Ottantesimo minuto, l’universo parallelo chiama, noi rispondiamo. Non possiamo fare altrimenti. Il Napoli sta vincendo due a zero e sembra aver congelato il risultato. La Lazio, passato quel momento in cui sembrava sul punto di riaprirla, si è spenta.
Insigne la passa a Jorginho, che la ripassa a Insigne, che trova Zielinski, che la appoggia ad Allan, che torna di nuovo da Jorginho. Parolo corre dietro a tutti ma non riesce a intercettare la sfera. Poi Jorginho sbaglia un appoggio semplice per Strinic e Felipe Anderson riprende il pallone e comincia a correre, spinto dal pubblico. Arriva al limite dell’area, trova Keita che prova il tiro, Reina respinge, arriva Immobile che tira ma Reina para di nuovo, la palla schizza sui piedi di Milinkovic che prova la botta da fuori. Reina para ancora. Questo il replay dell’azione:

Ottantasettesimo, il Napoli parte in contropiede, Insigne corre, salta Basta, si accentra e prova il tiro a giro. La palla si stampa sulla traversa e arriva sui piedi di Hoedt. L’olandese avanza, Keita gli chiede il pallone ma lui lo ignora, ormai è partito, è convinto, salta un uomo, ne salta un altro, fa una giravolta, la fa un’altra volta, guarda in su, guarda in giù, dà la palla a chi vuole lui, e cioè a Felipe Anderson. Il brasiliano è al limite dell’area. Non sa che fare. Servire Immobile o non servirlo? Tornare indietro da Milikovic o allargare su Patric? Alla fine fa questo:
Due a uno, manca pochissimo alla fine. La Lazio ci crede, ma il Napoli si difende bene. Ultimo minuto di recupero. Reina, spavaldo, prende una mascherina di quelle che si usano quando si va a dormire e se la mette. Dice a Koulibaly di avere sonno. Tanto ormai è finita, no? Radu lancia il pallone in avanti alla ricerca della testa di un compagno, ma Milinkovic la stoppa di petto, non di testa, perché prenderla di testa è troppo mainstream. Il serbo serve Keita che dal dischetto del rigore tira. Koulibaly urla a Reina: oh, buttati! Buttati a sinistra!
E la partita finisce così. Due a uno per il Napoli.
