Questa non ce l’aspettavamo. Pensavamo che la Lazio sapesse andare solo a cento all’ora, invece Leiva e compagni addormentano una partita e la vincono. Con un solo gol di scarto. Quando tutti gli altri hanno perso. Non svegliateci.
Strakosha 5,5 – Un po’ indeciso nelle uscite, è da qualche partita che sembra meno convinto del solito. Non compie miracoli, e già questa è una novità. RIPRENDI LE REDINI, THOMAS
Bastos 6 – La marcatura sul gol di Lasagna è approssimativa, un po’ come tutto il suo primo tempo: se c’è modo di perdere palla, lui lo trova. Nella ripresa cresce, effettuando più di una chiusura importante. NOT BAD
de Vrij 6,5 – Quando aggancia quel pallone lanciato per Lasagna ci fa perdere dieci anni di vita, facendoceli però riguadagnare subito con la bellezza del suo gesto tecnico. Mezzo punto in più per la sfacciataggine. BAD BOY
Luiz Felipe 7 – È bello. Compie interventi di una bellezza disarmante. Ci fa sorridere come ebeti quando pensavamo che guardando la difesa in questi ultimi mesi di stagione avremmo solo aggrottato la fronte. CONSOLAZIONE
Marusic 6 – Vederlo giocare dallo stesso lato di Bastos non è mai sinonimo di tranquillità, molto meglio quando è più vicino all’area avversaria. Nel finale prova a regalarsi un’altra espulsione in stile Sassuolo-Lazio, purtroppo non riesce a prendere a pizze Larsen. VIOLENZA CONTENUTA
Milinkovic-Savic 5,5 – Deve ritrovare la forma perfetta, ma per ora non è neanche alla prima trasformazione. Se vuole trovare le Sfere del Drago deve impegnarsi molto di più. ZARBON
Lucas Leiva 6,5 – Senza Parolo al suo fianco è un po’ triste, ma gioca comunque una bella partita. Si esibisce in qualche lancione strappa applausi, per la serie “questo non c’ha i piedi”. FUORI DAI LUOGHI COMUNI
Luis Alberto 6,5 – Gioca al 50% e trova comunque un gol. Non è più una novità vederlo nel tabellino dei marcatori, curioso pensando che praticamente un anno fa il suo gol a Genova fu una novità quasi da almanacco. SICUREZZA
Dal 60′ Murgia 6 – Ci fa credere un paio di volte di poter effettivamente segnare, manca un po’ la sua magica esultanza. Entra positivamente in campo, partecipando al palleggio biancoceleste. ARMA IN PIU’
Lulic 5,5 – Gioca su una gamba sola e sbaglia quasi tutto lo sbagliabile. Addirittura, l’unica cosa buona che fa è un tiro brutto che diventa un cross bello. TUTTO REGOLARE
Dal 46′ Patric 6 – Quando gioca sembra sapere che c’è una community di matti che pende dai suoi piedi. Ha una voglia matta di spaccare, e noi di vederlo mentre lo fa. Oggi non spacca, ma fa il suo. RINNOVIAMO LUI PIUTTOSTO
Felipe Anderson 6 – Partita strana la sua, forse perché non fa né assist né gol. Non ci siamo più abituati. Finisce la partita con la fascia da capitano al braccio, Leiva se lo guarda con un sorrisetto. CAPITANO GIOCATTOLO
Immobile 7 – È sfiancato ma non gli importa. I suoi compagni hanno bisogno di lui, i suoi tifosi hanno bisogno di lui, la sua Lazio ha bisogno di lui. E lui risponderà sempre presente. DEDITO AL SACRIFICIO
Dal 72′ Caicedo 6 – Si piazza là davanti e non si muove più. Il suo colpo di testa parato con la faccia dal portiere del Salisburgo lo perseguita ancora. TRAUMA
Inzaghi 7 – E adesso giù a dire: “la Lazio ha vinto da squadra matura”. Che in effetti è proprio quello che ha fatto. Inzaghi sceglie di schierare una formazione potenzialmente esplosiva, ma che ha chiaramente la disposizione di giocare con la sicura inserita. Basta poco per battere questa Udinese, lui lo sa e non sbilancia la sua squadra. Ci sarà tempo per farlo, tra Salisburgo e Roma. DOSAGGIO DELLE FORZE
