Quest’anno a Formello la primavera sembrava non arrivare mai. Mesi e mesi di autunno, talvolta anche inverno, ma primavera di sicuro non s’è mai fatto sul Fersini. Una condizione, quella di fondo classifica, a cui non si è abituati in casa Lazio Primavera. Abbiamo tutti ancora negli occhi un certo Simone Inzaghi che alza la Coppa Italia di categoria all’Olimpico davanti a quelli là versione giovanili, o i Campioni d’Italia di Bollini tra cui spiccavano Danilo Cataldi e Keita Baldé Diao.
In questa stagione, sorprendentemente, sulla Lazio ha piovuto solamente.
Acquazzoni e basse temperature, che hanno spinto la rosa guidata da Bonatti prima e Bonacina poi in fondo alla classifica di un campionato che – ironia della sorte – per la prima volta prevede la retrocessione. Neanche i due stravalutati (?) Bruno Jordao e Pedro Neto sono riusciti ad invertire in qualche modo la tendenza negativa. O forse ci hanno provato troppo tardi, nella partita più difficile.
Poco più di una settimana fa per la Lazio Primavera sembrava essere arrivato il fatidico momento. La matematica era ormai impietosa con i biancocelesti, che per di più si stavano per misurare con la seconda forza del campionato: l’Inter. E infatti, a Milano ben presto si fa buio: i nerazzurri dialogano sicuri e trovano il vantaggio dopo mezz’ora di gioco. Si oscura la vallata, si assottigliano le speranze.
Ma, tutto d’un tratto, Spizzichino mette con cattiveria un pallone in mezzo all’area avversaria, su cui si avventa con successo Marchesi. È 1-1.
Una rondine.
Uno squarcio di cielo nel mezzo della tempesta.
Sulla Lazio si fa Primavera, i giovani biancocelesti prendono coraggio e trovano uno dei gol più belli visti nel campionato di categoria quest’anno, un destro da fuori di Aliaj che non avrebbe preso neanche Handanovic. Addirittura, Jordao serve Neto per il colpo del KO. Dopo tanto aggrottare di fronte la Lazio torna a sorridere. I punti da rimontare sono tanti, ma è una corsa possibile visti i calendari delle dirette avversarie.
Però c’è un però: a volte i proverbi ci azzeccano. E infatti, quella rondine ad aprire il cielo non riesce a fare Primavera. A richiudere quello spiraglio di luce ci ha pensato poco fa la Sampdoria, la squadra in cui – altra ironia della sorte – gioca Ibou Baldé Diao, fratello di Keita. Adesso i numeri non sono impietosi, sono una sentenza: la Lazio retrocede in Primavera 2, le giovani aquile dovranno ripartire da zero il prossimo anno.
Nella speranza che un nuovo inizio ci riporti dove dovremmo essere, e che sulla Lazio sia di nuovo Primavera.
