Appassionati di motori, e di Lazio, questo è l’articolo che fa per voi. Il digiuno forzato dalla Serie A ci porta inevitabilmente a creare una scia di sfaciolate unica, è il miglior modo che abbiamo per allietare la vostra (e nostra) ennesima giornata senza Lazio. Non c’è bisogno che ci ringraziate (prego, Laziocratici amici). Oggi intrecceremo Lazio e Formula 1, in quella che si può ormai definire una rubrica di successo (non ci credete? Guardate qui e qui). Avete scaldato i motori? Bene, perchè è venuto il momento di chiedersi, e se i giocatori della Lazio fossero piloti di Formula 1?

Ciro Immobile – Lewis Hamilton
Siamo già entrati nella terza stagione in biancoceleste del nostro napoletano preferito, che abbiamo imparato a conoscere come un bomber quasi infallibile. A dispetto del nome, poco profetico, Ciruzzo sfrutta spesso la sua rapidità per arrivare a tu per tu con il portiere avversario. Nove volte su dieci è gol. Questo suo essere un martello sotto porta, non può che farci pensare a The Hammer, appena laureatosi campione del mondo per la quinta volta. Hamilton ha inoltre dovuto superare un periodo difficile prima di tornare ai massimi livelli in Mercedes, un ulteriore parallelismo con Immobile, che si era perso prima di approdare alla Lazio.

Luis Alberto – Sebastian Vettel
Se da un lato Hamilton può festeggiare il quinto titolo iridato, lo stesso non si può dire di Sebastian Vettel, che perde un altro mondiale dopo una lotta per lui estenuante. La sconfitta del tedesco viene attribuita da tutto il mondo Formula 1 alla sua fragilità mentale. L’incapacità di reggere le pressioni ne ha infatti fermato la corsa sul più bello. Una situazione equivalente a quella del nostro mago Luis Alberto, un talento cristallino che rischia di rompersi in mille pezzi a causa di un carattere non sempre combattivo. Ma se Vettel dovrà aspettare il prossimo anno per riscattarsi, il numero 10 potrà farlo da subito. Vero Luis? (Ah, altro piccolo particolare, entrambi danno il meglio con la chioma bionda. Poi che Seb sia biondo naturale non c’entra, suvvia).

Milinkovic-Savic – Max Verstappen
Parliamo di due dei talenti più puri di questi due sport. Entrambi giovanissimi, entrambi dai modi giustamente prepotenti (quella “garra” positiva che ti fa pensare di spaccare tutto, tipica dei campioni, per intenderci) ed entrambi con diversi anni di militanza nei propri team, di medio-alto valore. Perchè diciamocelo, se la Red Bull non è né una Ferrari, né una Mercedes, noi non possiamo essere il Barcellona o il Real Madrid. Nonostante questo Max e Sergej hanno sposato le cause delle proprie squadre, e sono pronti a portarle in alto. In attesa che la Mercedes o il Barcellona di turno li portino via. Prima però, bisogna vincere.

Patric – Brendon Hartley
Beh, qui il paragone vien da se. La chioma biondissima e bellissima di Gabarron è per la Lazio ciò che l’altrettanto biondissima (ma non altrettanto bellissima, ovviamente) capigliatura di Hartley è per la Toro Rosso. Si potrebbe fare un discorso simile anche sulla loro reale utilità per la squadra, ma a noi non interessa. #TeamGabarron
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Francesco Acerbi – Valtteri Bottas
Il nostro ministro della difesa ha, come unica incongruenza con il finlandese, il fatto di essere il numero 1 della retroguardia. Quello che non cambia è il risultato sul campo e in pista. Come Acerbi ha il compito di non far passare neanche un pallone dalle parti di Strakosha, Bottas è stato impiegato più volte dalla Mercedes per rallentare le Ferrari, agevolando le vittorie di Hamilton. Tutto ciò è servito a trasformare Bottas in…Tappos. Due grandi difensori, senza dubbio.

Fortuna Wallace – Kevin Magnussen
“Qualcosa non va”. Ce l’avete presente quella sensazione? Quando tutto è troppo calmo per essere vero. La classica quiete prima della tempesta. Beh, con Wallace in campo e Magnussen in pista il tifoso della Lazio e quello di Formula 1 vivono lo stesso tipo di angoscia. Nel complesso se la cavano bene, ma se fila tutto troppo liscio allora è lì che te lo aspetti. L’assist al bacio per l’avversario al 94′ minuto. Il tamponamento da straccio di licenza. Il risultato è la poca stima di tifosi e colleghi.

Neto&Jordao – Stroll&Sirotkin
Cosa ci fanno qui? Chi li ha mandati? E perchè? Queste sono solo alcune delle domande da X-Files che tutti ci siamo posti riguardo questi quattro baby “fenomeni”. Una delle coppie più tristi di sempre in Formula 1 contro una delle coppie di acquisti più anonime della storia della Lazio. La differenza sta nel fatto che i due piloti pagano per correre, mentre Neto&Jordao vengono pagati per guardare i compagni giocare. Quest’esperienza italiana potrà non dare loro la fama, ma una laurea ad honorem in Economia se la meritano tutta.

Articolo a cura di Francesco Mattogno.
