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Pagellone Lazio stagione 2021/22

Perchè ammettetelo, eravate in astinenza dalle nostre pagelle

STRAKOSHA 5,5 – All’inizio continua a essere il portiere di coppa, ma dopo aver compromesso il primo posto nel girone di Europa League si decide che bisogna rovinare pure il campionato: dentro lui in porta, che ci fa vedere che un portiere può anche parare, ed è una cosa a cui non eravamo più abituati. NON RICORDEREMO PARATE DI STRAKOSHA

REINA 4 – Bello tutto, leader carismatico, parla con la difesa, bravo con i piedi esce e tutto. Peccato che ogni tanto dovrebbe pure parare, e invece no, è troppo banale come cosa, fa troppo calcio del secolo scorso. PORTIERE MODERNO

LAZZARI 6,5 – Ha enormi difficoltà ad inizio stagione ad adattarsi al ruolo di terzino , lui che ha bisogno di correre e basta, e infatti trascorre diversi mesi in panchina. Con il passare del tempo però entra sempre di più nei meccanismi di gioco e diventa un’arma devastante, tranne forse negli ultimi venti metri di campo dove ancora non si sa bene cosa fare. LA PALLA È TUA AMICA

MARUSIC 6,5 – Da una fascia all’altra, dove c’è bisogno di lui Re Adam si mette sempre a disposizione dei suoi sudditi. Persino quelli delle altre squadre, che nelle ultime partite hanno tanto bisogno di segnare e allora Adam decide di aiutarli in questo compito difficile lasciando loro spazio non marcandoli. DISTANZA DI SICUREZZA

HYSAJ 4,5 – Nemmeno inizia la stagione e già viene contestato duramente, per aver cantato ‘Bella Ciao’. Il problema è che sarebbe stato l’ultimo dei problemi quello, ma ancora non lo sapevamo. RIVOLUZIONARIO

LUIZ FELIPE 5 – Doveva essere l’anno della sua crescita definitiva, con uno stile di gioco che si adattava perfettamente alle sue caratteristiche, e invece no, Luiz Felipe mostra dei passi indietro: poco concentrato, spesso falloso e macchinoso, in ritardo. Forse è per questo che all’ultima partita non lo si saluta con gli altri. MALEDUCATO

ACERBI 3 – Va bene, 4 gol segnati per un difensore sono tanti, almeno con lui abbiamo sfruttato bene le palle inattive. Però troppi errori di concentrazione, troppe prestazioni assurde, troppe polemiche con i tifosi, troppa la mancanza di voglia di adattarsi al nuovo stile di gioco. Era la certezza della nostra difesa, ora non sappiamo più chi è. TU LA CONOSCI CLAUDIA?

PATRIC 10 – Un voto molto molto basso rispetto ai nostri standard per il Gabarron, perchè non riesce ad elevare il livello dei suoi compagni di squadra. IMMENSO

RADU 6,5 – Come tuti i suoi compagni di reparto: un inizio in difficoltà, complici le primavere sulle spalle che iniziano ad essere tante, ma pian paino con il lavoro migliora sempre più e dà una grossa mano in difesa. TAPPABUCHI

KAMENOVIC 9 – Un impatto devastante sulla serie A. Probabilmente il miglior difensore mai acquistato negli ultimi anni. PALLONE D’ORO

MILINKOVIC-SAVIC 9 – Noi lo dicevamo da cinque anni: Milinkocrazia. Ora è sotto gli occhi di tutti: il dominio di Sergio è arrivato. È qua. Senza ombra di dubbio il giocatore più forte dell’intera serie A, e questa stagione è servita solo a ricordarlo a quei pochi stolti che ancora non ci credevano. NON SPOSTA GLI EQUILIBRI

LEIVA 6 – Non è il regista adatto al calcio di Sarri, e lo sapevano tutti. Nonostante questo Lucas, come ci ha abituato in questi cinque anni, mette in campo tutto quello che ha finchè ne ha. Compensa i propri limiti con l’enorme esperienza che ha acquisito, e con il suo immenso cuore.: peccato però che non trebbi nessuno alla sua ultima partita come regalo d’addio. Obrigado Lucas, ci mancherai tantissimo. SOPRATUTTO A CUADRADO

AKPA-AKPRO 2 – Senza Champion’s League Jean- Daniel è sprecato in questa squadra, lui è abituato a essere decisivo in palcoscenici ben più importanti di questo. CAMPIONE D’EUROPA

CATALDI 6 – Una grande crescita a inizio stagione: finalmente con Sarri sembrava essere arrivato il suo momento, al centro della regia e della manovra. Peccato non riesca poi a confermare la sua crescita, bloccandosi in un limbo in cui non si capisce se è il regista titolare o la riserva. RIMANDATO A SETTEMBRE

