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Pagellone 2017

Se ne sono dette tante, è stato un anno intenso sotto tanti punti di vista. Adesso è tempo di tirare un po’ di somme ed elargire un po’ di voti. Ma non voti numerici, sarebbe banale. Il punteggio di ogni rappresentante della Lazio sarà quindi espresso in gif, la più alta forma d’arte del nostro secolo, in questo Pagellone di fine anno. Buona lettura.

CLAUDIO LOTITO

Si gode la sua Lazio con aria soddisfatta. Anche lui non sembra un convintissimo sostenitore della VAR, almeno a sentire il buon Diaconale e il caro De Martino, le sue voci ufficiali. A livello politico bisognerebbe capire come ha preso davvero l’eliminazione di Tavecchio, ma la rinnovata concordia delle parti è anche merito suo. Senza dimenticare Peruzzi. Portarlo di nuovo a Roma ha regalato tranquillità, prestigio e serietà al progetto Lazio. Il lavoro di Peruzzi è oscuro, ma fondamentale. Se riuscisse a far rinnovare o a togliersi d’impaccio dalla situazione de Vrij come ha fatto con Biglia e Keita sarebbe un vero Mago. Per i miracoli si sta attrezzando, nel frattempo si gode la sua creatura. Facce qualche acquisto, a gennaio, presidè. Come piace a te, moralizzato, rosa rosae rosae, oppure bello come Patric. Esiste qualcuno bello come Patric?

IGLI TARE

Lo ricorderemo per sempre come l’uomo che ha portato a Roma Alfaro, Romoletto, e ha fatto scoprire al mondo Luis Alberto e Milinkovic. Lo strapotere della Milinkocrazia è anche merito suo, le magie di Luis Alberto hanno il riflesso serio delle sue operazioni. Tutto incredibile Igli, complimenti vivissimi. Ma Patric rimane il tuo colpo più bello. Instagram ti rende lode, le fashion blogger ti osannano, e a tutti noi non resta che sperare di avere un figlio bello come lui. O almeno così bravo a fare le Stories.

SIMONE INZAGHI

Il mister è molto bello, e questo dovrebbe essere alla base di qualunque considerazione tecnica. Ha creato una Lazio riconoscibile, con identità e mentalità forte, un gruppo che naviga nella stessa direzione, senza farsi distrarre, una squadra che non molla, che lotta per ogni centimetro. Leggermente anti-Var (ma giusto una ‘nticchietta eh), ha fatto molto più di quello che gli si chiedeva. Ha ridato all’Olimpico i suoi tifosi più belli, ha corso con i suoi tifosi, ha abbracciato i suoi tifosi, ha urlato con loro. In fondo, in tutti noi c’è un Inzaghi che, quando vinciamo, ci abbraccia forte. Aiuta la sua squadra a riavere la gloria. E per lui faremmo di tutto. Se ce lo chiedesse, entreremmo pure nell’ottagono dell’MMA contro l’Uomo Grosso. Però facciamo che non ce lo chiedi, mister?

THOMAS STRAKOSHA

“Il portiere che spense Dybala”, “Il figlio d’arte che conquistò la Supercoppa italiana contro la Juventus”, “Più forte e più umile di Donnarumma”. Il portiere biancoceleste è stato chiamato in diversi modi negli anni ma per noi resta Thomas: il ragazzo che non ha ancora imparato a fare i rinvii.

IVAN VARGIC

Eravamo tutti impazienti di vederlo all’opera per capire l’esatta e definitiva pronuncia del suo nome. Perché a noi piacciono troppo i portieri coi nomi strani e mai Marchetti&Guerrieri qualsiasi vinceranno sui Berisha&Strakosha. La nostra pazienza è stata premiata. O quasi.

GUIDO GUERRIERI

Ha leggermente smarrito la via e non è arrivato neanche nel bel mezzo della sua vita. A Trapani ha conosciuto i meandri infernali della serie B, adesso sta scontando il Purgatorio alle spalle di Vargic. Eppure in Primavera era forte.

FEDERICO MARCHETTI

Abbiamo grandi difficoltà nel dare il voto all’anno di Federico. Da febbraio non si vede più su un campo da calcio, e pochi oramai sanno cosa gli sia successo. Ogni tanto si spaccia per uno della nostra redazione, ma in realtà ha deciso di intraprendere una carriera professionistica come giocatore di nascondino.

STEFAN DE VRIJ

Così decisivo in campo, così indeciso fuori. Il premio per la soap opera più longeva va a lui, con il dramma “Firmo o non firmo?“. Non si sa se la serie sarà rinnovata per una quinta stagione.

STEFAN RADU

Sempreverde, cattivo, puntuale: la stagione di Stefan si commenta da sola. Tra un intervento a chiudere l’attaccante di turno e una tacchettata di troppo a far sussultare gli animi dei più deboli, Stefan sta giocando una delle sue migliori stagioni con la maglia della Lazio. Guerriero.

