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Quel momento in cui la Lazio ha vinto la Coppa Italia

Milinkovic.

Ci sarebbero tante risposte corrette da dare, come “quando è entrato Milinkovic in campo“, “quando abbiamo conquistato il calcio d’angolo”, “quando Milinkovic ha colpito la palla di testa”. Senza nulla togliere agli altri sicuramente Milinkovic è il grande protagonista, specialmente dopo una stagione che richiedeva un dovuto riscatto da parte sua. Non è stato Wallace, non è stato Marusic, ma Milinkovic. Strano, eh?

In realtà c’è un momento che forse ha sancito la vittoria della Lazio in Coppa Italia precedente alla finale stessa e al gol, di Milinkovic giusto?

Rullo di tamburi, mo’checa***sièinventatoquesto….

Il rigore provocato, da Milinkovic, ai danni dell’Inter. Nei quarti di finale di Coppa Italia giocati a San Siro, sul punteggio di 1 a 0 per la Lazio ai tempi supplementari. All’ultimo minuto. O forse secondo, è meglio. La Lazio stava compiendo la sua prima impresa stagionale, andando finalmente a vincere una partita in trasferta contro una big, roba che se lo avessero detto ai tifosi della Lazio a inizio stagione nessuno ci avrebbe creduto, avrebbero creduto più facilmente a un amore incontrollato per Caicedo. Cosa? E’ realmente scoppiato l’amore per Caicedo? Già, ma anche la Lazio stava per battere una big in trasferta. Stava, perché poi come un fulmine a ciel sereno, come Marusic all’improvviso titolare in finale di coppa, Milinkovic commette un fallo stupido, in-utile, in-eluttabile come Thanos, in-genuo, in-comprensibile, in-macheca***fai?!?!?

D’Ambrosio cade al suolo, come colpito dalla notizia che Inzaghi cambia Bastos perché ammonito, inserendo Radu. Inserendo Radu. Bastos ammonito. Inserendo Radu. Radu. Prima l’arbitro assegna la punizione, poi VAR, quindi rigore. Lo stesso Radu che in finale entrerà al posto di Bastos al 35° perché ammonito, dopo aver appreso della decisione dell’arbitro, si fa cacciare urlandogli di tutto.

I pensieri dei laziali in quel momento:

  • Eh ma no
  • Non è possibile
  • NO
  • Dai ma che rigore è
  • Sempre così
  • Non sappiamo resistere due minuti senza fare cazzate
  • Milinkovic ma perché
  • Milinkovic ma che hai fatto?
  • Milinkovic da lì lo devi accompagnare fuori
  • Dai Milinkovic però che ca*** pure te

Icardi segna. Alla Lazio partono i nervi, crolla il mondo addosso e sale quella classica sensazione che pervade ogni tifoso tutte le volte, quella di non potercela fare. Quella che ce la metti tutta ma poi in un modo o nell’altro si riesce sempre a rovinare quanto di buono fatto, sul più bello. Memori poi delle rimonte del Salisburgo e dei nerazzurri all’ultima di campionato. Ma forse è qui che la Lazio ha vinto la Coppa Italia. Nella difficoltà, perché la Lazio, quando sembra tutto perso, trova la forza per reagire. Se invece le cose vanno bene ha paura, non sa gestire. Ce lo insegna lo scudetto del 2000, la Lazio dei -9, e questa Coppa Italia.

La Lazio vince ai rigori, con il morale che schizza in alto. La Lazio per una volta non si sente più rubata di ciò che gli apparteneva, vede finalmente riconosciuti i suoi sforzi. Dopo la certezza di averla persa, buttata via, si riscatta e porta a casa il passaggio del turno. Sale quella consapevolezza del “no, stavolta no”

Quel fallo di Milinkovic forse ha portato quella consapevolezza, toccava a noi.

O forse è tutta un’invenzione e sarebbe stato comunque bello vincere quella partita ai supplementari.

Sì, ma così lo è stato di più. Questa coppa era nostra. Milinkovic lo sapeva, l’aveva capito. E, da quel momento, anche io.

 

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PS: grazie Milinkovic.

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