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Quel momento in cui la Lazio ha vinto lo Scudetto

La Lazio ha vinto lo Scudetto. La Lazio ha vinto il suo Scudetto. Lo alzerà a maggio, di non si sa quale anno, ma lo alzerà.

La Lazio è campione, finalmente. Erano anni che non si respirava un clima così: positivo, ottimista, sereno. Qualcosa è cambiato, sarà forse che il tricolore e il biancoceleste stanno bene insieme. Carovane di gente in mezzo alla strada, Piazza del Popolo riempita di tifosi, padri in lacrime e figli increduli, la Lazio è campione d’Italia. O lo sarà. Fatto sta che la Lazio ha vinto il suo scudetto. Quando? Nella stagione 2019-2020. Una stagione iniziata con i soliti dubbi, le solite incertezze, la noia dell’ennesima stagione che sai che finirà troppo presto, la stagione del vorrei ma…ma un cazzo. A un certo punto, complici la fortuna, la fiducia riacquisita non si sa perché e per come, una serie di risultati positivi uno dietro all’altro, ci siamo tutti stufati di rinunciare. No, stavolta vogliamo e basta.

Perché ti vedo, sì, proprio tu, che prima di leggere questo articolo di Laziocrazia ti sei nascosto e hai aperto la classifica della Serie A, ti sei guardato tutte le prossime partite di Inter e Juve confrontandole con quelle della Lazio. Smettila di nasconderti, puoi dirlo ad alta voce. Vuoi vincere lo Scudetto. Vuoi la Lazio campione d’Italia. Che strano leggerlo eh? Leggerlo così tante volte nello stesso articolo. Ora anche in maiuscolo: LAZIO CAMPIONE D’ITALIA. Bello eh? Anche colorato: LAZIO CAMPIONE D’ITALIA! La devono smettere i giornalisti di scriverlo per sbaglio una sola volta per articolo, timidamente e con vergogna. Ormai è quello che vogliamo tutti: lo Scudetto.

Ma la Lazio finalmente l’ha vinto, l’ha vinto nel momento in cui per una volta si può sognare in grande, senza senso. Senza senso perché la Juve è nettamente più forte, l’Inter più attrezzata. Ma a noi, per una volta, non interessa, noi siamo lì e vogliamo rimanerci, vogliamo dimenticarci come si perdono le partite. Questo è lo Scudetto della Lazio: una liberazione. Quella di poter gridare al mondo che quest’anno ci crediamo, che se ce l’ha fatta il Leicester ce la possiamo fare anche noi, che siamo sicuri che a maggio saremo quinti ma ora vogliamo sognare, vogliamo crederci e ce lo meritiamo. Siamo a febbraio e siamo ancora lì. È giusto crederci, dobbiamo crederci. Il calcio è anche questo, sognare e credere.

Impariamo a farlo, impariamo a fregarcene delle statistiche e delle probabilità, impariamo a sognare. Questa Lazio ci sta regalando un sogno e non dobbiamo aver paura di viverlo.

Io voglio vincere lo Scudetto, e posso dirlo, perché sono lì e voglio rimanerci. Posso dirlo perché i primi risultati che guardo la domenica sono quelli di Juve e Inter. Grazie Lazio, perché mi hai permesso di credere allo Scudetto e già questa è una vittoria. Non importa come andrà a finire, perché ora ci credo. E se non sarà quest’anno sono convinto che potrà essere il prossimo o quello dopo ancora, perché questa squadra ha iniziato a farmi credere.

È così che si vincono i campionati: credendoci.

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