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Radu e il derby: tutte le sue cattiverie (bellissime)

Il ghigno di un intero popolo stampato sulla faccia di uno dei suoi uomini più rappresentativi. Radu è il “rumeno de Roma” per eccellenza: sguardo cattivo, faccia poco raccomandabile e trapianto di capelli per evitare la chierica già a 25 anni. Chiaro sintomo che il livello di testosterone nel corpo abbia superato da tempo la soglia di attenzione. Roma può fare questo effetto, soprattutto se hai il sangue caldo e senti ogni derby con la stessa tensione di chi è sbarcato in Normandia.

È come se Venom si facesse – pochi minuti prima della stracittadina – un giro in Curva Nord, e poi si impossessasse del povero Stefan al fischio d’inizio.

Lui che è un tipo così tranquillo di solito.

La testata a Simplicio

La Lazio si apprestava a perdere il suo quinto derby di fila. Partita terribile quasi quanto le maglie indossate (seriamente piacevano a qualcuno?) e giramenti di scatole molto potenti. Radu allora perde la testa – come ogni laziale – e la ritrova sulla faccia di Simplicio. Il rosso è scontato così come l’accusa di tentato omicidio nei confronti del rumeno, che poi gira voce sia stata revocata a seguito del trasferimento del giudice in un paese straniero, chissà.

Quegli occhi avrebbero fatto tremare anche Hannibal Lecter.

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L’impavido Florenzi

Altro derby nefasto, altra cattiveria di Radu. È bello perchè, nonostante la sconfitta, avere uno come Stefan in campo permette di sfogare attraverso le sue sapienti mani (o la testa come nel caso precedente) la nostra frustrazione. Perdere un derby fa male a tutti, l’abbiamo visto nelle reazioni isteriche di Dzeko e Kolarov sabato scorso. Quindi al diavolo i moralismi, queste cose in fondo ci piacciono.

Dunque, qui Radu scalcia maliziosamente Florenzi, che sembra accennare una reazione, salvo poi fermarsi e alzare le mani per evitare fratture multiple e scomposte. La sceneggiata va avanti con il bello de nonna che cade fingendo di cercare le chiavi di casa.

Interpretazione da Oscar.

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Quella bionda là

Derby tesissimo in cui una Lazio gagliarda stava sbattendo contro la sfortuna. Quando saltano i nervi, Radu ci va a nozze e parte da solo contro tutta la Roma, dai giocatori in panchina fino a magazzinieri e dirigenti. Stefan se potesse ne abbraccerebbe affettuosamente uno ad uno (intanto però ha preferito presentarsi con un simpatico sgambetto).

A cominciare da Mexès che lo affronta in un coraggiosissimo due contro uno insieme a De Rossi, per finire comunque subendo una testata dal nostro numero 26. Per lui fino a dieci contro uno è normale amministrazione.

Menzione d’onore a Cassetti che stende Radu da dietro e poi si nasconde nelle retrovie. Aaah, ecco da chi ha preso Florenzi.

Totti che si schiaffeggia

Tanto per cambiare si stava perdendo, e tanto per cambiare dall’altra parte piuttosto che giocare a calcio si recitava. Totti decide di auto-schiaffeggiarsi inscenando un fallo (che gli verrà fischiato, perchè sì) e Radu non la prende benissimo. Passano pochi minuti e Stefan lo punirà con un calcio ben assestato, minacciando poi con lo sguardo della tigre la sua tenera preda.

Guardate che agnellino.

Non sappiamo che cosa gli abbia detto, ma a giudicare dallo sguardo del capitano giallorosso non gli stava di certo consigliando una nuova serie Netflix. Anche perchè ancora non esisteva.

Ecco a voi un piccolo riassunto di Radu vs Roma.

 

Dal 26 maggio a Lazio-Roma 3-0

Comunque Radu di derby non ha solo persi, eh. Che magari da questa lista si può fraintendere. Però il dato curioso è che, per scelta tecnica o per infortunio, Stefan abbia saltato numerose vittorie (ad esempio il 4-2 di Zarate, il 3-2 di Behrami o i due trionfi del 2017).

Il 26 maggio ad esempio c’era, e se avesse potuto avrebbe picchiato Lulic per aver segnato al posto suo.

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Sembra quasi che Radu stia ai derby come le risse stanno ad x. Non siamo molto bravi in matematica, ma forse avete capito. Se non c’è bisogno di prendersi rivincite “menando le mani”, il rumeno non si diverte e può anche far riposare i guantoni. Ecco perchè approfittando della rosicata generale è andato a stuzzicare Dzeko e Kolarov. Il suo compito è probabilmente quello di far uscire la parte più rissosa di ogni laziale, per poi tornare dei bravi ragazzi una volta finiti quei 90 minuti.

Essere cattivi però, ogni tanto, è necessario.

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