Come commentare una serata del genere? Impossibile trovare le parole, l’incredulità è davvero troppa. Come si fa a lasciar fuori l’Uomo Grosso?
Strakosha 6,5 – Pora stella. L’abbiamo anche bacchettato nelle scorse giornate e guarda che gli è toccato subire. Voto ampiamente sufficiente perché, in mezzo a tutti i gol che gli piovono addosso, ha il tempo anche di fare un mezzo miracolo e qualche bella parata. GANGBANG
Bastos 6 – Dà subito una spallata a Insigne, tanto per far capire che il pallone è suo e ci gioca lui. Poi si rompe perché sì, cerca di regalarci una flebile speranza dicendo “voglio provare”, si accascia 30 secondi dopo picchiando il terreno mentre noi picchiavamo il nostro vicino di seggiolino. FRUSTRATO (FIGURATE NOI)
Dal 25′ Marusic 4,5 – E Inzaghi disse: “Figliolo, va’ e risolvi questa partita”. E il figliolo capì “sconvolgi”. Non solo è meno incisivo del Benevento in Serie A, stavolta riesce anche ad essere deleterio dimenticando distrattamente di marcare Raul Albiol sul calcio d’angolo. E che sarà mai. QUANTO DOBBIAMO ASPETTARE PER GIUDICARE?
de Vrij 7 – C’è poco da fare, la Lazio senza di lui ha un altro volto. Fa un primo tempo imbarazzante per quanto gioca bene, il gol è solo la ciliegina sulla torta. Purtroppo la sua partita dura solo 45 minuti per motivi più misteriosi delle treccine di Kishna. Regà, s’è infortunato pure Kishna. LAZZARO
Dal 46′ Murgia 5,5 – Entra pensando di partecipare alla festa, i partenopei lo prendono per un orecchio e lo buttano fuori dallo stadio perché aveva provato a limonarsi Mertens. NO 3-2 NO PARTY
Radu 5,5 – Vuole far proseguire la tradizione iniziata a Genova e ci mette di nuovo la faccia, solo che stavolta lo fa sulla mano di Mertens. Prende un giallo a metà primo tempo e sul viso gli si dipinge l’espressione che hanno i cani nei video di YouTube dopo aver distrutto il divano. CATTIVO STEFAN
Basta 6 – Con Bastos bullizzano Insigne più volte, poi l’angolano sventola bandiera bianca e anche Dusan tentenna. Gli infortuni gli fioccano intorno, gli balena in mente un pensiero. “Te pare che me faccio male pure io?“. TAAAC
Parolo 5,5 – Non si vede più o meno per tutta la sera. Se nel primo tempo è perché fa il suo solito sporco ed invisibile lavoro, nella ripresa è perché diventa un po’ inconsistente. Ci ricorda della sua presenza inciampando addosso alla Z di Zielinski e concedendo quindi un calcio di rigore al Napoli. Ma sì, uno in più, uno in meno. PERO’ ERA FRESCO
Leiva 5,5 – Da centrocampista ci fa saltare sulla sedia ogni volta che intercetta un pallone, cioè ogni 15 secondi più o meno. Quando arretra in difesa mostra di essere un rattoppo di stoffa su quella che è praticamente una falla dal diametro di due metri. ABBANDONARE LA NAVE
Lulic 5 – Si perde così tanti palloni in mezzo ai piedi che a metà partita i raccattapalle li avevano finiti. Gara veramente da punto interrogativo quella di Senad “anoilaqualitàcharottoercazzo” Lulic. BIASCICA
Luis Alberto 7 – Un’altra partita da visionario, avevamo in casa il Messi spagnolo e non lo sapevamo. Esagerato? Forse. Però lo amiamo sempre di più, una delle poche gioie di questa serata. MAI NA JOYA
Milinkovic-Savic 7 – Fa un primo tempo d’autore, è semplicemente troppo per tutti i suoi avversari, non lo prendono mai. Poi nel secondo tempo succede l’imponderabile e Sergej si innervosisce più di Patric quando non gli funziona la fotocamera interna del cellulare. Inzaghi lo sostituisce forse proprio per questo. IL TALENTUOSO ISTERICO
Dal 63′ Lukaku 5,5 – Anche lui finisce risucchiato nel secondo tempo assurdo del Napoli, i suoi spunti vincenti erano nella valigia che gli hanno perso a Fiumicino al ritorno da Genova. RYANAIR
Immobile 7,5 – “Olè olè olè olè, Ciro, Ciro“. L’unico coro che il tifo biancoceleste riesce a cantare in un finale da incubo, qualcosa vorrà dire. Sta ancora seguendo il pullman del Napoli nell’estremo tentativo di pressare i difensori. SEGUGIO
Inzaghi 10 – In tutta onestà, in una serata del genere bocciare il mister sarebbe vergognoso. Aveva preparato una partita sontuosa, ce l’avrebbe voluta tanto far vedere. Per 45 minuti più o meno ci riesce, poi neanche lui può nulla contro la combo infortuni+ciclone Napoli. Questo 10 è perché quasi non ci ricordavamo più che sapore avesse la sconfitta, perché è l’allenatore più bello e bravo che ci sia e solo il destino gli ha tolto la soddisfazione di sfoggiare un altro capolavoro tattico. La sua partita perfetta resta lì, nel mondo delle idee, in quell’iperuranio da cui cerca di tirare fuori le nostre gioie. Ti vogliamo bene, Simo. PLATONE
