Il destino ha parlato. Ricominceranno le settimane di incertezze, di colpe addossate, di visi ingrugnati. La parità dei punti è la più grande spada di Damocle mai appesa sulla testa della Lazio e gli arbitri ce l’hanno tutti con noi, ma non dobbiamo disamorarci. Mai. Dobbiamo essere innamorati, della nostra Lazio e del nostro essere laziali. Continuiamo ad amare questi ragazzi, dal primo all’ultimo.
Strakosha 6 – Con Icardi a 11 metri di distanza il pensiero va a Torino, a Dybala, a tre punti strappati su un campo impossibile. Sembra un’era fa. LATO SBAGLIATO
Luiz Felipe 5,5 – Poteva segnare, ma stasera è settato su “spazzata ad occhi chiusi”. Non sempre perfetto, spesso un po’ tremante. FUTURO ACQUISTO DELL’INTER
de Vrij 6,5 – Il più chiacchierato, il più determinato. Gioca una partita attentissima e ci condanna con la più grande delle sue leggerezze in biancoceleste. Piange, lacrime che faranno parlare, di coccodrillo, alla Hernanes, grazie signor de Vrij. Il modo più triste di lasciarsi. ADDIO AMARO
Dall’85’ Nani NG – Inzaghi lo butta dentro per cercare un guizzo, lui trotterella palla al piede a centrocampo. PER VALENCIA QUANTO MANCA?
Radu 6 – Finisce stremato, ma non poteva mancare nel momento del bisogno più disperato. Vederlo mozzicare i polpacci di Cristiano Ronaldo è un sogno che terremo nel cassetto ancora per un po’. PROVACI ANCORA STEFAN
Dal 77′ Bastos NG – Entra e succede il patatrac. Lungi da chiunque addossargli la colpa, ma non è che porta zella? GATTO NERO
Marusic 6,5 – Che il suo obiettivo fosse la faccia di Perisic fin dall’inizio? Non si sa, ma a noi piace pensare che sia così. SPONDA
Murgia 6,5 – Ha il sangue agli occhi, la partita è come una finale e lui si sente chiamato in causa. Purtroppo Lukaku stasera non è ispirato. ORGOGLIOSO
Leiva 6 – Chiude la stagione con la 5798594esima partita positiva. Sarebbe stato bello regalargli la Champions, lui più di chiunque altro se la sarebbe meritata, soprattutto dopo la mancata convocazione ai Mondiali. CE L’AVEMO SOLO NOI
Milinkovic-Savic 7,5 – Fagocitante. L’aggettivo più adatto a questo giocatore è fagocitante. Partita manifesto del suo stile di gioco, ogni volta che mette i suoi tentacoli da piovra sulla palla offre spettacolo. Purtroppo non arriva sul calcio d’angolo che porta al terzo gol dell’Inter. RESTIAMO UNITI
Lulic 6 – Gioca ovunque, per tutti, più biancoceleste che mai. E poi fa un fallo senza senso a millemila metri dalla sua porta. Il cartellino rosso nella mano di Rocchi pesa come un macigno. TU QUOQUE
Felipe Anderson 6,5 – Segna e si gasa come se fosse sulle spiagge di Rio a Carnevale, poi si fanno le tre del pomeriggio e gli prende un po’ d’abbiocco. Il suo gol poteva significare tutto, è stato vano. SEMBRAVA CHAMPIONS E INVECE ERA UN CALESSE
Immobile 6,5 – Ultim’ora: Ciro era al rientro da un infortunio. Qualcuno lo ha notato? No, perché corre come un Caicedo non potrà mai correre. Dialoga come un Caicedo non potrà mai dialogare. Voleva esserci, non ha segnato ma c’è stato. COLONNA PORTANTE
Dal 75′ Lukaku 5,5 – Sembra essere l’unica vera freccia nell’arco dei cambi di Inzaghi. Lui ripaga la fiducia del mister passandogli il pallone, mandandolo in fallo laterale. INZAGHI TRIGGERED
Inzaghi 7,5 – Aveva preparato alla grande la partita che valeva la Champions. Gli si mettono contro gli episodi e la spunta una squadra brutta e poco brillante, che non avrebbe meritato nulla più del quinto posto. Ci regala comunque una stagione da sogno, portandoci ad un palmo dal cielo. Che sia solo il primo gradino di una gloriosa scalata. SPIACE PER I RAGAZZI
