come nel Manchester United, dove Paul Pogba, in teoria schierato nel terzetto di centrocampo, in molte fasi di gioco viene avanzato a ridosso della punta centrale. E se c’è un giocatore che somiglia a Pogba, trovatemene uno che ci somigli di più rispetto a Sergej Milinkovic-Savic.
Come fare a scegliere? Forse per una volta, dopo tanti anni tristi, avere possibilità di scelta su chi schierare ci sembra impossibile. Per fortuna che non facciamo gli allenatori. Per fortuna che dobbiamo solo decidere chi preferiremmo vedere tra Mourinho e Reja sulla panchina della Lazio. Anche se noi preferiremmo vederci sopra Simone Inzaghi, alla guida di una squadra che giochi come giocava la Lazio l’anno scorso. È chiedere troppo?
