Cosa collega la lazio eu, le Iene, e Patric?
E’ arrivato il momento di parlare del cinematografico rapporto che Inzaghi ha con le sue riserve. Alcune sono attori non protagonisti. Altre sono mere comparse. Tutte, comunque, sono iene.
Il titolo non è che c’entri molto, a dirla tutta. Faceva figo. In realtà, “reservoir” non vuol dire propriamente “riserva”, bensì “cisterna”, “serbatoio”. Avremmo potuto pure chiamarlo “De reservundibus”, per dargli un tono classicheggiante. Ma tant’è.
I protagonisti sono loro:
1) Patric, alias Eddie il Bello, perché Patric è bello. Punto. Poi è uno di quelli che organizza, è anche un po’ il capo. Soprattutto nei festeggiamenti post partita. Sta sempre attaccato al telefono, quando non è in campo.
Per quanto riguarda il lato sportivo, Patric è la riserva di Basta. Però non è che abbia giocato pochissimo. Tredici presenze, che non sono tante, ma neanche niente. Insomma, Inzaghi lo vede, ma forse non lo segue su Instagram. Altrimenti giocherebbe di più. Ne siamo sicuri.
2) Strakosha è Mr White, perché si fida degli altri ma poi si ritrova da solo contro tutti gli attaccanti. E deve risolvere le questioni senza l’aiuto di nessuno, uno contro uno, faccia a faccia. O lui o l’avversario. O il pallone entra o la porta resta inviolata.
Complici i molteplici infortuni di Marchetti, Strakosha quest’anno ha trovato spazio, vista anche la partenza del suo connazionale Berisha. Che poi, in teoria, lui avrebbe dovuto fare il terzo, dietro a… Niente spoiler. Strakosha comunque si è comportato bene, e non ha fatto rimpiangere Marchetti.
3) Wallace è Mr Orange, perché da un momento all’altro potrebbe tradirti, anche se tu non te lo aspetti. Qualcuno dice che sia un infiltrato della Roma, ma Strakosha non vuole crederci e lo difenderà fino all’ultimo. Il portiere albanese, una volta, lo ha addirittura accompagnato fuori dal campo dopo un grave infortunio, nonostante Wallace dicesse di star bene.
Prima non giocava, poi ha giocato, poi è tornato a non giocare. La verità è che Inzaghi decide di volta in volta. Dipende dalla partita. Se la Lazio gioca a tre dietro, forse un posto per Wallace si trova. Ma se la difesa resta a quattro, è probabile che giochino i due olandesi come centrali.
4) Bastos è Mr Blue, perché lo vediamo poco. E lui non è che si faccia sentire molto.
Per lui il discorso è simile a quello fatto per Wallace: con la difesa a tre potrebbe giocare, a due è più difficile. Eppure contro la Juventus, all’andata, aveva fatto vedere buone cose. Poi l’infortunio contro il Milan, la crescita di Hoedt, la difesa a quattro… E il film è andato avanti senza di lui.
5) Lukaku è Mr Brown, perché la sua presenza in campo è un cameo.
Tipo: nell’ultimo derby si è comportato bene. Tipo: quando deve attaccare lo fa ed è convincente. Tipo: corre, corre, corre. Però Inzaghi non si fida della sua fase difensiva.
Se dovesse crescere anche lì, allora potrebbe contendere più spesso il posto sulla fascia sinistra.
6) Lombardi è Mr Blonde, perché è uno che è rimasto sempre fedele, fin dalle giovanili. Sembra un tipo tranquillo, ma poi fa cose che non ti aspetti.
Per Inzaghi, Lombardi è la carta da giocarsi quando vuole mischiare quelle che sono già sul tavolo. La sua voglia di farsi vedere e la sua freschezza possono essere decisive, come accaduto contro il Sassuolo.
7) Murgia è Mr Pink, perché ci sembra uno che non crede nelle mance.
Si è tolto quasi subito la soddisfazione del suo primo goal in Serie A con la Lazio eu. E’ una buona pedina per il centrocampo, perché all’occorrenza può giocare un po’ ovunque. Cataldi è stato lasciato partire anche perché c’era lui. Ha collezionato solo sei presenze, ma già dall’anno prossimo potrebbe trovare più spazio.
8) Djordjevic è Joe Saputo, perché è il più anziano e anche quello che organizza la rapina. A casa di Inzaghi, nel cuore della lazio eu. Per rubargli la prossima formazione e inserire il suo nome tra i titolari. Quindi chiama tutti a raccolta e distribuisce i nomi.
Filip partirà sicuramente a fine stagione. Inzaghi non lo vede quasi per niente. L’esplosione di Immobile lo ha confinato in panchina. Un peccato. Perché la panchina nelle Iene, come nella Lazio eu, di solito finisce piuttosto male, non trovate? Qualcosa di male succede sempre. Come un calciomercato sbagliato, un colpo che parte, una specie di metafora della vita, non trovate?
9) Luis Alberto è Vincent Vega. Forse è l’uomo giusto nel film sbagliato.
10) E infine c’è Vargic. Vargic è una comparsa qualunque, scegliete voi. E non vi spieghiamo neanche perché.
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