La Lazio sta vincendo per 1 a 0, ha segnato Correa. Strano, verrebbe da dire, che a porta vuota non abbia provato a fare qualche finta al fotografo lì davanti, ma ha preferito appoggiare comodamente in rete. Bravo Tucu. La partita si è messa nella giusta direzione, anche se tutti i laziali rivedono i fantasmi di Salisburgo. Ma è una cosa normale, siamo laziali, appunto.
Non a caso al minuto 15’ la Lazio se la vede brutta dopo essersi già immaginata alzare al cielo la Coppa delle Case…ah no, quello era un’altra storia. Insomma, la Lazio abbassa la concentrazione e in seguito al tiro di Lang, respinto da Reina, Vormer sembra poter ribattere in rete se non fosse che Parolo interviene in modo scomposto da dietro.
Rigore.
Rosso per Parolo.
Ah no, fermi tutti, c’è il Var.
…
…
…
Rigore e rosso, confermati. Tu invece, sei rosso dalla rabbia. La telecamera ti inquadra impietosa, si legge la delusione, lo sconcerto, la sfortuna, i sogni che svaniscono spengono i tuoi occhi. E mo’ che si fa? Il tempo di pensare a come risolvere questa brutta situazione che Reina fa il miracolo. Rimaniamo sull’1 a 0 ma siamo in 10.
Per fortuna anche quel cretino di Sobol si fa espellere (senza offesa eh, però nemmeno Mauricio avrebbe rischiato tanto di prendere il secondo giallo) e quindi la Lazio riesce a tirare avanti fino a quando il solito Ciro toglie le castagne dal fuoco: solito rigore, solita freddezza, solita esultanza, soliti fantasmi di Salisburgo.
A metà tempo sfoghi la tua rabbia andando a spettinare i capelli di Correa, che ha stufato con questa storia che deve sempre essere tirato a lucido. La squadra intanto va rimessa a posto.
Fuori Correa, ormai spettinato, chi metti?

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