Si definisce Lazio – Benevento quel raro lasso di tempo in cui Guilherme non è a terra con le mani al volto e Cataldi e Lombardi cercano a tutti i costi di farci soffrire. Ci sono andati vicini, ma non ce l’hanno fatta. O quantomeno non glielo daremo a vedere.
Strakosha 5,5 – Un po’ vago il suo posizionamento sulla punizione di Cataldi, diciamo più o meno tra un palo e l’altro. Sulla rete di Guilherme era difficile intervenire, ma ci avrebbe fatto piacere se l’avesse fatto. Per il resto, si guarda la partita. QUANTO SIETE PICCOLI VISTI DA QUAGGIU’
Bastos 6 – Fa buona guardia, ma sembra di essere convinto di doverlo fare a 60 metri dalla propria porta: sta sempre oltre il cerchio di centrocampo. Esce perché mobbastaveramenteperò, tocca vincere contro il Benevento in dieci uomini. DIFESA D’ATTACCO
Dal 46′ Caicedo 6,5 – Entra ed è macchinoso, statico, poco reattivo. In poche parole, grosso. Ma la zampata vincente la tira fuori nel momento del bisogno, quando ancora ci si poteva risollevare e fare la goleada. Non riusciamo a non volergli bene. GROSSO E’ BELLO
de Vrij 6,5 – Dietro è uno scoglio su cui franano le ripartenze centrali del Benevento, davanti ci regala gioie anche oggi. Aveva promesso di onorare la maglia fino all’ultimo, non si può dire che sia un bugiardo. NOI CI SPERIAMO ANCORA
Luiz Felipe 6 – Si distingue per garra e intraprendenza, non ha paura di niente e di nessuno. Testa alta e occhio da folle. DIETRO CI SI ANNOIA
Marusic 5,5 – Gioca a testa bassa e crossa in continuazione addosso al diretto avversario. No, non è Candreva. BANALE
Parolo 5,5 – La sua partita non è entusiasmante, ma fa sempre sentire la sua presenza. Ha sicuramente bisogno di tirare un po’ il fiato, ma lui non lo sa (e Inzaghi fa finta di non saperlo) e gioca lo stesso. SEMPRE PRESENTE
Dal 70′ Milinkovic-Savic 6 – Ha voglia di far vedere quanto sia bello, gli bastano venti minuti per mettersi in mostra. In questo finale ci vorrà il miglior Sergione per saltare in testa a tutti gli avversari. ILLUMINACI TU
Leiva 8 – Come sempre è lui quello che cerca di caricarsi la squadra sulle spalle, in ogni fase della partita. E di nuovo fa bene qualsiasi cosa, in un modo che ti fa credere che non possa esistere un mondo in cui la Lazio non arriva in zona Champions, non va avanti in Europa League, non vince col Benevento. Il destro a giro che gonfia la rete è la sua carezza più dolce. AL SICURO
Luis Alberto 6,5 – Sembra essere spento e con le pile scariche, ma come sempre gli basta un solo bagliore: quello con cui serve Caicedo per il gol del 2-2. Nel finale rigorino di consolazione tanto per aggiornare le classifiche. TROPPO FORTE PER GIOCARE MALE
Patric 6,5 – Fa tutto e il contrario di tutto: crossa bene, rischia di segnare in semirovesciata e direttamente da cross, poi Lombardi se lo mangia sul secondo gol giallorosso. Avrebbe meritato di trovare il gol. Lo avremmo meritato anche noi. PERCHE’ CI ILLUDI?
Felipe Anderson 6,5 – Quando ha voglia e il pallone tra i piedi fa tremare le gambe degli avversari. Il suo dialogo/doppio passo con Luis Alberto ha fatto girare la testa anche a noi. JOGA BONITO
Immobile 7 – Gioca da invasato, come uno che non segna da troppo tempo, che tra Lazio e Nazionale ha dovuto ultimamente sopportare qualche frustrazione di troppo. Detto fatto, il suo score segna due gol e poca voglia nelle classifiche di arrendersi a chiunque, si tratti di Icardi, Salah o Messi. GIGANTE
Dal 70′ Nani 6 – Punizione dai 40 metri, non ha dubbi: ci tira. Come ci tira? Sì, tira per davvero, un bel calcione rabbioso d’altri tempi. CATTIVISSIMO LUI
Inzaghi 7 – Cambia la disposizione tattica dei suoi nel secondo tempo e riesce a tirare fuori dalla monotonia questo Lazio – Benevento. Evidentemente i suoi sono semplicemente annoiati dal solito 3-5-1-1, vogliono novità. Da domani sotto con lo schieramento a testuggine. CENTURIONE
