Quando abbiamo visto Fazio farci segnare con il più grosso svarione difensivo in un derby dai tempi di Wallace, sapevamo come sarebbe andata a finire. Quando abbiamo visto Kolarov pronto a calciare al 71′, sapevamo come sarebbe andata a finire. Non c’è niente da fare, certi scherzi del destino il laziale se li sente nelle ossa. I più scaramantici diranno che se li tira, ma forse è meglio pensare ad una sorta di preveggenza. Un dono da non augurare a nessuno.
Strakosha 5 – Difficile giudicarlo perché prende tre reti dopo più di un miracolo. Ha però colpe sul primo gol, in cui esce dalla porta a membro di segugio, e sul secondo, in cui poteva piazzarsi decisamente meglio. Ma non maltrattiamolo troppo: stupisce anche sbagliando poco o niente al rinvio in una partita in cui i suoi difensori fanno di tutto per metterlo in difficoltà. POTEVA ANDARE PEGGIO
Luiz Felipe 7 – Abbiamo perso il conto delle chiusure decisive che ha fatto, roba fantascientifica. Se Inzaghi lo ha scelto come titolare mentre era ancora in culla un motivo dovrà pur esserci. ENFANT PRODIGE
Acerbi 5,5 – Continua a regalare palloni agli avversari, altra prova sotto le sue possibilità. Alterna cose belle belle a cose brutte brutte brutte, ci si aspetta di più da lui. APPANNATO
Caceres 5 – La svirgolata al posto giusto al momento giusto, tanto per favorire i prossimi dieci dvd in edicola sul tacco di Pellegrini. BUSINESSMAN
Marusic 5 – Adam si trova faccia a faccia con chi ha osato umiliarlo, quel Kolarov che gli ha dato del codardo. E lui, giustamente, sparisce. NON E’ CHE NIENTE NIENTE…
Parolo 6,5 – Si fa carico di un lavoro pesante in mezzo al campo, lo porta a termine con grande efficienza. Ovviamente il lavoro in questione è tranquillizzare i nostri cuori provati quando la Roma va in ripartenza. BUON SAMARITANO
Dal 53′ Badelj 5 – Un intervento disgraziato cercando di tappare una falla aperta in mezzo al campo da lui. Questo ha permesso ai “cugini” (qualcuno riesce a chiamarli così) di segnare con l’unico maledetto che proprio non doveva segnare. Per il resto, bella partita confusionaria e fumosa. DICE CHE ERA UN AFFARE
Leiva 6,5 – Quel giocatore che al primo minuto gioca in un modo e al novantesimo gioca esattamente uguale. MOSTRUOSO
Milinkovic-Savic 5 – Comincia ad essere stancante la tiritera del ci si aspetta di più, meno ricami e più sostanza, chi ce li dà sti millemila milioni se te giochi così. Avremmo voluto che il gol con il Genoa non fosse stato solo una gioia passeggera, ha mancato un’occasione grossa e la pazienza prima o poi finirà. WAITING FOR SERGIOT
Lulic 6 – Accompagna sempre l’azione, i suoi magici e telefonati cross di destro che però stupiscono sempre tutti non riescono a cogliere compagni. COSTANTE
Dall’82’ Caicedo NG – In pochi minuti fa vedere che ha capito alla fine quale debba essere il suo ruolo in questa Lazio e gioca facendo ben sperare, sfiorando anche il gol del 3-2. GROSSO VERO
Luis Alberto 5 – Stiamo ancora aspettando che tiri. E lui invece continua a cercare di controllare il pallone a un metro dalla porta. PERCHE’ LUIS PERCHE’
Dal 53′ Correa 6 – Meglio di Luis Alberto, non gli arriva mai l’ultimo passaggio. Un derby all’insegna del Tucu sarebbe stato bello. TROPPO PER ESSERE VERO
Immobile 6,5 – L’uomo fuorigioco, ma anche l’uomo a cui basta mezza vera palla gol per punire. Resta come sempre il nostro appiglio più saldo alla speranza di vincere. SENTENZA
Inzaghi 5 – Di Francesco la vince anche sul piano tattico, c’è poco da dire. La prima mezz’ora è stata un’illusione dettata dalle situazioni morali diverse delle due squadre, alla lunga quelli sbagliati hanno capito come mettere in difficoltà la retroguardia ballerina della Lazio e hanno affondato. Ci sono tante cose su cui riflettere, punti deboli da rinforzare e dubbi dentro al campo che vanno spazzati via. Che questo derby arrivi come un campanello d’allarme, in un momento in cui la stagione è ancora lunghissima. BATTI UN COLPO