LUIS ALBERTO 6,5 – Matto come un cavallo, non c’è altra definizione. La sua stagione sarebbe perfettamente spiegabile con il diagramma Crazy-Hot di How I Met Your Mother: non si presenta in ritiro -> inizia subito a regalare assist a chiunque -> gioca male correndo a vuoto -> torna in panchina -> quando gioca segna gol senza senso per bellezza -> crea polemiche e vuole tornare a Siviglia -> in campo con il pallone fa assolutamente quello che vuole. E così via anche per il prossimo anno. BARNEY STINSON

BASIC 5,5 – Un grande esordio, poi forse si emoziona lui che è un timidone e cerca di scomparire in panchina senza farsi più vedere. Tanto che a chiunque gli chieda di entrare in campo giocare mettersi in mostra risponde in un unico modo. MA CHE CAZO VUOOOOOOOOOI?

ANDRÈ ANDERSON 2 – Il baffo più amato di Tor Bella Monaca purtroppo ci ha abbandonato a metà stagione, impedendoci di realizzare tutti i nostri sogni. DESAPARECIDO

PEDRO 7,5 – E per fortuna era un vecchio bollito. Conosce l’allenatore, conosce la città, e si redime subito di quell’anno, lo scorso, completamente buttato al servizio del male. Certo, da parte sua c’è il rimpianto enorme perchè non è più l’unico calciatore in attività ad aver vinto tutti i trofei possibili e inimmaginabili. GLI MANCA LA CONFERENCE

ZACCAGNI 6,5 – Non è un’ala pura, ma Mattia non lo sa e gioca da esterno lo stesso: quando entra nei meccanismi di gioco diventa spesso l’uomo in più della Lazio, con la sua capacità di creare gioco e superare l’uomo. Peccato che dalla squalifica dopo la diffida praticamente entra in vacanza e non si trova più, voleva a tutti i costi evitare il derby di ritorno. ARAGOSTA

FELIPE ANDERSON 6,5 – Il grande ritorno del figliol prodigo: abbiamo passato un’intera estate a chiederci come sarebbe tornato, se la versione triste e spenta della sua ultima stagione, oppure se quella devastante con cui ci ha abbagliato all’inizio. Evidentemente una via di mezza, con tanta tanta tanta applicazione e corsa, e qualche sprazzo di genio qua e là. Basta ma non tantissimo, Felipe lo sai che da te ci aspettiamo sempre 20 gol e assist a partita. BAMBINO

RAUL MORO s.v. – Da metà stagione in poi scompare dal campo perchè deve recuperare il debito in matematica: male male, i compiti devono essere fatti tutti, altrimenti niente pallone! IN CASTIGO

ROMERO 6 – Indecisi tra un 10 perchè “Oh ragazzi ma l’avete visto, è Messi sto ragazzino, è fortissimo, a 18 anni gioca in prima squadra e ha convinto Sarri che lo lancia spesso a partita in corso, questo è forte forte!” e un 2 perchè “Oh ma questo deve fare venti gol a partita e invece non fa niente!” scegliamo una via di mezzo. CERSCERÀ

IMMOBILE 8,5 – Una stagione in cui distrugge qualsiasi record abbia a portata: supera un certo Silvio Piola per numero di gol segnati in serie A e complessivamente con questa maglia (no, diciamo, Silvio Piola. Silvio Piola. Avete presente?), vince per la quarta volta la classifica capocannonieri, e si conferma ogni partita che passa sempre più il leader di questa squadra. Capitano vero che non abbandona mai i suoi compagni tranne quando non ha più una caviglia. LEGGENDA

MURIQI 9 – Dovevamo avvicinare lo stadio al mare, ecco perchè Vedat non ha reso qua. GIÀ CI MANCHI

CABRAL 10 – Bellissimo questo Erasmus, peccato gli chiedano ogni tanto pure di scendere in campo non si sa per quale motivo. Si sblocca subito, all’incirca al 30° minuto totale giocato in stagione, peccato fosse solo l’ultima partita. STAVA PER RAGGIUNGERE IMMOBILE

SARRI 6,5 – La rivoluzione è cominciata, e ce ne siamo accorti. Alla Lazio è cambiato tutto, tutto: gioco, modulo, posizioni in campo, modi di difendere, schemi. Per fortuna sono rimaste anche le solite amnesie e le partite non giocate, altrimenti non avremmo più riconosciuto questa squadra. Ora tutti in linea con il Comandante, che abbiamo un Palazzo da prendere e rovesciare. EL CAMINO ES MAS LARGO

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