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Quella rovesciata di Cana contro la Fiorentina

Empatia. È ciò che abbiamo provato quel 2 marzo di cinque anni fa, nei confronti dei tifosi della Fiorentina. Certo, in un primo momento non si può non godere di un gol in rovesciata di Cana. Ma passato qualche minuto iniziano a subentrare altre sensazioni: incredulità, risate isteriche per quello che si è appena visto, e poi un pizzico di vergogna. Difficile non sentirsi un po’ sporchi dentro, dopo un gol del genere. Un gol del genere segnato da Lorik Cana. Un gol in rovesciata di Cana. Assurdo.

Ancora ridiamo a ripensarci.

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Quindi non siamo mai stati tanto “vicini” ai tifosi viola come in quel momento. Vincere una partita in questo modo – perchè sì, quello è stato il gol vittoria – significa sfiorare il cielo con un dito, anzi, con la punta dello scarpino. Ma esaminiamo più approfonditamente il gesto tecnico dell’albanese:

Analisi video

 

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Come si può notare dalle immagini, tempismo e coordinazione sono perfette. Poi il tiro è preciso e parte con una forza incredibile, tanto che a Neto si piegano le mani. Allora ci è sorto un dubbio: tempismo e coordinazione perfette? Tiro chirurgico e potente? Impossibile, Cana ha sbagliato tutto. Voleva prendere la tibia di Gonzalo Rodriguez.

Analisi tecnica

Il nostro ex numero 27 era famoso per le sue entrate totalmente scomposte e in ritardo, che lui ha sempre spiegato come l‘innocente conseguenza del mancato arrivo sul pallone. Essendo impossibilitato geneticamente ad avere tempismo nell’impatto con la sfera, la rovesciata di Cana non è altro che il tentativo andato a vuoto di colpire la tibia di Gonzalo Rodriguez che interviene in spaccata. La palla stava lì per puro caso ed è successo l’irreparabile.

Analisi psicologica

Lorik si era probabilmente svegliato con la luna storta, una cosa che gli capitava spesso, lo sappiamo bene. Dunque la vittima inconsapevole di quel giorno era il numero 2 viola, colpevole quasi certamente di avergli dato la mano prima dell’inizio del match. Un gesto che per Cana significava totale mancanza di rispetto, in campo ci si deve menare, mica dare la mano. Cosa siamo signorine?

Ecco dunque spiegate le ragioni di quella prodezza balistica, nata tanto per sbaglio quanto per sfortuna (Lorik davanti a tutto metteva il rispetto a suon di calci e spintoni, poi il gol e la vittoria) ma che per sempre rimarrà nel cuore nostro e dei tifosi della Fiorentina. E chi se la scorda più.

Tra l’altro – dopo la rovesciata di Cana – abbiamo anche rischiato di raddoppiare con una bordata di Konko, ed entrambe scaturiscono da una deviazione involontaria di Perea. Quel 2 marzo al Franchi si è decisamente sfiorata l’apocalisse.

 

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