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Pagelle Lazio-Fiorentina

Strakosha 6 – Subisce un gol assurdo da Ribery e soffia sul pallone sulla traversa di Ghezzal. Insomma fa di tutto per non farci ricordare sue parate. PRENDILAAA

Patric 6 – Nei minuti di recupero tremiamo molto più del dovuto. No, non per l’arrembaggio della Fiorentina ma per la gomitata subita dal bel Patricio. COLLETTA LAZIOCRATICA PER RIFARE IL LABBRO

Acerbi 6,5 – Degno di nota il battibecco finale durato diversi minuti a favore di telecamere con Dragowski. Ok che quel codino alla barba non è il massimo ma anche meno dai. RISPETTO PER TUTTI, TRANNE CHE PER GLI HIPSTER

Bastos 5 – Cos’è un freddo numero di fronte all’amore che nutriamo per quest’uomo? Doppi passi e momenti di dubbia lucidità a profusione, riesce nell’impresa di mangiarsi un gol a porta vuota e di fare un intervento da rosso in trenta secondi di ebbrezza. EBBRO MOMENT

Dal 45° Radu 5,5 – Immagina sostituire Bastos perché ammonito con un giocatore famoso per la sua compostezza e la sua poca familiarità con i cartellini come Radu. Non riusciamo a capacitarci di come abbiamo fatto a finirla in 11. PEACE

Lazzari 6,5 – Ormai abbiamo capito che si diverte particolarmente a far prendere malus ai suoi diretti avversari nei primi minuti. I fantallenatori di De Roon e Dalbert ringraziano. FLASH

Dall’81° Marusic 33 – La risurrezione o resurrezione è il ritorno alla vita dopo la morte analogamente al risveglio successivo al sonno. Ciò che pare comune a tutte le religioni che prevedono la reviviscenza o quantomeno la non-estinzione dell’anima del defunto, cioè del complesso della sua spiritualità, è il concetto di “rinascita” o di “ri-sorgere” (da cui deriva il termine), o riprendendo a vivere nel corpo appena lasciato, oppure presupponendo la fine della vita terrena dopo la quale la persona (riappropriandosi o meno di un corpo) inizia un’esperienza nuova e rinasce. HALLELUJAH

Milinkovic 6,5 – Non c’è niente di peggio che farsi marcare da uno che si chiama Igor. Ah no aspetta. POTREBBE PIOVERE

Parolo 6 – A 35 anni suonati gioca tutti i 90 minuti con 30 gradi all’ombra con una lucidità invidiabile, tranne al 7° quando si fa ammonire come un Primavera qualsiasi. CHE FRETTA C’ERA

Luis Alberto 7 – Sbaglia ancora tanto, tantissimo, ma la decide con una staffilata che sfiora il palo e si insacca. Merito del ciuffo. (HAIR)STYLE

Dal 90° D. Anderson S.V. – Ooohhh grandissimo! Da quanto tempo! Che racconti? E QUESTO CHI C**** ERA

Jony 6,5 – Voto positivo perché mette lo zampino nell’azione che cambia la partita, ovvero il rigore guadagnato da Caicedo, anche se per quasi tutto il resto della partita ci ha fatto rimpiangere i cross del vero grande terzino spagnolo della Storia della Lazio. MA CHE FINE HA FATTO JAVIER GARRIDO?

Dall’81° Lukaku S.V. – Jordan ci prova, si fa vedere ripetutamente, ma l’unica cosa che mette in mostra è una condizione fisica tutt’altro che invidiabile. FISICO DA ESTERNO SINISTRO BELGA DELLA LAZIO

Caicedo 6,5 – Sfiora spesso il gol di testa e complessivamente si rende più pericoloso di Immobile. Formello abbiamo un problema. L’apice della sua partita è sicuramente il controllo di petto che manda a vuoto Dragowski, il rigore che ne consegue è la freccia che la Lazio mette per iniziare il sorpasso e riacciuffare il sogno scudetto. DAI CAZO

Dal 68° Correa 5,5 – I problemi fisici riscontrati contro l’Atalanta non lo aiutano e l’argentino non regala certo una prestazione sfavillante. Entra perché ad un certo punto scopriamo che anche Caicedo è umano. I SUPEREROI NON ESISTONO

Immobile 6,5 – Realizza un rigore pesantissimo, ma come dice anche lui a fine partita c’è bisogno di lavorare per ritrovare la forma fisica migliore. Anche oggi come a Bergamo Ciro si mangia gol che in altri momenti della stagione avrebbe segnato in ciabatte. WORK IN PROGRESS (SPERAMM)

Inzaghi 7 – Voto che è un po’ una media di tanti fattori. La vittoria, la rimonta, ma anche il brutto gioco espresso per gran parte della partita e una condizione fisica che ancora non è al meglio, ma che evidentemente sta migliorando se non abbiamo visto un crollo come quello di mercoledì. Un grande merito alla squadra per aver tenuto in vita un sogno che, a quasi venti minuti dalla fine, stava per infrangersi contro i 7 punti di vantaggio della Juve.

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