No, ancora! Scatta l’ottantesimo minuto e ci troviamo di nuovo catapultati nell’universo parallelo, a nostra insaputa. Sembra tutto uguale, ma non è così: succedono cose strane, è tipo il Sottosopra di Stranger Things. Se non avete visto questa serie siete delle brutte persone.
Comunque, il risultato è di 1-0, l’ha sbloccata Immobile. Partita noiosa. L’Udinese prova ad attaccare, Parolo strappa palla a Badu e lancia Immobile, che sorprende la difesa avversaria, che dormiva come dormiva Biancaneve e Immobile si guarda bene dal baciarla. Ciro, uno contro uno con Karnezis. Karnezis lo ipnotizza e para il tiro. La palla va in calcio d’angolo. Salgono i saltatori. Felipe scodella il pallone in mezzo, la palla arriva sul secondo palo e lì c’è Duvan Zapata, che la arpiona e riparte.
Ma non è che riparte così, tanto per. No. Duvan Zapata, a testa bassa, sfida tutti i giocatori della Lazio, aggira Lulic, va verso il centro del campo, gli si fa sotto Milinkovic ma il suo intervento è mollo, che poi cosa vuol dire mollo, non può essere mollo chi fa ‘sto mestiere qua, e allora Zapata corre, corre, sotto gli occhi sbalorditi dell’Olimpico, salta ogni singolo giocatore, si trova a tu per tu con Strakosha e segna. 1-1.
La Lazio non ci sta, prova con tutte le sue forze ad attaccare, i minuti corrono tra ribattute di testa della difesa friulana e passaggi dei biancocelesti per cercare il varco giusto. Proprio da uno di questi passaggi scaturisce il secondo rigore per la Lazio. Palla in mezzo di Felipe Anderson, Adnad allarga il braccio e tocca il pallone, di nuovo, rigore, di nuovo, secondo giallo, espulsione. Lotito contatta subito l’agente e gli offre un contratto. Senza esagerare eh, un contratto normalissimo. Però doveroso dopo tutto quello che ha fatto per la Lazio.
Sul dischetto va Ciro, che spiazza Karnezis e segna. Così:

