Voi non ci crederete ma Lazio-Inter è andata proprio come ci aspettavamo. Liscia come un sombrero di Sergej, bella come un tocco d’esterno di Luis Alberto, vivace come un tackle di Leiva, lapidaria come un tiro di Immobile. Siamo ancora lassù, sempre più su. Non lo sappiamo dove andiamo, ma continuiamo a volare.
Strakosha 6 – Bravo ad esistere sul primo palo sul tentativo di Lukaku, poi si fa sorprendere dal destro di Candreva quasi come il miglior Goicoechea e rischia di far affondare la Lazio. Si riprende un po’ nella ripresa, lucido a non prendere a calci Luiz Felipe su quel retropassaggio nel finale. LA BLOCCA THOMAS
Luiz Felipe 7 – L’intervento su Lautaro che gli costa il giallo è così in ritardo da essere bello, quello su Young in area di rigore ha fatto perdere a tutti un paio di anni di vita ma non è neanche paragonabile al retropassaggio corto a Strakosha che diventa un mezzo assist per Lautaro Martinez. Lui fischietta e se ne va con le mani in tasca. CRIMINALE
Acerbi 8 – S’incolla a Lukaku come un francobollo rendendo il belga più frustrato di Bugo quando Morgan gli cambia il testo della canzone, respinge qualsiasi oggetto sferico che osi aggirarsi dalle sue parti. MOSTRO
Radu 7,5 – Nelle grandi squadre ci vogliono i giocatori in grado di essere avvelenati e al contempo calmi come il mare senza vento, lui è così. COATTO PACATO
Marusic 7 – Forse un po’ caciarone e inconcludente, ma in chiusura c’è sempre e il vantaggio biancoceleste nasce dal suo destro al volo che nessuno sa come sia stato respinto da Brozovic. Lo spostamento sulla fascia sinistra in assenza di Lulic sembra poter essere una soluzione praticabilissima. WELCOME BACK
Milinkovic-Savic 8,5 – Manco dieci minuti e spacca la traversa, apprezzabile poi quando letteralmente cammina sopra Barella. Ma è più tardi che sfodera l’arsenale serio: il gol sembra semplice ma il modo in cui si sposta il pallone con la suola nel giro di una frazione di secondo è da manuale del calcio bello. E poi vabbè, prepotenze sotto forma di sombreri come se non ci fosse un domani, Eriksen e Barella tornano a Milano con un paio di baffoni e due maracas in mano. ANDALE ANDALE
Leiva 7,5 – Va da Rocchi a protestare anche sul fischio d’inizio, ha gli occhi iniettati di sangue. Anche col cartellino giallo non disdegna l’equa e solidale distribuzione di calci a destra e a manca. PICCHIARE SEMPRE, PICCHIARE DURO
80′ Cataldi NG – Non lo vedevamo da un po’, fa piacere rivederlo in campo. Chissà cosa ci canterà stavolta. LEWIS CATALDI
Luis Alberto 7,5 – Anche in una partita in cui gli avversari prestano particolare attenzione a tenerlo basso e ad offuscarne la luce, lui illumina senza problemi. Quando dribbla sembra che la palla sia innamorata del suo piede. E CHI NON LO E’
Jony 5,5 – Straperde il confronto con Candreva, che non è che sia proprio CR7. Per tutta la partita va di retropassaggio o crossa addosso al diretto avversario, ricordando il Durmisi dei tempi migliori. UN PO’ DI CORAGGIO QUI?
63′ Lazzari 7 – Dopo 30 secondi ha già fatto porre a tutto l’Olimpico la stessa domanda: che ci faceva in panchina? MOTORELLO
Caicedo 6 – Prova a fare sponde con ogni spigolo del suo corpo, non gli riesce quasi nulla. Il sacrificio non manca mai però. UOMO IN PIU’
63′ Correa 5,5 – Ha una freschezza diversa e lo dimostra, ma non la mette a frutto a dovere. INSUFFICIENZA DI INCORAGGIAMENTO
Immobile 8 – Questo fra poco fa trent’anni e corre più di tutta la squadra, nel mezzo segna anche su rigore e fa una giocata da strapparsi i capelli che solo la mano di Padelli non trasforma nel gol dell’anno. Anche se non segnasse sarebbe comunque l’uomo più importante di questo gruppo. APPLAUSI PER CIRO
Inzaghi 9 – Diciannove risultati utili consecutivi. Dall’Inter all’Inter, la Lazio in Serie A non perde da un girone. Qualcuno vede il momento della svolta nella rimonta contro l’Atalanta, qualcuno nella doppia vittoria contro la Juventus, qualcuno nel ribaltone di stasera. Ma una cosa è certa: questa Lazio è seconda ad un punto dalla vetta a metà febbraio. E questo sogno lo dobbiamo a questo signore qui. NON SVEGLIARCI MISTER
