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Perché stasera dobbiamo credere nella Lazio

Forza Lazio carica lalalalallalala! E’ il coro del momento, deve essere il mantra delle prossime ore. La semifinale di Coppa Italia vale tanto, vale una finale, vale come iniezione di ulteriore fiducia in vista della corsa Champions e dell’ottavo di finale di Europa League. E chissà che non possa essere pure il pass per un’altra finale. Quella di Supercoppa. Forza Lazio carica!

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Perché servirà coraggio contro una delle squadre italiane più in salute, una squadra quadrata e organizzata, una squadra che subisce pochi gol e sa pungere in avanti grazie alle giocate di Calhanoglu e Suso e alla verve di Cutrone. Gattuso ha rigenerato il Milan, lo ha riportato in zona Europa e addirittura -se arrivassero i tre punti nel derby- la Champions non sarebbe più un miraggio. Ma la Lazio è forte, lo dicono i numeri, lo dice il suo cammino stagionale, lo dice il gioco espresso. La Lazio ha già messo in difficoltà il Milan: sia nella sfida di campionato (persa sappiamo tutti come) e in quella d’andata di Coppa Italia.

Nessun altro, nel 2018, ha messo all’angolo i rossoneri, la Lazio ci è riuscita e lo ha fatto nel suo momento peggiore, proprio all’alba di quella crisi esplosa poi con la sconfitta contro il Genoa. Eppure, nonostante la mancanza di Immobile nella prima sfida e una condizione psico-fisica in calo, la Lazio a San Siro giocò due partite toste: non riuscì a portare a casa la vittoria, è vero, ma fornì prestazioni trasudanti personalità. Come ammesso da Gattuso stesso. Il primo tempo della sfida di campionato non fu dei migliori, ma la ripresa vide una Lazio padrona del campo, una squadra che meritava ampiamente il gol del pareggio. Ricordate l’occasione colossale che fece un incidente con Lulic nel finale? Ma anche le parate di Donnarumma su Sergej? Ebbene, la Lazio sa come affrontare il Milan e stavolta lo guarderà negli occhi dopo tre vittorie consecutive, una qualificazione in rimonta conquistata in Europa e 10 gol fatti in una settimana.

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Il Diavolo se la dovrà vedere poi con Re Ciro: lui che nella sfida d’andata di campionato contro i rossoneri si portò a casa il primo pallone della stagione (ormai, a casa, Jessica e le bimbe si muovono con difficoltà tra un pallone e l’altro) e aprì la crisi irreversibile del Milan montelliano. Immobile non c’era nella sfida di ritorno di campionato (sconfitta); c’era invece tre giorni dopo in Coppa Italia, ma calcava il campo in condizioni fisiche precarie. Forse troppo precarie. Tanto che l’ape non riuscì a pungere, muovendosi come una farfalla con le ali bagnate dalla pioggia.

Ma un mese ha cambiato lo scenario e lo stato di forma del miglior attaccante del campionato. Ciro c’è e c’è pure un altro Felipe. Luis Alberto dopo essere tornato biondo, sta riacquistando i suoi poteri. Sergej è un gigante in ogni suo ordine e grado. Fiducia. Dunque. La Lazio può fare l’impresa, soprattutto se spinta da uno stadio rumoroso e avvelenato. Come quello visto e sentito giovedì contro lo Steaua. Scorta di birre contro il gelo, un grido a risuonare per spingere the boys in blue: forza Lazio carica!

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