BASTOS

Complice l’infortunio di Wallace torna tra i titolari dopo un annata più che positiva. Talmente positiva da farci urlare CHE CE FREGA DE WALLY NOI C’AVEMO BASTOSGOL BASTOSGOOOL! Poi al derby si ricorda di santificare i Wallace (e i Mauricio) e non smette più #RIGORE PELL’ALTRI #BASTOSPELLARIA. Se non si capisce, siamo un po’ indecisi.

WALLACE FORTUNA

Per carità, non è che sia cattivo. Le sue storie con Felipe Anderson continuano a rischiarire le giornate di tutti gli iscritti a Instagram. Quando è infortunato non gioca, quando non è infortunato non gioca. Però è carino, ci piace. Ti aspettiamo ciccio bello.

PATRICIO GABARRON GIL

“L’ANNO BONO” direbbero gli aruspici dell’altra sponda del Tevere (noi purtroppo lo vediamo BONO sempre). Per Inzaghi diventa il “Castiga-Bastos” da quando l’angolano ha deciso di uscire con Dusan. E a noi fa sempre piacere vederlo titolare. Si capisce?

LUIZ FELIPE

Il bambino che è diventato grande all’improvviso, complici i molti infortuni in difesa. Quando è stato chiamato in causa non ha mai sfigurato dando sfoggio anche di buone prestazioni come quella contro il Nizza in Europa League, il che lo rende ormai un pezzo stabile della prima squadra. Un 2017 da incorniciare.

MAURICIO DOS SANTOS NASCIMIENTO

Reintegrato in rosa in un periodo in cui i difensori della Lazio erano più fragili di un vaso di cristallo in un negozio di elefanti (si diceva così, no?), ora sembra sparito di nuovo dai radar. Waiting for cartellino giallo:

WESLEY HOEDT

Il lungagnone olandese è stato l’affare dell’estate visto che Tare lo ha sbolognato al Southampton per 17 milioni di euro. 8 presenze tra luci e ombre in Inghilterra che confermano il trend fatto vedere nell’ultimo periodo all’ombra del Colosseo. Una rosa pronta a sbocciare. Una rosa da 17 milioni di euro.

DUSAN BASTA

Chi dice che è finito sicuramente non l’ha mai visto in after dopo 13 negroni. Dusan ne ha ancora e su quella fascia destra riesce a mettere quel pizzico di esperienza accumulato negli anni di Serie A (e nei night club di Belgrado).

ADAM MARUSIC

Convince e non convince, spinge ma non spinge, difende ma non difende, Adam assomiglia alla domenica post-sbornia passata sul letto a convincerci che prima o poi riusciremo ad alzarci.

SENAD LULIC

Sul cross di Candreva si fa trovare al posto giusto nel mom…ah no. Il buon vecchio Senad in questo 2017 a volte è parso in tale confusione sul campo da far venire seri dubbi esistenziali perfino a Luca Giurato. Però è ovunque, dove lo metti sta con il suo cuore grande, le sue corse infinite e le sue ricercate imprecazioni in bosniaco stretto.

JORDAN LUKAKU

Un 2017 “di corsa” per l’esterno belga: a suon di scatti e sgroppate sulla fascia è riuscito a crearsi una sua dimensione in questa squadra, tanto che ad attenderlo potrebbe esserci un 2018 da titolare o quasi. Il tutto condito dallo splendido assist per il gol del 3-2 in Supercoppa italiana lo scorso agosto. Da quel giorno Lukaku se parte sulla fascia lo fa… Correndo.

SERGEJ MILINKOVIC-SAVIC

In un anno ha completato la sua scalata al potere, sconfitto gli Estranei, sottomesso i Metalupi, persino il Nord si è arreso alla sua strapotenza. La Milinkocrazia ha preso il potere, la democrazia in campo solo un lontano ricordo. THE KING OF THE NORTH.

LUCAS LEIVA

Arrivato per sostituire Biglia, si è preso il centrocampo con onore. E con tante di quelle martellate da far impazzire i tifosi e impallidire gli avversari. From Thor Bellamonaca with love.

MARCO PAROLO 

Come al solito, anno di grandissimo impegno per Marcolino che è sempre di più dentro i nostri cuori. Solite prestazioni di enorme quantità, a pressare qualsiasi cosa si muovesse sul terreno di gioco; questo gli ha lasciato poco tempo per i gol, e allora li ha trovati tutti in Pescara-Lazio. La qualità invece l’ha lasciata tutta per il gran finale dell’anno, con degli outfit natalizi quantomeno discutibili.

 

ALESSANDRO MURGIA

Classico adolescente che fa quasi sempre i compiti a casa, mai sopra ne sotto le righe. Fino a che, all’ultimo compito in classe della stagione, raccoglie la penna tirata da Lukaku e risolve il test di matematica per tutti i compagni di classe, facendoli promuovere in blocco.

LUCA CRECCO

Un 2017 sfortunato come le ultime due cifre dell’anno ancora corrente: dopo aver realizzato il sogno di far parte della prima squadra biancoceleste ha dovuto rinunciarvi per far posto in lista a Mauricio. Si è comunque tolto lo sfizio di esordire in Europa League, ma per il 2018 difficile immaginarlo ancora alla Lazio.

