Tutto nella norma, no? No. Senza accorgercene, torniamo nell’universo parallelo. Il risultato è fermo sull’1-1. La birra sta sempre lì, il televisore pure, e noi ci siamo tutti. Ottantesimo minuto.
E’ appena entrato Lombardi, che galoppa sulla fascia col pallone e prova il cross in mezzo. Immobile colpisce di testa ma è disturbato da Acerbi e il suo tiro finisce alto sopra traversa. Consigli osserva il pallone, fa un gesto con la mano solo per dire agli altri “Oh, tranquilli, ho capito che esce eh, non vi allarmate”. Immobile, deluso, si rialza. A questo punto capitan Magnanelli invita tutti alla calma:

Eh? Magnanelli? Ma come Magnanelli? Ma… Ragazzi, suvvia. Siamo nell’universo parallelo. Ve lo dobbiamo ricordare? E comunque quello che vedete è un ologramma. Il Sassuolo si è inventato questo sistema, inserendo un apposita piattaforma al centro del campo del Mapei Stadium. Funziona così: quando le cose non vanno bene, appare Magnanelli che dice agli altri di usare la testa e di stare calmi.
La partita prosegue. Le squadre sono lunghe, contropiedi da una parte e dall’altra. Ma Acerbi e De Vrij non hanno intenzione di far passare nessuno. Poi, la svolta. Minuto ottantasette. Prende palla Keita al centro del campo e punta Acerbi, fino a quel momento praticamente insuperabile. Keita scatta. E quando un uomo con la velocità di Keita sfida un difensore in campo aperto, la squadra del difensore prende goal. E infatti:

Due a uno per la Lazio. I biancocelesti si chiudono dietro, il Sassuolo cerca di superare le strette linee della Lazio ma non ci riesce. Difendono tutti, Immobile fa il mediano, Keita rimane un po’ più avanti, ma difende anche lui. Milikovic dà battaglia a chiunque passi dalle sue parti. Parolo corre dietro a tutti, ma non è una novità. Poi, proprio al centro del campo, appare di nuovo l’ologramma:

Usa la testa, Francesco. Usa la testa, dice Magnanelli ad Acerbi. E come l’Hercules del cartone animato, che fraintende le parole di Filottete, anche Acerbi capisce male. Ma per il Sassuolo è un bene. Ultimo minuto di recupero, ultima azione. Calcio d’angolo per il Sassuolo. Berardi dalla bandierina la butta in mezzo, e in mezzo c’è Acerbi che con uno stacco imperioso colpisce il pallone di testa e fa 2-2. Si volta verso il centro del campo per cercare l’ologramma di Magnanelli. Non era proprio questo che lui intendeva, ma comunque:

