27/05/2013
Oggi è il giorno più brutto della mia vita.
Mi sento uno straccio. Uno straccio, come quello calciato da Bradley al 17’ e che Marchetti non è riuscito a parare. Incredibile subire gol subito. Così, a freddo. Pronti via e loro erano già in vantaggio. Nemmeno il tempo di alzare un coro, credere nella vittoria.
Oggi proprio non ce la faccio ad alzarmi dal letto, vorrei starci tutto il giorno a pensare e ripensare. Una partita che è stata un’agonia dall’inizio alla fine: da quel gol maledetto ai vani e timidi tentativi della Lazio di pareggiare. Ma poi Lulic, ma da dove lo abbiamo preso? Hai l’occasione di pareggiarla e portarla ai supplementari e inciampi su te stesso mandando la palla al terzo anello di San Siro? Nonostante si giocasse all’Olimpico. Ma poi quella traversa, perché pure la sfiga eh, per non farci mancare niente. Quella traversa di Ledesma due minuti dopo. Non voglio pensarci più.
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Continuo a sentire i campanelli dei romanisti che esultano dopo la partita. Mi risuonano nelle orecchie come dei martelli pneumatici. Se solo ripenso alla strada percorsa per tornare a casa dopo lo stadio…
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Oggi voglio provare a fare finta di niente, mi andrò a fare una passeggiata, mi prenderò un gelato e tenterò di non pensarci. Come giro l’angolo ecco che mi pento subito della mia scelta: i semafori sono stati pitturati con delle strisce rosse che si alternano al giallo naturale. Io quei colori non li posso vedere, ma ho capito che oggi sarà così. Alzo gli occhi al cielo per poter scorgere almeno qualcosa di bianco e celeste, per riuscire a sentirmi a casa in una città che però non è più la mia casa. Non può più esserlo: ce la siamo giocata e hanno vinto loro, basta. Sono le 11 di mattina e il cielo non mi conforta più, è rossastro, sembra quasi il tramonto. Che sta succedendo?
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Il sole scotta come non mai. La sconfitta brucia ancora di più. Che ne sarà di noi? Da dove ripartiremo?
Compro il giornale per farmi del male. C’è Totti che la alza al cielo, il Corriere ha creato un’edizione ad hoc per celebrare la vittoria, è tutto giallorosso. La pagina dedicata all’analisi tattica della squadra messa in campo da Petkovic è invece grigia, spenta. Sembra un necrologio.
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“LO STADIO SI FARA’, E SARA’ IL COLOSSEO 2.0”
Pag. 5 del Corriere parla di un progetto proposto alla società giallorossa, quello di utilizzare il Colosseo come nuovo stadio. In pieno centro, per onorare la squadra vincitrice, la gloriosa squadra di Roma. Le pratiche sono già avviate. Ai laziali invece verrà assegnato il campetto comunale di Civita di Bagnoregio. Quello in fondo alla valle. Tanto ormai i laziali abbandoneranno la città in massa.
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Mi riavvio verso casa e sento ancora questi maledetti campanelli che mi tormentano, stavolta sono i clacson dei pullman arrivati da ogni parte del mondo per celebrare la squadra romana e la sua vittoria. “Roma caput mundi, Bradley caput Universi” recita uno striscione esposto sulla parte esterna. Come apro Facebook è un colpo al cuore: Totti sarà il nuovo Presidente del Consiglio. Uomo d’esperienza, vincente, che può risollevare le sorti del Paese. La sua politica sarà basata sulla chiusura totale verso i laziali che non potranno entrare all’interno del Raccordo Anulare. Chiusura di tutte le uscite del GRA, “prima i romanisti e poi gli altri” il suo motto.
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Accendo la tv e un’altra, l’ennesima pessima notizia entra in tackle nella mia vita: verranno rigirati tutti i film che hanno fatto la storia per dargli un tono più romanista. I protagonisti del Titanic ad esempio verranno chiamati “Giallo” e “Rose”, e non sarà di certo un iceberg bianco e azzurro a scalfire la nave. Nei film su Harry Potter la Coppa delle Case verrà sostituita dalla Coppa in Faccia. L’Oscar verrà vinto da BRADLEY Cooper. Il film “Balla coi lupi” manterrà invece il suo titolo.
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E’ il rumore del forno che ha terminato la cottura e intanto il telegiornale racconta preoccupato dello sviluppo del movimento dei “terralazisti”, quelli che ancora credono nell’esistenza della Lazio.
Questo mondo non è più adatto a noi, “laziale” sarà sinonimo di “perdente” come sottolineato dalla Crusca, i continenti prenderanno il nome dei migliori giocatori della Roma e l’Italia verrà rimodellata: niente più forma a stivale, dovrà sembrare lo scarpino destro di Totti.
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Improvvisamente apro gli occhi. Quei campanelli che sentivo non erano altro che il suono della mia sveglia, che però non era ancora riuscita a svegliarmi dall’incubo. Sono frastornato. Accendo la luce, prendo il cellulare, velocemente leggo la data e c’è scritto 27/05/2013.
Ancora stranito alzo la serranda, mi affaccio dalla finestra.
Per fortuna, il cielo è ancora biancoceleste.