DAVIDE DI GENNARO

Oggetto mistico del mercato estivo, esordisce prima in campionato e poi in EL sfoderando un mancino niente male e… niente male. Causa infortunio non si hanno più tracce da fine ottobre del centrocampista ex Cagliari, rendendolo più etereo dell’integrità fisica di Konko e della presenza di Bruno Jordao e Pedro Neto. Ok, forse abbiamo esagerato.

ALESSANDRO MICELI

Ha esordito! (capito Neto e Jordao?) In prima squadra!! Tra l’altro in campo europeo!!!

LUCAS BIGLIA

Vado di corsa e non so il perché, e mi giro a guardare se perdo parti di me. Io ti giuro che torno a casa e mi guardo un film:

BRUNO JORDAO

Buona visione di gioco, capacità d’inserimento e gran bel fisico: il ragazzo portoghese si sta dimostrando un vero craque nei tornei clandestini di beach soccer sul litorale romano. Leggenda narra che il suo esordio con la maglia della Lazio avverrà quando i fratelli Gallagher si scambieranno un tenero gesto di pace, ma intanto lui deve fare i compiti per le vacanze.

LUIS ALBERTO 

Il 2017 è stato l’anno della rinascita per il maghetto della Lazio, che oggi incanta tutti con le sue giocate mentre fino a qualche mese fa guardava il campo dalla panchina. La chiamata della Spagna arrivata a Formello (no Patric, non è per te 🙁 ) è solo un’altra magia di Luis.

CIRO IMMOBILE

Il 2017 è sicuramente il suo anno, l’anno del suo riscatto. Continua a far sognare la Lazio e indica la via da seguire a suon di goal come fosse una stella cometa.

FELIPE CAICEDO

All’inizio dell’anno giocava per l’Espanyol e segnava poco, è arrivato alla Lazio e ha dimostrato di poter essere un ottimo sostituto di Ciro. Nel corso del 2017 è cresciuto, è lievitato. E se diventasse, piano piano, sempre più grosso?

FELIPE ANDERSON 

Nella scorsa stagione Felipe ha giocato spessissimo da esterno a tutta fascia: per evitare allora di dover correre anche per il resto anno, meglio infortunarsi e star fuori fino a dicembre. Scelta che non ci sentiamo di criticare. Anche perchè sembra tornare in piena forma. Con tutti i colori.

LUIS NANI

Grandi aspettative per questo giocatore che non ha ancora avuto lo spazio necessario per esprimersi a pieno. Sfortunatamente durante il suo di infortunio, Felipe è tornato a volare. Chissà che con le svariate competizioni e il misterioso mercato di gennaio, non trovi lo spazio necessario per esaltarsi e passare da Pisolo a Gongolo.

SIMONE PALOMBI

Le poche occasioni che ha avuto sono state sprecate, lasciando che Caicedo rubasse i minuti che gli spettavano. L’Europa League e la Coppa Italia dovevano essere il suo campo di battaglia viste le avversarie ma purtroppo ha mostrato le grandi difficoltà di un classe 96’ troppo abituato ai climi giovanili. Il 2018 potrebbe essere l’anno della svolta per lui, romano e laziale, altrimenti probabilmente finiremo col vederlo vestire la maglia della Salernitana.

FILIP DJORDJEVIC

La Lazio aveva puntato su di lui prima dell’arrivo di Immobile, poi con l’arrivo di Ciro è stato relegato in panchina ottenendo pochissime presenze all’inizio dell’anno per poi sparire completamente ed essere messo addirittura fuori rosa. Il serbo è sparito anche dai social, che fine ha fatto?

PEDRO NETO 

Il povero Pedro sta lì, in disparte, ad aspettare la sua grande occasione. E pensare che negli ultimi mesi in patria ha addirittura esordito con un gol in prima squadra.

KEITA BALDE DIAO

Che dire, l’annata della Maravilla è stata delle migliori. Una furia che si è abbattuta su tanti avversari per cinque mesi buoni, per poi tornare ad essere la solita rogna di calciomercato. Ci ha salutati senza troppi sentimentalismi, lasciando 30 milioni sul tavolo prima di uscire.

MAMADOU TOUNKARA

Del 2017 di Tounkara, un tempo grande promessa, si ricordano solo due cose: ambigui post Instagram e problemi con le autorità. Tra Daspo e squalifiche di un mese, Mamadou ha dimostrato di meritare davvero l’etichetta del bad boy. Un Balotelli che non ci sta credendo abbastanza.

CRISTIANO LOMBARDI

Il record negativo di punti del Benevento non è decisivo nella valutazione del giovane Lombardi, anche perché il giovane Lombardi non gioca. E forse è un bene. Il suo viaggio spirituale nelle campagne campane gli donerà sicuramente un po’ di esperienza in più. Però è bello, e ci manca tanto.

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