Udine vuol dire partita brutta, un po’ tirata ma comunque vinta. E se quel che conta è il risultato, quest’anno ci divertiremo poco, probabilmente. Ma intanto ci godiamo altri tre punti e le pagelle di Udinese Lazio.
Strakosha 6,5 – Le belle parate effettuate non traggano in inganno, stasera i riflessi di Thomas erano un po’ rallentati. Porta a casa la pagnotta compensando il sonno con la tecnica innegabile che si ritrova. TALENTO ASSOPITO
Luiz Felipe 6,5 – Fa caracollare a terra Barak con una finta di corpo a pochi minuti dall’inizio, tanto per far capire a tutti perché dovremmo sentirne la mancanza quando non c’è. Poi solo chiusure di qualità, magari anche condite da insulti immeritati a De Paul. FUMINO
Dal 75′ Bastos 6 – Entra in campo con la ferma volontà di azzoppare almeno un avversario, tiene fede a quanto promesso a se stesso. MACELLAIO
Acerbi 7 – Gliel’hanno dovuto far sudare pure dopo che l’ha fatto sto benedetto primo gol, con il VAR che l’ha tenuto appeso per un minuto buono. Rete cercata fin dalla prima giornata e meritata, ci prende così gusto che dopo aver distribuito randellate e palloni dietro si lancia in avanti ogni volta che può. ARREMBANTE
Wallace 6 – Non ha giocato neanche male, anzi. Ma più di due partite di fila senza sbavature è evidentemente chiedere troppo, e infatti lascia fare un gol in mezza rovesciata a uno con un nome che neanche la madre riesce a pronunciare. Anche se c’è lo zampino di Maresca, infido come la rucola. SEMPRE ALL’ERTA, SUGAR
Patric 6 – Finalmente possiamo ammirare in campo quel ciuffetto sbarazzino e quell’espressione da bad boy che non farebbe paura a nessuno. Riesce nella semplice impresa di non far rimpiangere troppo Marusic, ripiega bene in un paio di occasioni. WORKING CLASS HERO
Parolo 7 – Deve compensare l’assenza dal campo di Milinkovic-Savic dal punto di vista della quantità, si sbatte fino all’ultimo secondo e riesce a farlo. Il salvataggio nel finale è da pronto soccorso. SALVATORE DI VITE
Badelj 6 – Capocciate e calcioni ovunque, stenta a farsi vedere invece la tanto decantata qualità. A confronto, Leiva è un damerino. PICCHIATORE
Luis Alberto 6,5 – Arretrato a centrocampo non rende come quando gioca sulla trequarti, ma è dal suo magico destro che nasce il primo gol della Lazio. Sarebbe imprescindibile anche se giocasse in porta. PERNO
Lulic 5 – Totalmente ubriaco, non ne azzecca mezza. Comincia cercando di uscire dal campo con tutto il pallone ogni volta che ce l’ha tra i piedi, passa per una roba al volo inguardabile e finisce con un’improbabile serie di sombreri. MESCAL
Dal 56′ Durmisi 5,5 – Unico momento in cui si è visto è stato quel passaggio orribile tentato verso Immobile nel finale, quando Correa ha tirato fuori il contropiede più pigro di sempre. COMUNQUE MEGLIO DI LULIC
Correa 6,5 – Tanti spunti che fanno sperare in questo primo mese e mezzo di partite, mai l’ultimo passo decisivo per arrivare davanti alla porta. E invece, stavolta ce la fa: con la tecnica, con il fisico, con la faccia da bravo ragazzo, mette seduto Stryger-Larsen e va ad esultare per la prima volta in biancoceleste. PRIMA DI TANTE
Caicedo 5,5 – Si trova meno con i compagni di quanto visto con il Genoa, ma ancora una volta si sbatte ogni volta che può e recupera anche qualche pallone potenzialmente pericoloso. Potenzialmente. BENE COSI’
Dal 56′ Immobile 6 – Il suo ingresso dà più equilibrio e soluzioni in avanti, inspiegabilmente fa più paura lui alle difese avversarie di un Uomo Grosso. FAMIGERATO
Inzaghi 6,5 – Fa un turnover che si vede giusto nella carriera di FIFA quando lasci in panca i giocatori per mezza stagione e loro ti mandano mail minatorie (che probabilmente è quello che è successo). Vince, non proprio grazie alla sua Lazio B ma vince. Ed è questo che conta. OPPORTUNISTA
