Lazio-Inter, Champions League, 5 maggio, 20 maggio, Scudetto mancato, lacrime di qua e di là. Una partita normale non poteva essere, ma la costanza biancoceleste nel perdere contro quelle che in teoria dovrebbero essere grandi come lei è impressionante. Forse perché le altre sono ancora più grandi di lei.
Strakosha 6 – Prova a salvare la faccia della Lazio nel primo tempo compiendo un paio di parate da beatificazione, non riesce ad evitare il tracollo quando sul terzo gol Lulic viene mandato direttamente nel settore ospiti dalla finta di Icardi. IMPOTENTE
Luiz Felipe 5 – Prova sbiadita di Luigi, che quasi fa rimpiangere le treccine di Wallace. Quasi, però. AH, QUANDO C’ERA WALLY…
Acerbi 5,5 – Bene quando c’è da uscire palla al piede o da anticipare con il pressing alto, meno bene quando c’è da scappare verso la propria porta. E l’Inter non lo perdona. SENTENZIATO
Radu 5,5 – Promette promette, ma alla fine mena poco. E no, non avremmo mai il coraggio di ripeterglielo in faccia. CAN CHE ABBAIA…
Dal 78′ Bastos NG – Entra per preservare Radu. Ormai praticamente fa il fisioterapista. STRETCHING E GHIACCIO
Marusic 5,5 – Che abbia voglia di emergere si vede, ma il suo gol stratosferico contro il Marsiglia è stato una mosca bianca. Gli manca un po’ di intelligenza calcistica, gioca troppo spesso a testa bassa, sia in fase offensiva che difensiva. STUDIARE, STUDIARE, STUDIARE
Parolo 5,5 – Si sbatte dal primo all’ultimo minuto, non sempre con qualità. Mancano i tempi in cui appena aveva uno spiraglio da quaranta metri tirava certe bombe che Gerrard spostati. Comunque, uno dei pochissimi volti quasi salvabili. SEMPRE QUASI PERO’
Badelj 5,5 – Ok, oggi è la tua occasione Milan, puoi farcela, puoi dimostrare di essere un titolare aggiunto, non un rincalzo. Mezz’ora giocata pure così così e si fa male anche lui. E MO CHI ENTRA?
Dal 34′ Cataldi 5 – L’uomo sbagliato al momento sbagliato. Entra quasi inaspettatamente nonostante di alternative a questo punto non ce ne siano molte, non delude le basse aspettative. MISTER CROSS LENTO
Milinkovic-Savic 5,5 – Provare a dialogare ci prova, ma la mancanza della sua personalità ormai è un deficit importante per la Lazio. Chissenefrega delle valutazioni economiche, la squadra di Inzaghi ha un Milinkovic in meno praticamente dalla fine della scorsa stagione e così non può continuare. DOVE SEI?
Lulic 4 – L’uomo dei limiti tecnici sbaglia ogni sacrosanta palla che tocca nel primo tempo. Meglio la media della ripresa: un errore ogni due tocchi. IN CRESCENDO
Caicedo 5 – All’Uomo Grosso non si negano gli applausi ma oggi gira a vuoto. In Europa si sente brasileiro, oggi era proprio ecuadoriano pieno. RIFINITORE RIFINITO
Dal 69′ Correa 6,5 – Unico davvero decente tra tutti i biancocelesti entrati in campo, però gioca solo venti minuti. Il perché non si sa, lo stanno ancora studiando al CERN. FENOMENO QUANTISTICO
Immobile 5 – Passa il primo quarto d’ora ad allacciarsi le scarpe, poi finalmente si rialza. Era meglio quando stava accucciato a terra, riesce anche a sprecare l’unico vero faccia a faccia con Handanovic. BUCO NELL’ACQUA
Inzaghi 4,5 – Bisogna dirlo di nuovo? Lo diciamo di nuovo: la Lazio di Inzaghi non ha gli attributi per affrontare chi le è superiore. Questa stagione più che mai, sembra quasi un’equazione: se l’avversario è sopra in classifica, si perde. Ma non si perde per limiti tecnici, tattici, fisici, si perde perché viene a mancare il coraggio, la garra o come diamine volete chiamarla e tutto quanto va a farsi benedire. Vogliamo crescere, mister? Questa tua creatura è bella, ma è piena di buchi. Mettici un po’ di silicone, un po’ di collante, inventati qualcosa. Dai sicurezza a questa bella macchina che non crede in se stessa, o rimarrà traumatizzata per sempre. Ammesso che non lo sia già. SGARRA CHARRUA
