In casa Lazio si parla da mesi di una questione pungente, una di quelle situazioni che possono influenzare tantissimo l’umore dello spogliatoio: no, non stiamo parlando delle sviste arbitrali ma del rinnovo di Stefan de Vrij.
Nel momento in cui scriviamo la firma non è ancora arrivata, eppure la vicenda dovrebbe concludersi con il rinnovo di un anno con clausola a 25 milioni, un bel gesto nei confronti della società che lo ha lanciato a livello europeo. Ma cosa c’è dietro questa scelta? Solo riconoscenza? Non voler turbare l’ambiente? Forse gli è arrivata la petizione dei tifosi?
Anche, ma non solo. Il rinnovo di de Vrij è frutto del lavoro di una persona in particolare, uno che appare poche volte sotto i riflettori ma che sa fare benissimo il suo lavoro: stiamo parlando, per chi non l’avesse ancora capito, di quel signore alto alto che viene dall’Albania… Thomas Strakosha.
Ebbene sì, a Formello il dopo-de Vrij non è ancora iniziato e abbiamo già indiscrezioni chiarissime e assolutamente fondate sul dopo-Tare, ruolo delicatissimo che il buon Thomas ha già iniziato a conoscere. Oggi vi spieghiamo perché il rinnovo di de Vrij è il primo capolavoro della carriera di direttore sportivo di Thomas Strakosha.

Fino alla partita contro la Spal le sensazioni sul rinnovo di Stefan de Vrij erano decisamente negative, con la risposta dell’olandese che ancora si faceva attendere, ben oltre la scadenza fissata per il 31 dicembre. Quasi tutto l’ambiente era rassegnato a vedere il leader della difesa andare via a parametro zero quando, all’improvviso, durante la sosta succede qualcosa di inaspettato: Strakosha decide di fare qualcosa per sbloccare la situazione e pubblica nelle stories di Instagram questa foto.
Gomma in bocca, sguardo ammiccante, braccio intorno al collo e la tipa ci sta sicur… cioè no, aspetta, c’è la frase che chiarisce ogni dubbio: “Ci sto sto provando anche io”. Oddio, più che alla frase ci dobbiamo affidare all’emoticon. Una mano che tiene una penna. Aspettiamo.
Intanto i giocatori della Lazio partono per le vacanze e Instagram viene riempito di foto di mete esotiche: de Vrij sceglie Dubai e si scatta questa foto sul Burj Khalifa, una cosa semplice, come fanno tutti i turisti.
D’altronde conosciamo l’eleganza e la sobrietà di Stefan.
Ehm sì, avevamo detto eleganza e sobrietà… Vabbè pure voi, mica può andare nel deserto in giacca e cravatta.
Tra deserti, cammelli e Mia Khali… ah no scusate, un altro piccolo lapsus. Comunque, abbiamo capito che de Vrij stava a Dubai. E l’ha capito anche Strakosha.

E non ha perso tempo, aereo e via, direzione Emirati Arabi.
Eccoli lì seduti, facce serie e penne alla mano, a discutere il rinnovo. E attenzione al colpo di scena: cambia la frase, “Ci penso io ragazzi”, e tutti i followers biancocelesti si sentono rassicurati.
La vita da direttore sportivo però è molto più frenetica di quanto si pensi, perciò arrivederci Dubai e benvenuto Martin Cáceres.
Perché se non dà il benvenuto ai nuovi arrivati il direttore sportivo, chi ci deve pensare?

A fine giornata, il DS Trakosha dà un’occhiata all’agenda:
- Rinnovo de Vrij: fatto
- Benvenuto a Cáceres: fatto
- Gita nel deserto dell’Arabia:

fatto.
